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Diritto di critica | August 15, 2020

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Sciopero dei calciatori: firmato l’accordo ponte, ma resta il nodo dell’articolo 7 - Diritto di critica

Sciopero dei calciatori: firmato l’accordo ponte, ma resta il nodo dell’articolo 7

La tanto agognata firma è arrivata. L’intesa, per scongiurare un ulteriore stop al campionato, è stata trovata tra l’Associazione Italiana Calciatori e la Lega di Serie A e scadrà il 30 giugno del 2012. Con piena soddisfazione da entrambe le parti, a sentire i commenti del presidente dell’Aic Damiano Tommasi e del presidente della Lega Maurizio Beretta. Ma quali sono state le parti innovative dell’accordo, che hanno sbloccato l’impasse, permettendo il regolare svolgimento della seconda giornata di campionato? A una prima occhiata non sembrano molte, anche perché il tanto citato articolo 7 (quello che riguarda l’allenamento dei fuori rosa) non è stato toccato. L’Aic e la Lega si sono date un tempo massimo di 15-20 giorni per giungere a una soluzione condivisa. E nel caso non si trovasse un accordo, sarebbe recepito il parere formale del presidente della Figc Giancarlo Abete, che prevede di organizzare in maniera diversa gli allenamenti per esigenze logico-sportive, senza il carattere della temporaneità.

Tommasi ha sottolineato l’importanza di un contratto collegiale per i calciatori e, in attesa che si raggiunga l’intesa su tutti e 7 i punti dell’accordo collettivo, venerdì sera scenderanno in campo Milan e Lazio per l’anticipo. Come auspicato da Giancarlo Abete nei giorni scorsi e da milioni di italiani. Sparito il contributo di solidarietà (per i redditi superiori ai 90mila o 150mila euro lordi) nella prossima manovra finanziaria, erano state proprio le divergenze sull’articolo 7 a bloccare l’inizio del massimo campionato. Soprattutto per l’intransigenza di Maurizio Beretta, bacchettato dallo stesso presidente federale Abete, dopo che un abbozzo di accordo con la categoria dei calciatori era stato trovato nel dicembre dello scorso anno.

Più di 9 mesi per giungere a una serie di modifiche sugli articoli che erano stati già dibattuti: a partire dalla quota variabile sugli ingaggi legata a bonus e incentivi, collegata alle prestazioni del calciatore e/o della squadra (finora si poteva concordare un massimo del 50% del compenso fisso). L’Aic è disponibile a incrementare questa quota in base agli scaglioni di reddito e, soprattutto, per i calciatori con i contratti più onerosi. Sulle cure mediche, i giocatori infortunati potranno scegliere lo specialista e le strutture sanitarie alle quali affidarsi, a patto che ne dimostrino la competenza e la professionalità. Le società di calcio rimborseranno le spese sostenute dai propri giocatori secondo un criterio di equipollenza dei costi rispetto ai propri professionisti di fiducia.

Altro aspetto innovativo, ogni società potrà adottare un proprio codice etico per indurre gli atleti a un comportamento irreprensibile anche fuori dal campo e nel tempo libero. Le sanzioni per le violazioni disciplinari e per il mancato rispetto degli obblighi contrattuali dovrebbero essere irrogate dai club direttamente (senza i collegi arbitrali), con parametri superiori rispetto agli attuali. Nella scorsa stagione le multe non superarono il 30% degli stipendi mensili. Per le vertenze tra società e tesserato, invece, la competenza resterà ai collegi arbitrali formati dai rappresentanti delle due parti e da un presidente neutrale. Per le attività extra-calcistiche, gli atleti dovranno essere autorizzati dai rispettivi club di appartenenza.

Alcuni degli aspetti contrattuali sopra esposti, sono già stati utilizzati nell’accordo firmato dal calciatore della Juventus Giorgio Chiellini nel novembre del 2010 e dagli addetti ai lavori era stato salutato come un’innovazione nel mondo del calcio. Ora, queste novità diverranno operative su tutti i contratti stipulati in Italia solo quando si firmerà l’accordo collettivo. “L’accordo siglato – ha detto ieri Tommasi – non è un contratto ponte, ma una base di partenza”. Resta da sciogliere, però, ancora il nodo dell’articolo 7. Il rinvio del campionato di calcio è sembrato una prova di forza della Lega di Serie A in vista di ulteriori accordi futuri con la categoria dei calciatori. In Spagna, la prima giornata della Liga era saltata per una vertenza che opponeva il sindacato dei calciatori alla Lega dei club, per il mancato pagamento dei rispettivi salari a 200 giocatori in tutte le divisioni. Nello specifico, lo sciopero era stato proclamato l’11 agosto scorso, con i calciatori che reclamavano il pagamento degli stipendi per un totale di 50 milioni di euro. La Lega spagnola ha stanziato un fondo di garanzia di 10 milioni di euro a stagione e, prima della seconda giornata di campionato, si è trovato un accordo.