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Diritto di critica | January 19, 2019

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Wikipedia in italiano riapre ma il mouse è ancora in mano al governo - Diritto di critica

Wikipedia in italiano riapre ma il mouse è ancora in mano al governo

Dopo due giorni di protesta, Wikipedia in lingua italiana ha riaperto i battenti. Non senza la verve polemica, avallata dalla Wikimedia Foundation, l’ente no-profit internazionale che si occupa di promuovere il progetto: nella parte alta di ogni pagina, infatti, ora (e per i prossimi giorni) campeggia un box arancione che descrive i motivi della serrata iniziata la sera del 4 ottobre scorso e terminata il 6. L’ “ammazzablog”, come già illustrato, andrebbe a contrastare alcuni dei principi cardine dell’enciclopedia on-line, mettendone a rischio il funzionamento (se non la sopravvivenza): una burocrazia creata da provvedimenti legislativi è incompatibile con le consuetudini, le prassi e i consensi che hanno formato l’intero web (e non solo it.wiki) come oggi lo conosciamo.

Per quanto la protesta sia stata sospesa, la vicenda rimane aperta. Alla Camera alcuni emendamenti vanno a cambiare formalmente e sostanzialmente i testi del “DDL intercettazioni”: almeno in prima discussione, infatti, il famigerato comma 29 andrebbe adesso a limitare l’obbligo di rettifica alle sole testate registrate (di cui un esempio è proprio Diritto di Critica), escludendo così la generalità dei siti internet (blog o social network).

Le decisioni conclusive sul Disegno di Legge sono attese per il prossimo 12 ottobre. Ma, come è evidenziato, non è ancora certo l’accoglimento delle modifiche al testo, nonostante il blocco temporaneo abbia apparentemente ottenuto gli effetti sperati. In caso contrario, invece, bisognerebbe già correre ai ripari. Una possibile chiusura di Wikipedia a tempo indeterminato, a prescindere dai pro e dai contro nei confronti della stessa, sarebbe un danno sia generale  – per la libertà di espressione in senso stretto – che specifico – ad esempio – per uno studente medio che intende compiere una ricerca quantomeno sommaria su quelle pagine.

Nella peggiore delle ipotesi, una soluzione plausibile potrebbe essere una nuova linea guida. In essa verrebbero evidenziati i rischi per chiunque nel caso venga inserita, in una determinata voce, un’informazione contestata (comunque in modo arbitrario e totalmente soggettivo). Per qualsiasi autore 12.500 euro costituirebbero davvero una quota eccessiva da pagare per un’ipotetica informazione errata. Tuttavia, anche questa idea varrebbe solo a complicare un sistema che, quotidianamente, prova ad essere sempre più semplice e fruibile.

Sicuramente fino a mercoledì i lemmi della versione italiana di Wikipedia saranno ancora consultabili e modificabili. Altrimenti, seguendo la teoria più estrema, le utenze dello Stivale (e del Canton Ticino) dovranno ripiegare sui testi in inglese, traducendoli con appositi “tools”. Rimanendo sempre in tema, il mouse è in mano al Parlamento. E al suo buon senso.

  • Pingback: Don’t panic! « Sciccherie()

  • sara

    bhè secondo me, wikipedia deve essere libera, xchè noi cittadini dobbiamo essere informati di quello che succede nel mondo, in politica !
    ed è ingiustissimo che wikipedia (BELLISSIMA) deve essere tolta!.
    io voto la libertà di wikipedia!

  • sara

    che c’è la il governo teme che noi cittadini scopriamo gli imbrogli che fannno!?
    FORZA WIKIPEDIA!

  • Alessia

    Che orrore.. tra un pò non avremo più il diritto di parola.. ma dove siamo finiti?

  • gibo

    Se eliminano wikipedia, è la rivolta!