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Diritto di critica | January 24, 2021

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Caos istruzione. Tra tagli e proteste la Gelmini nel panico - Diritto di critica

Caos istruzione. Tra tagli e proteste la Gelmini nel panico

E’ un tutti contro tutti. Sembra un pasticcio di fine anno scolastico dove durante il ciclo di studi nessuno degli studenti è stato valutato. Ed ora? Chi viene bocciato? Chi promosso? Di chi sono le colpe di queste nefandezze? Studenti, Gelmini e Tremonti sono al centro della diatriba di questo autunno che si prospetta infuocato e non certo per le temperature. Chi si dovrebbe bocciare? Gli studenti che protestano per le piazze oppure i Ministri che non riescono a gestire con scioltezza e determinazione le loro attività?

Al centro ci sono i tagli contenuti nella manovra, contro cui gli studenti di mezza Italia stanno protestando. C’è di più. In questo momento di caos, da qualche mese chi si sta rimpallando il sette in condotta sono i due ministri: Tremonti e Gelmini. Nel mese di settembre si raccontava che Mariastella Gelmini se la prendeva con il ministro dell’Economia Giulio Tremonti per i tagli indiscriminati sulla scuola. “Ai funzionari io non taglio nulla, se ne facciano una ragione. Piuttosto tagliate ai bidelli…” diceva la ministra della Pubblica istruzione rettificando poi che le parole erano state “travisate”. Il ministro Tremonti, durante la discussione a Montecitorio, ribatteva: “Cara Gelmini, sei diventata ministro per volontà di Berlusconi e non grazie a voti presi tra la gente“. Come a dire che del consenso non se ne deve occupare.

E’ trascorso più di qualche tempo e la Gelmini non torna indietro. In una intervista a Repubblica, il ministro risponde che anche i suoi predecessori non sono mai stati accolti con “standing ovation per le riforme e oggi viviamo una crisi economica inedita. Governare con i tagli è la cosa più difficile“, come se si volesse giustificare o gettare la spugna. La Ministra spera di poter frenare i tagli di Tremonti “credo abbia compreso la centralità della scuola e pure sulla ricerca l’ho visto un poco più disponibile”. Nonostante tutto si sente serena anche perchè: “prima nelle scuole c’erano i bidelli e le cooperative di pulizia insieme: via il doppione, abbiamo risparmiato 200 milioni“. Rete e Unione degli studenti si sposta non sui fondi tagliati, ma su quelli che sono spariti “Sempre per l’edilizia scolastica, il CIPE ha stanziato nel 2010 dei fondi per ripianare almeno i casi più gravi di cui 256 milioni sono stati utilizzati in favore delle scuole abruzzesi, 358 saranno utilizzati per i casi più urgenti mentre i restanti 426 milioni sono spariti“.

Quando gli si domanda che 150mila ragazzi sono scesi in piazza per contestarla la Gelmini risponde che erano 50 mila “l’ha detto il ministero dell’Interno” e quindi si può essere sicuri. Ammette di aver perso, il rapporto e il dialogo con gli studenti, ma al contrario chi scende in piazza racconta un’altra storia, di un dialogo che non c’è mai stato. Non crede negli studenti e nella loro scuola egualitaria: “Quel sistema ci ha fatto precipitare nelle classifiche internazionali. Ma sono pronta ad ascoltare i ragazzi“.

Se veramente oggi si dice disposta ad ascoltare gli studenti – dicono i manifestanti – dovrebbe finalmente accettare il grido che arriva ininterrottamente dalle piazze studentesche degli ultimi anni e si dovrebbe finalmente dimettere da un ruolo che non è in alcun modo in grado di ricoprire“.