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Diritto di critica | July 8, 2020

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Berlusconi parla alla Camera, tra vecchi slogan e pochi punti fermi - Diritto di critica

Berlusconi parla alla Camera, tra vecchi slogan e pochi punti fermi

L’ANALISI – Un discorso vago, senza novità né notizie “giornalistiche” ma con un avvertimento agli alleati: nessun governo tecnico, se ci sarà la sfiducia si andrà alle elezioni. E a quel punto a decidere le liste – senza una nuova legge elettorale – sarà il premier che saprà fare i giusti distinguo. Secondo quanto ha detto il premier, inoltre, la maggioranza numerica ci sarebbe e quanto accaduto alla votazione dell’articolo 1 del rendiconto di Bilancio sarebbe stato solo un incidente di percorso. 

In un’Aula semivuota, Berlusconi ha poi elencato le priorità del sistema Paese, problemi irrisolti da decenni e che nonostante vent’anni di governo di centrodestra ancora rientrano nell’elenco delle priorità aperte dell’Italia: eccessiva burocrazia, infrastrutture inadeguate, sistema pletorico della pubblica amministrazione, ecc. Stesso discorso su un debito pubblico “enorme” ma “ereditato” e su un “pessimismo” che l’Italia dovrebbe saper sconfiggere. Slogan buoni per una campagna elettorale di vent’anni fa, non per il Paese attuale, dove cittadini e famiglie sono sempre più costretti nello stretto recinto della disoccupazione e di stipendi sempre più precari. Così come slogan ormai posticci sono quelli ancora una volta ripetuti dell’attacco mediatico e giudiziario nei confronti del Governo e della necessaria riforma della Giustizia.

Su un punto, però, Berlusconi ha avuto e continua ad avere gioco facile: l’inconsistenza delle opposizioni, definite “frastagliate e divise”. E sarebbe ingenuo credere che la decisione comune di abbandonare l’Aula da parte del Partito democratico, dell’Italia dei Valori e del Terzo Polo possa rappresentare una comunanza di intenti e di programma che attualmente ancora manca. “La sinistra – ha detto il premier – è unita solo dall’antiberlusconismo”. 

E proprio quando tutti i giornalisti preparavano i taccuini per scrivere cosa Berlusconi avrebbe detto sul prossimo decreto Sviluppo, il premier è invece rimasto vago promettendo aperture ad eventuali consigli ma non ha annunciato alcuna norma né una possibile via d’uscita per sostenere e dare ossigeno ad un sistema-Italia che da mesi arranca. Stesso discorso sulle riforme: “dobbiamo utilizzare al meglio la parte restante della legislatura – ha detto il premier – per completare il risanamento del paese, per avviare una fase di crescita, per completare il nostro programma di riforme necessarie e indispensabili per la modernizzazione del Paese. E quali sono queste riforme? Le conoscete, sono già approvate dal governo e sono già alla vostra attenzione. La riforma dell’architettura istituzionale dello Stato, indispensabile per consentire a chi governa di agire con la rapidità e l’efficenza imposta dai tempi e per dare voce ai territori attraverso un’adeguata rappresentanza nel Senato federale”. Seconda riforma, ha spiegato Berlusconi, è quella del fisco “per ridurre carico il tributario sui soliti noti e portare gli evasori nell’area dei comportamenti virtuosi”. Salvo condoni e sotterfugi vari. 

 

Comments

  1. Questo corsivo sottolineato è un po’ antipatico per la lettura….

    • Sarà rimosso tra pochi giorni. Sono in cantiere sensibili modifiche al giornale.
      Grazie per la sua opinione comunque :)