Iran-Arabia, la guerra fredda del Medioriente
Tra Teheran e Ryad i rapporti sono ai ferri corti. In ballo il ruolo di potenza regionale egemone
Scritto da Emanuela De Marchi il 13 ottobre 2011 in Mondo
Sembra un film di 007. Ma il tentativo di uccidere l’ambasciatore saudita a Washington è avvenuto davvero. Mentre gli Stati Uniti accusano l’Iran di essere dietro al mancato attentato e valutano la possibilità di far ricorso all’ONU, Teheran nega un suo coinvolgimento. Ma la vicenda rende pubblica la competizione da anni esistente tra la Repubblica Islamica dell’Iran e l’Arabia Saudita.
Dalla rivoluzione iraniana alla Primavera araba. La rivalità tra Iran ed Arabia Saudita risale alla rivoluzione iraniana del 1979 ma ha avuto un brusco risveglio con la Primavera araba. Le due nazioni competono sul mercato del petrolio, della tecnologia nucleare e per imporre la propria influenza politica nel Golfo Persico e nel Levante. Naturalmente non poteva rimanere escluso l’ambito religioso nel quale si sono entrambe autoproclamate paladine nella difesa rispettivamente degli Sciiti e dei Sunniti. Questo spiega l’attivismo dei due paesi nella rivoluzione siriana in cui l’Iran è l’unico grande difensore del regime del Presidente Bashar al-Assad. Per anni questa rivalità è stata mantenuta sotto il controllo degli Stati Uniti interessati a tutelare l’alleanza strategica che esisteva con entrambi i paesi. La situazione è cambiata nel 1979 quando lo Scià è stato rovesciato. L’Ayatollah Khomeini ha dichiarato eretica la monarchia saudita e ha annunciato la sua intenzione di estendere la rivoluzione a tutto il mondo arabo. Queste dichiarazioni non potevano che allontanare gli Stati Uniti decisi a rafforzare la loro alleanza con l’Arabia Saudita anche in vista di una politica che permettesse di controbilanciare l’Iran. D’allora, la competitività tra le due nazioni è cresciuta ininterrottamente. L’Arabia Saudita si è trasformata in uno dei nemici principali dell’Iran che l’accusa di essere un fattore d’instabilità nella regione. Le politiche estere condotte da entrambi i paesi sono state elaborate sulla base della visione che hanno l’una dell’altra e dunque con l’obiettivo di contenere e combattere la rispettiva influenza nell’area.
La guerra energetica. Nel settore dell’energia Iran ed Arabia Saudita hanno combattuto una lunga lotta per conquistare il primato di principale esportatore di petrolio nel mondo. Inizialmente la Repubblica Islamica dell’Iran si è vista favorita dalla posizione geografica strategica tra il Mar Caspio ed il Golfo Persico ed il controllo di una parte significativa dello Stretto di Hormuz attraverso il quale passa il 40% del petrolio destinato al commercio mondiale. Successivamente le sanzioni americane hanno nettamente danneggiato l’Iran a favore invece dell’Arabia Saudita che controlla attualmente 538 miliardi di dollari in riserve estere con un Pil di 567 miliardi di dollari contro i 475 dell’Iran. Molto significativo se si considera che la popolazione saudita è un terzo di quella iraniana.
L’Iraq al centro della competizione religiosa. In campo religioso, attualmente l’Iran ha l’ago della bilancia che pende in suo favore. La trasformazione dell’Iraq da stato controllato dai Sunniti ad uno stato sciita ha determinato un suo passaggio dalla sfera d’influenza di Riyadh a quella di Teheran. L’Iraq si è trasformato da nemico ad alleato dell’Iran la cui presenza nel paese è predominante come dimostrato dai numerosi accordi petroliferi conclusi.
Gli stravolgimenti della Primavera araba. La Primavera araba ha però rimesso in gioco tutto scombinando lo scacchiere, rovesciando regimi e ponendo fine a storiche alleanze. L’Arabia Saudita e l’Iran si sono schierate su fronti opposti, la prima per la tutela del vecchio ordine e l’altra a favore delle rivolte. Con la caduta di Mubarak i Sauditi hanno perso uno dei leader principali del fronte anti-iraniano. Successivamente Riyadh ha vissuto drammaticamente l’espansione della rivoluzione arrivata a toccare i propri confini nel momento in cui ha coinvolto il Bahrain stato a maggioranza Sciita ma governato dai Sunniti.
Nella regione è quindi in corso da anni una lunga e complessa “guerra fredda” frutto di una costante e stabile competizione che sarà determinante per il futuro non solo dei paesi dell’area ma anche per il resto del mondo.
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