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Diritto di critica | October 15, 2019

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Immigrazione, la rabbia di sindacati e associazioni: “Ora i CIE diventano carceri” - Diritto di critica

Immigrazione, la rabbia di sindacati e associazioni: “Ora i CIE diventano carceri”

Il decreto sui rimpatri è legge. Via libera, ieri, dal Senato al provvedimento che prevede l’espulsione “immediata” degli immigrati irregolari considerati “pericolosi” e l’allungamento del trattenimento nei Cie da 6 a 18 mesi. Un’approvazione (151 voti favorevoli e 129 contrari) che non è passata sotto silenzio: a puntare i riflettori contro una legge che trasforma la permanenza nelle strutture di accoglienza in una “vera e propria detenzione”, c’erano, in piazza Navona, giornalisti, politici, CGIL, FNSI, sindacati e associazioni, riuniti nella mobilitazione di “LasciateCIEntrare”. Obiettivo, continuare a esprimere il dissenso verso un provvedimento che “riduce gli immigrati all’invisibilità”, come sottolineato dalle forze politiche dell’opposizione.

Un presidio che dimostra come gran parte della società civile è contraria “alle situazioni disumane che si registrano in questi centri – sottolinea Gabriella Guido, della rete Primo Marzo-, dove quotidianamente si verificano tensioni, tentativi di fuga ed episodi di auto-lesionismo. Una situazione che con questa legge rischia di esplodere”. Perciò, “è chiaro che da questo momento la rete continuerà, in tutte le sedi opportune, a difendere i diritti di chi non ha diritti”. Intanto, una prima vittoria è l’apertura da parte del Governo alla richiesta di consentire l’accesso di giornalisti e operatori all’interno di Cara e Cie (ora vietato dalla circolare ministeriale n.1305). Approvata, infatti,  e messa all’ordine del giorno la proposta del Pd, presentata da Marilena Adamo, di ridiscutere il divieto. “Il governo ha risposto positivamente alla nostra richiesta – ha sottolineato la Adamo -: ora ci aspettiamo il ritiro della circolare”.

Foto di Gabriella Guido, gentilmente concesse a Diritto di Critica