Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | December 6, 2019

Scroll to top

Top

Le donne d'Arabia voteranno nel 2015. Ma ancora non guidano l'automobile - Diritto di critica

Le donne d’Arabia voteranno nel 2015. Ma ancora non guidano l’automobile

Dovranno farsi accompagnare o prendere mezzi pubblici, ma tra qualche anno le donne dell’Arabia Saudita andranno a votare. Nel Paese dei diritti femminili negati, dove non è consentito prendere la patente o uscire da sole, una svolta epocale è all’orizzonte.

Il re Abdullah bin Abdul Aziz ha annunciato che a partire dal 2015, anno in cui sono previste nuove elezioni municipali (le uniche concesse), non solo le donne avranno diritto di voto, ma potranno anche candidarsi e far parte della Shura, ovvero il Consiglio consultivo arabo. «Dato che rifiutiamo di emarginare le donne in tutti i ruoli della società che sono conformi alla Sharia (la legge islamica) – ha detto in particolare il monarca Aziz – abbiamo deciso di inserire le donne nella Shura come membri a partire dalla prossima sessione». Dei 285 seggi dei consigli municipali, solo la metà è assegnata attraverso un sistema elettivo. Tutto il resto è deciso dal re e dal suo governo.

Il processo di liberalizzazione dell’Arabia Saudita è estremamente graduale: è recente la costruzione di un’Università per studenti di entrambi i sessi e l’intenzione di permettere alle donne un avvicinamento maggiore al mondo del lavoro. Ma restano per ora tutte le altre restrizioni, che lasciano il Paese ancora ben lontano dal fare progressi nell’emancipazione femminile.

Secondo Amnesty International, infatti, le donne in Arabia sono costantemente vittime di violenze domestiche e dipendono dai maschi di famiglia (loro tutori per legge) in questioni come il matrimonio, il divorzio, la custodia dei figli, persino il tempo libero e, appunto, gli spostamenti in bicicletta o automobile. Un proverbio arabo recita: “Una ragazza non possiede altro che il suo velo e la sua tomba”.

Da tempo le donne d’Arabia, che costituiscono il 52% della popolazione, tentano di farsi sentire per migliorare la propria situazione. È di soli tre mesi fa l’ultima grande iniziativa di protesta contro il divieto di guida. Migliaia di ragazze, munite di patente internazionale, hanno guidato nella notte per le strade di Rijad nella “Grande giornata” organizzata dal gruppo attivista “Women2drive”. Il loro gesto è stato filmato e mandato in onda su YouTube. E pensare che il divieto di condurre la macchina non è nemmeno una legge scritta dell’ordinamento arabo, bensì una semplice fatwa, un editto non vincolante emesso nel 1990 dal governo ultraconservatore.

Comments

  1. anselmo

    Io direi un passo alla volta, va bene dargli il diritto di voto, ma non bisogna dimenticare
    che è anche un primo passo verso l’avere un ministro dell’istruzione simile alla Maria
    Stella Gelmini, quindi occhio amici arabi.
    E sul fatto di non poter guidare, bhè come non dargli torto…

  2. Arianna

    Spero tu stia scherzando caro Anselmo, per fortuna le donne, come gli uomini, non sono tutte uguali! Saluti

    • anselmo

      Ma certo carissima Arianna, siamo tutti amici qui sulla rete.
      Ma chiediamo agli arabi di non occidentalizzarsi troppo, se no perdono la loro identità la loro cultura.