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Diritto di critica | December 11, 2018

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Rifiuti sanitari, l'ONU: “E' emergenza mondiale, rischio infezioni” - Diritto di critica

Rifiuti sanitari, l’ONU: “E’ emergenza mondiale, rischio infezioni”

Un’emergenza globale, poco mediatica, ma reale: quella dei rifiuti sanitari pericolosi, provenienti da ospedali, cliniche, ambulatori medici, banche del sangue e obitori. “Più del 25% della spazzatura ‘speciale’ in tutto il mondo – secondo un rapporto delle Nazioni Unite – necessita di un trattamento adeguato o di politiche di regolamentazione”. Pochi paesi stanno attuando strategie innovative per far fronte alle montagne di rifiuti sanitari che arrecano danno anche alla popolazione, con l’insorgere di malattie come l’Hiv e l’epatite.

Una situazione allarmante, non solo italiana: “La spazzatura, costituita da aghi di siringhe, bisturi e farmaci scaduti, contiene – secondo il rapporto redatto da Calin Georgescuagenti patogeni, ma anche bassi livelli di radioattività”. Nelle nazioni più povere, le sostanze chimiche di scarto e i rifiuti farmaceutici sono gettati direttamente nelle discariche delle città, nei bagni degli ospedali o sono bruciati nei forni di cemento, con un incremento notevole delle emissioni di anidride carbonica.

Ogni abitante nei paesi più ricchi – secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità – arriva a produrre ogni anno fino a 6 chilogrammi di rifiuti sanitari pericolosi. Un quantitativo doppio rispetto alle nazioni a basso reddito. I paesi in via di sviluppo sono anche i destinatari delle esportazioni delle scorie e il fenomeno è segnalato in ascesa. L’Oms sostiene che milioni di casi di epatite e decine di migliaia di infezioni da Hiv potrebbero essere evitate ogni anno se gli aghi delle siringhe fossero smaltiti in modo sicuro, invece di essere riutilizzati senza sterilizzazione. In Brasile nel 1988, quattro persone si ammalarono e morirono per gli effetti delle scorie radioattive di alcuni medicinali e altre morti improvvise si ebbero in Algeria, Messico e Marocco.

“A volte i rifiuti medici – precisa Georgescu – sono spediti illegalmente in altri paesi, anche mischiati ai rifiuti domestici”. In Brasile, giunsero 89 contenitori di materiale plastico riciclabile, che al loro interno celavano siringhe usate, profilattici e farmaci scaduti. Le Nazioni Unite raccomandano a tutte le nazioni di adottare normative inflessibili per la gestione dei rifiuti sanitari e sostituire gli inceneritori con “metodi più rispettosi dell’ambiente e più sicuri, quali la sterilizzazione in autoclave (vapore in pressione e acqua surriscaldata per disinfettare i rifiuti e le attrezzature mediche)”. I paesi più ricchi, colpevoli in primis per la situazione d’emergenza, sono chiamati a fornire risposte adeguate, sostenendo anche gli sforzi economici delle nazioni in via di sviluppo.