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Diritto di critica | October 31, 2020

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Carneficina quotidiana in Siria, ma governi e pacifisti stanno a guardare - Diritto di critica

Carneficina quotidiana in Siria, ma governi e pacifisti stanno a guardare

In Siria è un massacro quotidiano. Ieri le agenzie hanno battuto la notizia dell’ennesima strage nella città di Hama, dove tank e cecchini appostati sui tetti hanno preso di mira la popolazione. Un bilancio provvisorio parlava di almeno cento morti. Dispacci di agenzia che arrivano quotidiani con il loro carico di sangue, quasi del tutto ignorati da un Occidente che invece si è precipitato a bombardare – per le stesse motivazioni – la Libia di Gheddafi. 

Viene allora da chiedersi in cosa differiscano libici e siriani. Su entrambe le popolazioni, infatti, si è accanita la mano pesante del regime, con morti, feriti e violazioni quotidiane dei diritti umani. In Siria si spara sulle opposizioni e sulle manifestazioni, in Libia accadeva lo stesso prima dell’intervento Nato. Eppure sui primi il mondo sta a guardare, si limita a condannare. Ma le parole sono molto meno efficaci di un intervento militare e vengono sistematicamente ignorate. Dove sono la Francia, la Gran Bretagna, gli Stati Uniti e l’Italia? Le loro armi sono le parole, gli accenti di condanna o poco più: solletico per un regime come quello di Assad che ogni giorno spara, ammazza, trucida. 

A differenza del regime di Gheddafi, circondato da Stati ben diversi dall’Iran e dalla polveriera mediorientale, un intervento militare in Siria oltre ad apparire ben più difficile è quantomai sconsigliato. Eppure proprio davanti alla crudeltà del regime di Assad si sta misurando l’ipocrisia e la disarmata loquela dell’Occidente, della Nato e degli Stati Uniti. Tutti con le mani legate.

“Un medico che non ha voluto essere identificato – scriveva ieri Repubblica – ha detto di aver visto diversi cadaveri e altre decine di persone ferite solo nell’ospedale Badr, mentre nell’ospedale Al-Horani vi sarebbero almeno tre corpi e due all’Hikmeh. Ma diversi corpi, dice la fonte, “giacciono abbandonati nelle strade” e cecchini si stanno appostando sui tetti dell’edificio della compagnia elettrica e della prigione”. Le cronache libiche di qualche mese fa raccontavano scene quasi identiche, con corpi martoriati dalle bombe e persone ammazzate con proiettili in testa, sparati per uccidere.

Spesso ignorati anche dai media nostrani ed avvertiti come un rumore lontano – sullo sfondo delle beghe politiche del governo – i fatti siriani sono ben poco noti agli italiani che ne prendono atto con sostanziale disinteresse: non una manifestazione davanti al consolato siriano, non un pacifista che sia sceso in strada contro la carneficina del regime di Assad, non una Freedom Flotilla. E’ l’ipocrisia di tanti: media, attivisti per i diritti umani, governi. In Siria intanto si continua a morire.

Comments

  1. Luca

    Che i governi stiano a guardare si sa, anzi……..ma non è questo che voglio dire:

    I pacifisti stanno a guardare?!?!?! Pacifisti sulla terra ce ne sono, ma non sono eserciti interi di persone sono gruppi di persone centinaia?! E con tutte le repressioni che ci sono in giro per la terra, vogliamo pur dire che scarseggiano allora, ma NON che stanno a guardare!!!

  2. sbugiardo

    Che citrulli. Credete ancora a quelle stesse agenzie che hanno mentito su Iraq, Afghanistan e Libia!
    Poi fate le manifestazioni per la pace dopo avere visto bruciare due copertoni, causando gli interventi militari.

    Intanto milioni di tripolitani fedeli al regime ringraziano per i bombardamenti, l’embargo e il furto delle loro risorse.

    • Il problema è che siamo afflitti da un pacifismo a senso unico. Per la Palestina e contro Israele capitalista sì, contro i bombardamenti degli Usa capitalisti in Iraq sì. E per quello che succede in Siria? E in Libia? Le agenzie stampa non hanno affatto mentito sull’Iraq. Tutti sapevamo che era una guerra fatta su motivazioni del tutto inventate e lo sapevamo aprendo i giornali e non leggendo chissà quali organi di controinformazione. In Libia se è vero che c’è stato un cortocircuito informativo iniziale, le violenze sono documentate dalle stesse ong che operano sul posto, comprese le violenze sessuali di gruppo. Ma guai a condannare Gheddafi, è un nemico degli Usa e dell’Occidente. Un vostro sporco amico

      • giuliano

        Con lei funziona solo l’indifferenza. si tenga ben strette le sue opinioni.

