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Diritto di critica | November 23, 2020

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La Lega Nord e lo spauracchio del kebab - Diritto di critica

La Lega Nord e lo spauracchio del kebab

L’ultimo nemico inventato dalla Lega Nord per riappropriarsi delle proprie radici e del proprio elettorato sempre più deluso? Il kebab. A lanciare (e, a quanto pare, vincere) la campagna contro l’apertura di negozi etnici nel centro storico è stata questa volta la maggioranza del Carroccio nella città di Bergamo, facendo propria una norma introdotta nell’aprile 2009 dalla Regione Lombardia che permette ai comuni di porre dei vincoli per indirizzare il commercio nelle aree di più significativa rilevanza storica, come i centri urbani. In sede di Consiglio Comunale il 19 luglio la legge è stata approvata con i voti favorevoli –manco a dirlo – di Lega e Pdl.

Una legge “anti-kebab” (così è stata definita già due anni fa, al momento della sua approvazione in Consiglio regionale), insomma, che in nome della «salvaguardia del decoro, della sicurezza urbana, della cultura e dell’identità locale» impedirà l’apertura anche di altri negozi etnici, come ad esempio ristoranti cinesi, macellerie islamiche o empori orientali: per la città di Bergamo, questa si configura come una variante urbanistica che riguarderà per ora esclusivamente l’area di Città Alta, l’antico centro storico. Zona della città dove, peraltro, l’unico kebab è stato costretto a chiudere i battenti a causa della crisi già nel 2009, dopo una breve sopravvivenza di un anno e mezzo e ben prima che la legge fosse portata in consiglio comunale: era stato aperto da un giovane tunisino in una delle aree più frequentate di Città Alta – poco distante dalla stazione della funicolare, passaggio quasi obbligato per i turisti in visita all’antico borgo – e già al momento dell’apertura aveva suscitato parecchie polemiche sulla legittimità o meno di un simile esercizio “straniero” in uno dei quartieri più tradizionali della città lombarda.

Ora, lo spauracchio del kebab ritorna in auge: secondo l’assessore al commercio Enrica Foppa Pedretti, la legge approvata non è una norma discriminatoria, ma un modo per «porre dei limiti sui prodotti, in modo da garantire un’offerta differenziata a servizio del cittadino». Un parere condiviso anche dal consigliere del Carroccio e assessore regionale al Territorio e all’Urbanistica, Daniele Belotti, che nel provvedimento vede «il primo passo per la tutela, dal punto di vista commerciale, degli esercizi storici nei borghi antichi e in Città Alta, che meritano ogni forma di tutela: una tutela che non può limitarsi solo, come è avvenuto finora, all’aspetto esteriore dei locali, ma che deve riferirsi anche al tipo di attività svolta».

Sorge spontanea una sola domanda. In un periodo di crisi – in cui il centro storico della città lombarda continua a spopolarsi e i negozi storici a chiudere i battenti a causa degli affitti troppo alti e della mancanza di clienti – sono davvero i chioschi di kebab il principale problema? Quanto davvero servirà una norma simile – che ostacola anziché aiutare i nuovi esercizi commerciali solo perché “non appartenenti all’identità locale” – a favorire la ripresa?

Un’ultima nota di colore. La lunga seduta del consiglio comunale bergamasco –l’ultima prima della pausa estiva – si è conclusa con una cena a base di pizza. E di kebab.

Comments

  1. Isissibus

    E insomma, ora al posto del kebabbaro di città alta abbiamo una splendida friggitoria. Niente contro l’esercente, che anzi è simpatico e disponibile. Ma qual è la differenza? Stando a questa norma, inoltre, dovrebbero essere chiuse tutte le pizzerie e panetterie che vendono pizza, focacce genovesi, torte sacher, dolci trentini e quant’altro. E certo, dovrebbero impedire ai ristoranti di Città Alta di offrire pescato marino. Da quando in qua il mare fa parte della cultura bergamasca?

  2. claudio maffei

    grandissibus

  3. claudio maffei

    sono davvero i chioschi di kebab il principale problema?
    Uno dei problemi legato all’immigrazione, è la difficoltà per i lavoratori stranieri di mettersi in regola e di trovare lavoro, soprattutto ora in tempo di crisi.
    Prima davano fastidio, quando lavavano i vetri al semaforo, o quando vendevano gli accendini per le strade.
    Adesso che qualcuno di questi ha voglia di aprire un’attività in proprio, non va bene, pota perchè i vènd kebab e mia polenta e osèi.
    Altro piatto tipico da valorizzare nel Centro di Bergamo Alta, sia nei ristoranti, come nelle gastronomie è il gnocco alla bergamasca. Un gnocco così non si è mai visto altrove.
    Urca un gnoccone così grande che da solo occupa tutto il piatto.