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Diritto di critica | August 15, 2020

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Oscar Pistorius, il mondiale più bello - Diritto di critica

Scritto per noi da Vincenzo Pierri

Oscar Pistorius ha scritto un’altra bella pagina della storia dell’atletica. I Mondiali di Daegu 2011 sono stati i suoi Mondiali, la prima volta in cui un atleta bi-amputato ha preso parte ad una competizione per normodotati. La notizia sarebbe tutta qui se non fosse per quell’esclusione dal team sudafricano nella finale della staffetta 4×400 mt, dove è stata conquistata sì la medaglia d’argento, ma con un tempo superiore a quello della batteria (che è valsa anche il record nazionale) in cui il ragazzo di Pretoria ha corso la prima frazione. A sostituirlo è stato Lj Van Zyl, intenzionato a chiarire la sua posizione: ‘’Tra noi i patti erano chiari, io non avrei corso la semifinale, e poi sarei entrato al posto dell’atleta che, fra i miei quattro compagni, avrebbe fatto segnare il peggior tempo nella propria frazione. Purtroppo è toccato a Pistorius’‘’.

Sul suo account twitter (prima e dopo la gara), però, il malcontento era ben percepibile:

Haven’t Been included in the Final for the SA Mens 4x400m. Pretty Guttered (Non sono stato incluso nel team per la finale 4×400. Sono molto giù)

Re all the messages, receiving alot of questions I dont know the answers too. Have the 2nd fastest time in SA and ran a 45.3 this wk. (In riferimento ai messaggi che mi sono arrivati con molte domande. Anche io non so rispondere. Ho il secondo tempo del Sud Africa e ho corso questa settimana in 45.3)

Was team managements choice. I wish my team mates all the best tonight, they all great sprinters and I hope they able to get on the podium! (E’ stata una scelta dei dirigenti. Vorrei che i miei compagni facessero il meglio stasera, sono tutti grandi sprinter e spero siano capaci di raggiungere il podio)

Well done to the SA 4x400m team, they got a Silver. Was really hard watching knowing I deserved to be part of it. Off to bed, nyt all. (Ottimo il team SA della 4×400, vinto l’argento. E’ stato duro vedere la gara sapendo che meritavo di farne parte)

Nonostante l’esclusione dalla finale, gli obiettivi di tutto il mondo si sono focalizzati sempre su di lui, su quelle “gambe di ferro” divenute il simbolo della speranza per milioni di persone che quella stessa speranza aspettano soltanto di ritrovare, magari proprio grazie ad Oscar! Chi è in Corea, racconta di applausi del pubblico per Pistorius pari solo a quelli del guascone Bolt. E questo significa molto. Significa che è stato fatto un ulteriore passo avanti verso l’abbattimento di una barriera che, qualche anno fa, sembrava impossibile anche solo da scalfire. E allora bando alle polemiche di presunti scienziati che parlano di vantaggi (per altro smentiti) che le protesi al carbonio offrirebbero alle prestazioni dell’atleta. Non esiste detrimento alla fatica, non esiste slancio maggiore se non quello portato dal cuore di un giovane capace di vivere la sua vita (sportiva e non) come una persona normale. Per questo, ancora una volta, bravo Oscar.

Comments

  1. Milana

    Resto convinta che le protesi portino un minimo di vantaggio

    • fiore

      allora fatevi tagliare le gambe …cosi andate forte come lui..commenti idioti

  2. Luke

    Assurdo. Il giorno in cui le protesi,a suon di materiali e studi, daranno effettivamente un vantaggio cosa succederà?

    Dal mio punto di vista se hai delle protesi devi gareggiare nelle paraolimpiadi, e allo stesso modo se sei un trans operato dovrai gareggiare con chi appartiene al tuo sesso originale per le differenze muscolari.

    Altrimenti aboliamo tutte le barriere, che valga per tutti: un unica categoria in ogni competizione. A quel punto andrebbe bene. Ma così…così è solo una bella trovata pubblicitaria.