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Diritto di critica | October 14, 2019

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Europa, la salveranno gli stranieri - Diritto di critica

Europa, la salveranno gli stranieri

Da Vecchio Continente a continente vecchio. E’ stato detto più volte, ed ora l’ultimo rapporto Eurostat lo conferma: sono gli immigrati a salvare l’Europa dal declino demografico, sono i flussi migratori l’unica risorsa per dare slancio ad un continente altrimenti avviato ad un inesorabile e drastico calo della popolazione.

Il rapporto – diffuso il 26 luglio scorso – parla di un’Europa abitata da quasi mezzo miliardo di persone: 332 milioni, per l’esattezza. Un numero che nell’ultimo anno è cresciuto con un tasso di incremento pari a 2,7 ogni mille abitanti, per un totale di circa un milione di persone in più solo nel 2010.  E se a determinare l’aumento è stata da un lato una naturale crescita della popolazione, dall’altro un ruolo determinante è stato giocato dalla crescita del numero di immigrati (900mila arrivi) nel Vecchio Continente, o, più precisamente, nei paesi storici dell’Eurozona.

Significativi dal punto di vista demografico sarebbero stati  infatti gli squilibri tra gli Stati “base” dell’Unione Europea – che continuano ad esercitare l’attrazione più forte sugli immigrati extracomunitari in cerca di fortuna o di migliori opportunità – e quelli invece di più recente ingresso, quali ad esempio la Romania (dove la popolazione è diminuita di circa 50mila unità) o più in generale tutti i paesi dell’Europa dell’Est: stati che hanno registrato nell’anno appena trascorso una tendenza allo spopolamento rapido, dovuta non tanto ad una naturale decrescita, quanto piuttosto ad un saldo migratorio negativo. L’unica eccezione tra gli storici dell’Eurozona in questo senso è costituita dalla Germania, con una popolazione diminuita di 50.700 persone: il flusso migratorio (130.200 persone) ha compensato solo in parte le perdite naturali (circa 180mila persone).

Situazione a cui poi si aggiunge la componente “natalità”: il calo di fecondità nei paesi europei secondo l’Eurostat è dovuto principalmente alla poca fiducia nel futuro, alla mancanza di incentivi statali per la famiglia e al rifiuto di molte donne di rischiare di compromettere la carriera lavorativa a favore della maternità. L’Europa è quindi un continente sempre più vecchio: l’aspettativa di vita negli ultimi 50 anni è cresciuta per entrambi i generi, aggirandosi nel 2008 attorno agli 84 anni per le donne e attorno ai 76 per gli uomini. E a compensare la tendenza all’invecchiamento progressivo arrivano un’altra volta gli stranieri, che in media risultano più giovani dei cittadini residenti negli Stati membri dell’Unione e che alzano fortemente anche il valore della natalità.

L’Italia rappresenta un esempio emblematico di questa situazione. Se da un lato il nostro Paese ha registrato le stesse problematiche di invecchiamento degli altri stati europei, al tempo stesso ha visto un forte incremento della popolazione per via dell’immigrazione: le nascite da madre italiana sono diminuite di circa 13mila unità, mentre sono crescite quelle da madre straniera, raggiungendo il 18,8% sul totale delle nascite. E anche l’età media del nostro invecchiato paese trae vantaggio dai flussi migratori: se l’età media degli italiani secondo l’Eurostat è infatti di 41,5 anni, quella degli stranieri è di 34,4.

Comments

  1. milena depalma

    veramente triste ! in compenso aumentano i cani nelle case …. Gli umani non vogliono più avere niente a che fare con la loro specie e preferiscono parlare e portare al guinzaglio gli animali rivolgendo loro tutte le attenzioni possibili (e anche no) pur di non interessarsi degli umani e delle problematiche gravi che incombono sulla ns specie dove l’incomunicabilità regna sovrana e non si ha più tolleranza alcuna verso i bambini e verso gli anziani… siamo troppo occupati a difendere il peggior posto di lavoro che ci schiavizza calpestando ogni ns diritto facendoci avvertire un grave disturbo mettere al mondo figli. E sì la famiglia, o meglio il nucleo familiare è cambiato tristemente, stiamo diventando tutti single!

  2. massimo

    io, per quanto riguarda l’imigrazione, mi sono fatto l’idea che le ondate di persone provenienti da paesi poveri e disastrati,creera’ anzi sta gia’ creando la guerra dei poveri.infatti a queste persone basta anche un euro per lavorare visto che nei loro paesi oltre a non avere niente hanno altri problemi tipo guerre e malattie.quindi la colpa e’ di politici e imprenditori ,che oltre a non aver fatto nulla contro sfruttamento e precariata’ ci hanno marciato.datemi 2500-3000 euro al mese e stabilita’,poi vediamo se certi lavori si non vogliono piu’ fare.altro fatto molte risorse economiche non vengono lasciate in italia ma trasferite dagli emigranti ai loro cari in patria.bisogna aiutarli ,ma in casa loro e stare attenti con i flussi.per quanto riguarda il non fare piu’ figli:ma se si fa la fame ,come posso crescere una creatura?

    • dario

      ciao massimo scusa ma non sono per niente d’accordo con quello che dici, mi sembra che cerchi una soluzione ma in fondo vorresti che la problematica non ti toccasse..
      quella che tu chiami “guerra dei poveri” c’è per vari motivi, più direttamente “le colpe dei politici e degli imprenditori” ma anche indirettamente il nostro benessere attuale. 500 anni di sfruttamento coloniale, decolonizzazione e corruzione poi ci hanno fatto arricchire sulle spalle di paesi come Zambia, Repubblica Democratica del Congo, Sudafrica, Namibia, Zimbawe, Botswana, Guinea, Ghana, Rwanda, Uganda, Liberia e Mauritania, che fanno dell’Africa la più grande miniera del mondo.
      il fatto che adesso queste persone, cittadini del mondo come me e te ma che si sentono “nati dalla parte sbagliata”, chiedano di poter partecipare con le loro energie al sistema che per primo li ha scomodati è una richiesta legittima, loro sono disposti ad attraversare deserti, mari, confini, rischiare la vita per venire in europa a lavorare mentre tu chiedi per lo stesso lavoro 2500/3000 € come se ti toccassero di diritto.
      come puoi dire che la natalità è in calo perché “fai la fame”?
      è comodo abituarsi ad uno standard di vita, cellulare, computer, internet, e non essere disposti a rinunciare a nulla.. non sembra paragonabile al giovane straniero che fa un lavoro pagato 1000 per il quale tu chiederesti 2500/3000 intanto alleva 2 figli e manda anche i soldi ai genitori facendo sacrifici…
      se mi chiedo chi vive meglio la sua vita non so la risposta, ma se mi chiedo chi è più vivo non ho dubbi.
      Dario Sajeva

  3. Gustavo Masoni

    Certo che la salveranno!! Arrivano senza un euro da situazioni peggiori e…per un tozzo di pane e un salario da fame faranno tutti i lavori (anche i Prof. a basso costo , se ci sono intellettuali in ascolto…) Welcome to the Future o EUROCINA (ovvero L’EU territoriale con i diritti stile CINA!!)