      • franco

        Ma davvero crede che il problema sia il pacifismo a senso unico? Sono un pacifista (per me non è un’offesa), e Gheddafi lo condannavo ben prima di quella che considero una messa in scena, con numeri gonfiati (si parlava di 10,15 e poi 20 morti tra i civili-ribelli) per giustificare l’ennesima guerra. Lo condannavo quando il rappresentante del popolo Italico gli faceva il baciamano e convidevano i giochi erotici (Bunga-Bunga).
        Inoltre condannare Gheddafi non vuol dire considerare giusto, bombardare i civili, o affamarli con l’embargo.
        Poi sono i governi e le banche che possono “forzare” dall’esterno la situazione di uno stato sovrano, ma se per lei la colpa è di uno sparuto (sempre più a causa dell’assuefazione alla guerra) gruppo di pacifisti, be allora penso ci sia ben poco spazio per discussione e il confronto.
        Per me Assad è un criminale, Gheddafi è un criminale ma anche Bush è un criminale.

        • franco

          I morti di cui si leggeva nella prima fase in Libia erano 10, 15 e poi 20 MILA.

        • Giusta osservazione. Allora come mai contro Gheddafi ed Assad nessuno (tranne 20 radicali) è sceso in piazza, mentre contro Bush GIUSTAMENTE sono scese in piazza decine o centinaia di migliaia di persone in Italia?

          • franco

            Questo non lo so’, dalla profonda provincia di Modena non ho visto neanche i 20 radicali, ho solo parlato con alcuni amici pacifisti, e nessuno santifica ne giustifica ne approva ne sostiene, criminali come quelli citati prima.
            Ma equiparare le colpe di governi, che per convenienza hanno sviato lo sguardo di fronte alle nefandezza non di oggi, quando non addirittura hanno agevolato e/o finanziato questi dittatori/democratici (alla bisogna), con quelle dei pacifisti, mi sembra una forzatura, che non gradisco (vorrei vedere lei se l’accostassero a certa gentaglia).
            La base pacifista e non violenta è composta da poco più di qualche migliaio di persone, in alcune occasioni riesce a coinvolgerne tante, in altre poche o nessuna, ma dare la colpa al pacifista di questo, non è pensabile.
            Quindi concludo senza darle una risposta sul come mai nessuno scenda in piazza contro questi criminali, forse perchè ha già altri problemi, tipo arrivare alla fine del mese, forse perchè dice “che si ammazino pure”, forse perchè ne ha piene le tasche di protestare e vedere che il mondo continua, imperterrito, a girare al contrario..

            Ciao

  3. giuliano

    non so voi, ma io alle storie dei massacri etichettati in modo diverso diverse non ci credo più. Se poi a muoversi in primis è il ministro degli esteri inglese
    si capisce subito l’andazzo. Esempi in giro ce ne sono a bizzeffe.
    E non venitemi a dire che Assad è un dittatore. Vi ricordate di Pinochet & Company, i Ton Ton Macute non vi dicono niente ?? non siate solo spocchiosi, leggetevi anche la Storia Vera qualche volta.

    • No…Infatti Assad non è un dittatore. Ha solo EREDITATO la carica di presidente dal padre. E sta prendendo a cannonate la propria popolazione.
      Non è un dittatore. Infatti la Siria è nota per il rispetto delle opposizioni e per le sue amicizie “democratiche” come quella con l’Iran.
      Ma per favore…la Storia Vera….

  4. Paxsi

    >non una manifestazione davanti al consolato siriano, non un pacifista che sia sceso in strada contro la carneficina del regime di Assad, non una Freedom Flotilla. E’ l’ipocrisia di tanti attivisti per i diritti umani

    Tutta colpa di questi pacifisti.

  5. 3mendo

    Che i pacifisti stiano a guardare questo lo dicono i falsi interessati. Da parte mia sono ormai
    mesi che scrivo sulla Siria e specifico che hanno bisogno di aiuto… ma non essendo in uno
    dei quotidiani politicizzati, è naturale che la mia voce sia soffocata…
    Chi sta a guardare sono le rispettive organizzazioni legate ai governi che ora temono di dover
    intervenire e avrebbero solo dei costi, s’ perché in Siria non c’è petrolio o diamanti o altro di
    prezioso con cui barattare le armi per gli insorti.

    ONU, NATO etc FATE SCHIFO e l’avete dimostrato più volte.

    Il vostro si chiama parassitismo e non aiuto!!!

