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Diritto di critica | June 23, 2019

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"Buoni o cattivi". Vasco vs Nonciclopedia: una guerra tra insulti e satira - Diritto di critica

“Buoni o cattivi”. Vasco vs Nonciclopedia: una guerra tra insulti e satira

Quasi quotidianamente, dal suo profilo ufficiale su Facebook, Vasco Rossi rilascia dei “clippini”, nei quali aggiorna i fan sul proprio stato di salute, canticchia i successi del presente e del passato e attacca politici o personaggi famosi. Seguitissimo, Rossi: su 2 milioni e 600 mila account distinti (quanto gli abitanti dell’intera Roma!) compaiono le sue attività. Goliardico, Rossi: su chiunque, forse un po’ meno su se stesso. Per questo, da ieri, la rete che lo idolatra lo condanna senza appello.

Infatti, principalmente dai social network emerge, come un fulmine a ciel sereno, l’ipotesi che il rocker emiliano abbia letteralmente “censurato” Nonciclopedia, la parodia di Wikipedia. Il primo comunicato, rilanciato da blogger e internauti e pubblicato su una particolare pagina del sito sotto dominio wikia, è il seguente:

Nonciclopedia chiude i battenti a tempo indeterminato
per colpa di quelle persone che si prendono troppo sul serio.
Un sentito ringraziamento a VASCO ROSSI ed i suoi avvolt… avvocati.

…e purtroppo NON è uno scherzo.

A dispetto della presunta gravità dell’azione subita, gli amministratori riescono a mantenere lo stile sarcastico che contraddistingue i vari lemmi. Poco dopo, correggono ancor meglio il tiro adducendo ironiche spiegazioni alle prime risposte in merito, pubblicate sulla pagina Facebook da parte della portavoce del “Blasco”, Tania Sachs, e dell’avvocato del cantante. In soldoni, quest’ultimo si era lamentato degli improperi sul suo conto già dal 2010, pertanto per lui era necessario difendersi – con una denuncia per diffamazione – da questi “insulti quotidiani e gratuiti, insulti a tempo perso e senza alcun motivo” perché “non è solo lecito, È DOVEROSO: libertà di stampa non è libertà di offendere”.

Nonciclopedia si sforza di fare, gratuitamente, satira su qualsiasi cosa, ricorrendo spesso a termini molto pesanti. “Fiasco Rossi”, prima che il link diventasse irrimediabilmente rosso, veniva effettivamente presentato (presumibilmente nella più totale allegoria) perfino con tendenze pedofile. Almeno così si evince dagli archivi disponibili in rete. Fatto sta che la rimozione di una singola pagina è diventata oscurità dell’intero raccoglitore caricaturistico. Una protesta, questa, inscenata esclusivamente dai responsabili del sito, che però hanno permesso agli utenti qualsiasi opinione sull’incresciosa situazione.

Proprio nel periodo in cui si è tornati a parlare dell’ “ammazza-blog“, sale alle cronache un comportamento capace di creare un precedente eccessivo, dove il filo che separa satira da insulto potrebbe spezzarsi inesorabilmente. Come conseguenza, sono diventati particolarmente offensivi i commenti pubblicati proprio nel profilo di Vasco Rossi su Facebook, dove ingiurie irripetibili rivolte alla rockstar continuano tuttora a susseguirsi senza freni. O su Twitter, dove uno dei maggiori trend è l’eloquente #vascomerda. Dando così mandato ad agire per far valere i propri diritti, l’artista ha accumulato in prima persona un filotto di pubblicità negativa, per la gioia crescente dei tanti detrattori contrapposti ai suoi altrettanto numerosi fan.

Una parodia diventata realtà. “Eh, già”.

Comments

  1. Stefano

    Ennesima mossa pubblicitaria nel tentativo di tenere a galla un personaggio che meritava negli anni 80/90, ma che sarebbe dovuto scomparire da molto tempo, abilissimo a campare di rendita ed a sopravvalutarsi (e farsi sopravvalutare dai suoi fan).

  2. Cinzia

    Quanti condizionali d’obbligo :-) la verità è che uno come Vasco NON ha bisogno di pubblicità e i dati delle vendite dei suoi album e singoli e quelle dei biglietti dei suoi concerti te la dicono moooolto lunga :-))
    Che poi a te non piaccia e te ne esci fuori con luoghi comuni e “sento di credo” allora è un altro paio di maniche. Ciaoooooo

  3. Claudio

    Si continua a parlare di “liberà di parola”, di espressione, di opinione e adesso, addirittura, anche di “Diritto di critica”, di satira… sempre in un contesto in cui, ancora una volta, non si conosce ciò di cui si parla ma comunque si parla…! Perchè ormai questa è la moda, la tendenza della nostra epoca, la decadenza culturale e la cultura volgare e televisiva che ci domina.
    Sappiate che la libertà di parola, di critica, di satira è una cosa seria, per la quale hanno combattuto e sono morte anche molti grandi uomini. E questo ancora accade in altre parti del mondo.
    La satira prende in giro il potere, altrimenti non è satira. Quando invece si prendono in giro le vittime, sia quelle della Storia dome Anna Frank, sia quelle della cronaca come Taricone, allora non è più satira, ma volgarità gratuita e fascistoide. Se aveste una testa in grado di ragionare lo avreste dovuto già intuire da soli, anche senza dover studiare. E sì che dovreste.

  4. Vasco ormai non lo caga più nessuno,voleva solo farsi pubblicità.