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Diritto di critica | March 29, 2020

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Decalogo antistupro: per il Comune di Roma la sicurezza è un lusso - Diritto di critica

Decalogo antistupro: per il Comune di Roma la sicurezza è un lusso

Un vademecum con tutti i consigli “della nonna” per difendersi e per sentirsi più sicure a casa, al lavoro ed in città. O, meglio ancora, perché la sicurezza – citando il titolo stesso dell’opuscolo – è «un lusso che noi donne oggi vogliamo permetterci». Ed ecco che, con il patrocinio del Comune di Roma, l’opuscolo ideato da un gruppo di signore diventa un manifesto chiaro del programma dell’amministrazione Alemanno sulla sicurezza: non più un diritto, ma un lusso. E le donne, questa sera alle 19, si sono date appuntamento presso Piazza Trilussa per chiedere un altro tipo di politiche sulla sicurezza nella capitale e «una cultura rispettosa delle differenze, non una cultura della paura e dell’odio».

Il libretto – dal titolo “Vademecum per la tua sicurezza” ma già ribattezzato “Decalogo antistupro”- da metà luglio è stato diffuso in diecimila copie nella stazioni della metropolitana capitolina ed ha immediatamente suscitato le reazioni indignate di una buona fetta della popolazione femminile, a partire dalla rivista online Noidonne.org, che lo ha definito «un vademecum contro la libertà personale e un’istigazione alla paura, laddove non addirittura una elencazione scontata di quelle regole di prudenza adatte a tutti, uomini compresi, regole che si insegnano ai bambini (ai quali però, pare, non si insegna che da grandi non devono molestare le donne)».

Nell’elenco di suggerimenti pubblicati sull’opuscolo di 13 pagine, figurano infatti consigli quali non camminare per strade buie, evitare i parchi di sera, tenere a portata di chiamata sul cellulare il 112 o il 113 e non indossare abiti particolarmente appariscenti quando si deve prendere la metropolitana di sera. Allo stesso modo, in caso si pericolo è consigliato di cercare protezione presso altre persone: il capotreno, gli agenti, gruppi di persone vicine anche se sconosciute. Niente però viene consigliato in caso di violenza domestica o stalking ad opera di familiari, ex fidanzati o conoscenti, né viene tenuto in considerazione – secondo Noidonne.org – il fatto che «gli uomini violentano anche le donne in jeans, velate e vestite normalmente». Nelle ultime pagine del vademecum, invece, viene pubblicizzato il dispositivo PeTra, ovvero un localizzatore GPS con un tasto d’allarme per inviare una richiesta di soccorso ad una centrale operativa attiva 24 ore su 24.

E sebbene l’intento dell’opuscolo secondo Anna di Lallo – una delle creatrici – fosse solo quello di aiutare le fasce più deboli con semplici consigli, sul web impazzano i commenti su un’iniziativa ritenuta inutile, dannosa e offensiva. Sul sito del movimento “Se non ora, quando?”, ad esempio, un’utente scrive amareggiata:

«E io che pensavo che la sicurezza fosse invece il minimo sindacale! Per tutti, dico. Uomini, e anche donne. E invece no. […] Ora, poiché immagino che questo bignami dell’autodifesa abbia avuto un costo io, se fossi un cittadino che paga le tasse anche a Roma, vorrei sapere quale. Se fossi una donna che abita a Roma invece, chiederei al Signor Sindaco se pensa che sia una cerebrolesa».

E ancora, in un commento su Noidonne.org:

«Il sindaco si dovrebbe occupare di illuminare la nostra città, di rendere i trasporti pubblici accessibili anche di sera, di mettere delle colonnine SOS in periferia e non solo, di fare altrettanto nelle stazioni ferroviarie decentrate desolate e abbandonate a se stesse, dovrebbe ripristinare una delibera della giunta precedente che scontava del 10% la corsa del taxi per le donne sole dopo le ore 21.00, e tantissime altre cose……».

Insomma, se da un lato vige ancora l’idea che basta parlare di sicurezza per risolvere i problemi al riguardo e accaparrarsi le simpatie dell’elettorato femminile – che pare quasi trasformato con il vademecum in questione in un gruppo di soggetti deboli bisognosi di protezione – , dall’altro c’è l’ammissione di una politica per la quale la sicurezza non è una priorità, ma un lusso. «Con questo vademecum – ha affermato Federica Mogherini, deputata PD e Segretario della Commissione Difesa della Camera – finalmente la destra esce allo scoperto: la sicurezza non è un diritto da garantire a tutti i cittadini, donne e non, attraverso politiche per migliorare la qualità della vita, politiche sociali, politiche per l’integrazione, azioni di controllo del territorio e di contrasto alla criminalità serie e mirate, meno propagandate e più efficaci». Parere condiviso anche da Paolo Masini, consigliere capitolino del PD, secondo il quale l’unico messaggio che il vademecum lancia – ben lungi dall’aiutare le donne – è quello di «non scomodare le istituzioni ed imparare a difendersi da sole», mentre compito di un’amministrazione sensibile, secondo il consigliere capitolino, sarebbe quello di mettere da parte la «propaganda della paura» a favore di azioni più mirate sul territorio, realizzate ascoltando le dirette interessate. Perché, prosegue «non è certo suggerendo di evitare strade buie, vestiti appariscenti o consigliando la maglia di lana – prosegue l’esponente democratico – che si combatte la cultura machista del possesso del corpo femminile alla base delle violenze».

Comments

  1. Daniele

    Tante polemiche ma chi si indigna si è già dimenticato dello stupratore seriale a Roma che seminò il terrore nella capitale lo scorso anno.