  6. carlo

    se si tratta di ISRAELE intervengono quelli pacifis per la siria non interviene nessuno

  7. Mattia

    Centinaia di persone muoiono e la notizia è che i pacifisti non hanno fatto una manifestazione; addirittura non un accenno nell’articolo (che ci può stare), ma il titiolo che spara a zero contro i pacifisti… ma a che livelli siete scesi? A volte mi chiedo se sto leggendo un blog di approfondimento o un “Il Giornale” dei poveri.

    • Erica Balduzzi

      Cortesemente, si prenda almeno la briga di leggere sia l’articolo (anche solo il primo paragrafo pone l’accenno sui massacri che si stanno verificando nel Paese) che il titolo, prima di polemizzare. “Carneficina quotidiana in Siria, ma governi e pacifisti stanno a guardare” è il titolo, e non mi pare che spari a zero contro i pacifisti, propone piuttosto una riflessione e lancia una provocazione. Come ha scritto lei, centinaia di persone muoiono, eppure questa cosa non fa notizia, non fa rumore, non fa scalpore, non suscita indignazione in folle di sedicenti pacifisti pronti a condannare alcuni dittatori e a dimenticarne altri. Lei che cosa pensa al riguardo?

      Mi rendo conto che è facile mitragliare da una tastiera del pc accuse di essere “il Giornale dei poveri”, ma un simile atteggiamento, oltre che fuori luogo, è anche piuttosto inutile ai fini di un dibattito serio su una questione seria e complessa.

      • Mattia

        Penso che i pacifisti non siano la notizia, ma appunto, solo provocazioni. Siete nella testa dei pacifisti? Sapete il perchè uno si interessa o meno ad una strage o ad un altra? Il fatto che ci sia una manifestazione o meno vuol dire che il pacifista se ne sta fregando? Come fate a saperlo?

        Lancio io una provocazione allora: meglio un incoerente pacifista, che magari non si preoccupa di tutto, o un incoerente menefreghista, che magari non si occupa di niente?

        Voglio dire, di stragi ne succedono a decine nel mondo, ogni giorno, io domani dovrei scrivere “Carneficina in […], Diritto di Critica se ne sta a guardare”? nel titolo? Non mi sembra una notizia, solo una provocazione verso “Diritto di Critica”.

        • Mattia, si legga l’articolo. Nel sommario c’è scritto “Editoriale”. Sa cos’è un editoriale? Un commento che rappresenta la linea editoriale del giornale. Ed un commento non è una notizia. E’ semplicemente un commento, una riflessione su un aspetto di una vicenda. La notizia non sono i pacifisti. Ma il fatto che i pacifisti non stiano facendo nulla (probabilmente perché di fronte non si trovano il cattivone americano di turno) è un fatto che dovrebbe far riflettere

          • Mattia

            PIù mi rispondete e più ammettete i vostri pregiudizi verso i pacifisti, entrando nella loro testa e facendoli ragionare come vorreste voi :P

            Lasciate perdere, fate più bella figura.

            • Erica Balduzzi

              non si tratta di pregiudizi, ma di proporre una riflessione osservando i fatti. quando si tratta di manifestare contro (riprendo le parole del mio collega) “il cattivone americano di turno”, accorrono tutti. In questo caso invece…?
              Rispondo alla sua provocazione: un incoerente pacifista dal mio punto di vista equivale ad un menefreghista. Perchè il pacifismo non può essere solo “in certi casi”: o sei pacifista e credi alla pace (per qualunque paese), oppure non sei un pacifista, sei solo un incoerente.

              • franco

                Stessa risposta ho dato al suo collega.
                Questo non lo so’, dalla profonda provincia di Modena non ho visto neanche i 20 radicali, ho solo parlato con alcuni amici pacifisti, e nessuno santifica ne giustifica ne approva ne sostiene, criminali come quelli citati prima.
                Ma equiparare le colpe di governi, che per convenienza hanno sviato lo sguardo di fronte alle nefandezza non di oggi, quando non addirittura hanno agevolato e/o finanziato questi dittatori/democratici (alla bisogna), con quelle dei pacifisti, mi sembra una forzatura, che non gradisco (vorrei vedere lei se l’accostassero a certa gentaglia).
                La base pacifista e non violenta è composta da poco più di qualche migliaio di persone, in alcune occasioni riesce a coinvolgerne tante, in altre poche o nessuna, ma dare la colpa al pacifista di questo, non è pensabile.
                Quindi concludo senza darle una risposta sul come mai nessuno scenda in piazza contro questi criminali, forse perchè ha già altri problemi, tipo arrivare alla fine del mese, forse perchè dice “che si ammazino pure”, forse perchè ne ha piene le tasche di protestare e vedere che il mondo continua, imperterrito, a girare al contrario..

                Ciao