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Diritto di critica | October 17, 2019

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Bossi invoca la secessione, ma la Lega delle origini è un progetto tradito - Diritto di critica

Bossi invoca la secessione, ma la Lega delle origini è un progetto tradito

Agitare ancora la bandiera della secessione significa porsi fuori dalla storia e dalla realtà“. Verrebbe da dire: finalmente. Le parole con cui ieri il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha strigliato la Lega e il Senatùr erano attese. In piena crisi di consensi e popolarità, infatti, Umberto Bossi da qualche mese sta rispolverando i vecchi slogan secessionisti, gli stessi che vent’anni fa lo portarono in Parlamento. L’impressione, però, è che ormai gli credano in pochi. Senza contare che bandiere, partito e fazzoletti verdi adesso si reggono sui soldi di “Roma ladrona”, così come il giornale La Padania che questa mattina titola “si salvi chi può, la Padania può”.

Il richiamo alla secessione da parte di Bossi, però, è soprattutto un segno distintivo della crisi leghista che non rinnova il suo programma politico ma – con la scusa del ritorno alle origini – mette la retromarcia. Da quel giugno 1982 quando si tenne la prima riunione della Lega in uno dei locali della chiesa di Sant’Antonio, in via Crispi, a Varese, il Senatùr ha sempre saputo adeguarsi al vento dei suoi compagni ed elettori. Prima con il regionalismo lombardo e la lotta all’immigrazione, poi con la battaglia contro la corruzione e il federalismo. Adesso, invece, Bossi appare senza argomenti, sconfitto dal suo stesso progetto politico che ha sempre inseguito ma concretamente realizzato. Secessione dunque, di nuovo. Di prepotenza. Ma solo a parole. E quando uno la spara troppo grossa – si sà – alla fine batte la testa.

E per capire il successo o l’insuccesso politico e storico di Bossi, si potrebbe rispondere a quella manciata di domande che nel dicembre del 1990 Piero Ottone rivolgeva ai lettori di Epoca, firmando una monografia dal titolo “Il vero Bossi“: “Nell’Italia della partitocrazia, dominata sempre dagli stessi partiti, impegnati sempre negli stessi giuochi, la Lega è l’unico elemento nuovo: riuscirà a far saltare il sistema? Costringerà i suoi esponenti a riformarsi o a farsi da parte? Riuscirà per lo meno a scalfire il blocco di potere?”. A posteriori la risposta sembra quasi fin troppo ovvia: il Carroccio ancora grida alla secessione – ma senza più convinzione – ed è entrato a far parte di quel sistema politico che prometteva di innovare, ripulire e mandare a casa. Troppi i compromessi e i tradimenti di quegli ideali e valori un tempo alla base di un progetto politico “dal basso” come era quello della Lega delle origini. Quella stessa Lega Nord che si ritrovava in una chiesetta sperduta, dove per avere una sedia toccava fare un’offerta di mille lire cadauna. E la secessione adesso – come e ben più di allora – appare “fuori dalla storia e dalla realtà”.

Comments

  1. Melchiorre donat

    Disse una volta un tizio:
    Il cane perde il pelo ma non il vizio.
    Ogni volta che l’on Bossi ha sentore di calo di consensi, comincia a sbraitare contro i meridionali e ad invocare secessione, lotte armate , indipendenza dall’oppressore ecc. Questo solo a scopo di aizzare gli animi dei suoi coltissimi e pittoreschi seguaci per tentare di arginare il calo di popolarità . La secessione non si fa con la patente veneta, con il carro di qualche anno fa in piazza a Venezia, con le armature medioevali, con gli sbandieratori e facce pitturate, queste cose noi le facciamo alle sagre della bruschetta.
    On Bossi;
    Se è vero che vuole togliere il disturbo ritiri i suoi ministri dal governo e se non lo vuol far cadere dia un appoggio esterno, i suoi ministri non ci rappresentano. Non metta più piede a Roma, si ritiri a lavorare nella sua terra perchè sono i suoi concittadini che deve convincere.Quando ha la sensazione di avere una buona maggioranza allora chieda il referendum, se lo fa prima e lo perde, allora addio secessione. Se non ci riesce o dovesse impiegarci troppo tempo, te la daremo noi una mano a spingerti fuori.
    W il costituendo comitato per la repubblica federale di Magnagrecia

  2. ubaldini

    cosa dire in merito si commenda tutto da se,ma una cosa la voglio dire il sig…..d’alema disse che i meridionali e in particolare i partenopei erano dei sobbillatori,solo perche qualcuno ha fatto notare che l’unificazione non ha portato bene al regno di napoli(ex),visto che solo dopo 20 anni i napoletani e i meridionali sono dovuti emigrare,ha dimenticavo napoli porto’ 450 milioni al nuovo regno che si andava a formare e in piu’ tesori! rub……….dai piemontesi,non mi sembra che altri ora facendo parte dell’italia hanno portato una simile mole di denaro e tesori!!!questo e’ stato detto senza offendere nessuno!!al contrario del (SENATUR) che offende spudoratamente i meridionali ,partenopei,e lo stato italiano,e sono anni che attenta alla stabilita’ della nazione italiana!!!!!!perche’ il sig….d’alema si e’ schierato pro (lega lombarda prima e poi lega nord)????questa e’ l’analisi di un onorevole dello stato italiano????????????????????????………………………………………………………………………………………………………??????????????????????????????????????????? 05/10/2011 ubaldini antonio