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Diritto di critica | November 21, 2019

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I forzati del giornalismo, i precari di cui nessuno parla mai. Nemmeno la sinistra - Diritto di critica

I forzati del giornalismo, i precari di cui nessuno parla mai. Nemmeno la sinistra

L’Italia non è un Paese per giornalisti. E non solo per le leggi bavaglio, per il mancato pluralismo di alcuni telegiornali, per l’autocensura che certi cronisti hanno ormai come qualità innata. C’è dell’altro e inizia molto prima di queste grandi questioni. L’Italia non è un Paese per giornalisti perché la libertà di chi racconta e ricerca la verità parte prima di tutto dalla sua autonomia.

In un Paese come il nostro, in cui i giornali vivono grazie ai collaboratori, è curioso andare a vedere i compensi di quanti – anche i giornalisti professionisti, in teoria più tutelati – ogni giorno si arrabattano per cercare proposte da inviare alle redazioni. Scorrendo uno dopo l’altro i dati risalenti al maggio 2010 (e ancora attualissimi) contenuti nella ricerca “Smascheriamo gli editori” (scarica il file) dell’Ordine nazionale dei Giornalisti, ci si rende conto che il compenso di molti colleghi è pari (se non inferiore) a quello di qualsiasi parcheggiatore abusivo di una metropoli italiana.

Per correttezza, citeremo solo i quotidiani che ricevono sovvenzioni pubbliche dallo Stato (anch’esse riportate nello studio dell’Ordine). Tutti i compensi – ovviamente – sono da intendersi “lordi”.

Il Mattino21 euro a pezzo, pagati al massimo per 20 articoli e a 60 giorni. Il quotidiano campano ha ricevuto 956.652,00 euro di finanziamenti pubblici.

La Voce di Romagna2.530.638,81 euro di soldi pubblici e 2,5 euro ad articolo.

Il Foglio3.745.354,44 euro di finanziamenti pubblici e 180 euro di compenso per 4.200 battute, pagati anche in questo caso a 60 giorni.

La Repubblica16.186.244,00 euro di contributi dello Stato all’editoria e un compenso che varia tra i 30 e i 50 euro a pezzo.

Il Manifesto5.307.241,00 euro di soldi pubblici e – secondo quanto riporta la ricerca dell’Odg – nessun compenso per gli articoli scritti dai collaboratori.

Il Messaggero1.449.995,00 euro di contributi pubblici e 9 euro di compenso per le brevi, 18 euro le medie e 27 euro per gli articoli. Da marzo 2010 – scrive l’Odg – con effetto retroattivo, le brevi devono essere almeno di 14 righe: quelle inferiori, scritte da gennaio a marzo, non sono state pagate.

Il Tempo840.065,00 euro pagati dai contribuenti e 7,50 euro per gli articoli inferiori a 40 moduli, 15 per quelli superiori.

Il Sole 24 Ore:  19.222.767,00 euro di contributi pubblici e 0,90 euro lordi a riga, con cessione dei diritti d’autore.

Libero5.451.451 di finanziamenti pubblici e 18 euro per un’apertura, ma sono stati registrati compensi anche di 51 euro.

Giornale di Sicilia497.078,00 euro da parte dello Stato e compensi che variano tra1,03 euro e 6,20 euro a pezzo.  Si arriva a 10,31 euro per una foto notizia.

La Sicilia255.809,00 euro di finanziamenti pubblici e 15,50 euro ad articolo.

Nuovo Corriere di Firenze2.530.638,81 euro di contributi pubblici e un compenso a forfait tra i 50 e i 100 euro al mese.

Il Gazzettino324.413,00 di contributi da parte dello Stato e compensi che vanno dai 4 ai 20 euro al pezzo.

Con questi compensi e con questa incertezza lavorativa, le istituzioni, il sindacato e l’Ordine dei giornalisti (a cui va il merito di questa prima panoramica), rispondano su come si possa tenere la schiena dritta e rischiare querele, denunce o – peggio – ricevere intimidazioni pur di far emergere la verità. E’ questione di libertà di stampa.

 

Comments

  1. Pausania

    ALLUCINANTE ! SCONVOLGENTE ! DISGUSTOSO ! STOMACHEVOLE! INGIUSTO!
    Sono questi i termini che mi salgono dallo stomaco. I direttori che pagano un euro a pezzo i propri collaboratori andrebbero denunciati. Ecco perchè è FON.DA.MEN.TA.LE che per LEGGE si istituisca il salario minimo orario, come esiste d’altra parte in molti paesi europei! Dubito però che questo avverrà nei prossimi 10 o 20 anni. L’Italia è al baratro economico, sociale, culturale. Una apocalisse morale di stampo medioevale che schiaccia i migliori o li spinge all’esilio, trattenendo fra le sue braccia il male! Oggi il male è IN ITALIA!

  2. BrianzoloDoc

    Il Giornale di Monza (gruppo Netweek): 4 millesimi di euro (avete letto bene) a battuta (quindi un pezzo di 1000 battute viene pagato 4 euro) e 2 euro le foto. Lordo ovviamente. Si può vivere secondo voi così?