Calciopoli: così Moggi passa alla controffensiva
L’8 novembre prevista la sentenza di primo grado nel processo di Napoli e non sono escluse sorprese
Scritto da Alessandro Proietti il 29 settembre 2011 in Sport
Il 25 ottobre la parola passerà a Paolo Trofino, secondo legale di Moggi, che chiederà l’acquisizione agli atti della telefonata tra l’ex designatore arbitrale Bergamo e il direttore di gara Rodomonti prima della partita Inter-Juventus. A essere contestata, da parte degli avvocati dell’ex dg bianconero, è l’accusa di associazione a delinquere. Nell’intercettazione, scovata dal perito Nicola Penta, Bergamo suggerì a Rodomonti “in caso di dubbio, di guardare a chi stava dietro”. E la squadra più attardata in classifica era proprio l’Inter. Un’altra intercettazione, che secondo i legali di Moggi conferma l’estraneità del loro assistito dalle accuse contestategli, riguarda un colloquio telefonico tra Carraro e Bergamo, nel quale l’ex presidente della Figc metteva in guardia il designatore da eventuali errori a favore della Juventus, in vista delle imminenti elezioni di Lega.
Il Collegio giudicante deciderà se ammettere queste intercettazioni oppure no. “Mi processano sulle chiacchiere, sulle sensazioni”, aveva tuonato Moggi prima dell’arringa del suo legale Maurizio Prioreschi. Dopo 8 ore di requisitoria, è stata proprio la difesa a chiedere la “trasmissione alla Procura di Napoli delle dichiarazioni rese durante il dibattimento dal tenente colonnello dei Carabinieri, Attilio Auricchio, dell’ex dirigente della Roma Franco Baldini e dell’ex arbitro Danilo Nucini, per falsa testimonianza”. E non è tutto. Prioreschi ha chiesto, inoltre, la “trasmissione degli atti del processo alla Procura di Roma per abuso d’ufficio, falso ideologico e calunnia nei confronti di Luciano Moggi”. La richiesta, ovvia, di assoluzione “perché il fatto non sussiste”. L’attacco diretto e devastante è rivolto a coloro che hanno condotto l’indagine: pm e Carabinieri. Un processo “con l’imbroglio”, secondo la difesa, nel quale “si è scelto di non considerare le tante telefonate occultate, forse perché non confacenti al teorema accusatorio, intercettazioni che vedevano coinvolti Moratti, Facchetti e Campedelli”.
“Dicono che avrei comandato i vertici federali – ha sottolineato Moggi –, ma i presidenti della Federcalcio chiamati a testimoniare hanno detto il contrario. Fu lo stesso Carraro – ha aggiunto l’ex dg bianconero – prima dei mondiali del 2006 a offrirmi un ruolo di consulente per la Nazionale e io ho dato i miei consigli”. Poi l’affondo all’attuale dirigenza della Vecchia Signora: “Io, Giraudo e Bettega siamo nati con Gianni, Umberto Agnelli e Chiusano. Poi sono arrivati gli eredi, con i quali Giraudo ha avuto qualche baruffa. Era chiaro – ha precisato Moggi –, volevano mandare via chi aveva vinto tutto senza chiedere un soldo al club, mentre chi c’è oggi ha già speso 300 milioni di euro”.Contro gli eterni avversari, i nerazzurri, la critica è anche sportiva: “Come si permette l’Inter di dire che c’era qualcosa di anomalo nelle nostre classifiche? La Juventus era formata da campioni, loro hanno cambiato Seedorf e Pirlo con Brncic e Coco”.
Prioreschi e Trofino chiederanno che siano giudicate inutilizzabili anche le sim svizzere di Moggi (che volendo, erano intercettabili) per violazione del trattato bilaterale italo-svizzero. Il pm Narducci cosa risponderà, dopo la richiesta di condanna a 5 anni e 8 mesi? Nella prossima udienza sarà ascoltata anche Silvia Morescanti, legale di Bergamo, Fabiani e la Fazi. Poi la sentenza di primo grado l’8 novembre (o al massimo il 15).
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