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Diritto di critica | November 22, 2020

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Gli indignados sbarcano in Italia. Ma nel porto sbagliato - Diritto di critica

Gli indignados sbarcano in Italia. Ma nel porto sbagliato

Gli indignados sono sbarcati anche in Italia e, da buoni italiani, dimostrano quanto il deficit di educazione e informazione in materia economica e finanziaria stia facendo più danni che altro a questo Paese. Basti vedere uno dei cartelli mostrati durante le proteste dei giorni scorsi, che si scaglia contro il prestito d’onore, ovvero un prestito (per il 60% a fondo perduto e per il resto a tasso agevolato) dato sulla parola (ovvero sull’onore) a giovani imprenditori con un’idea promettente o a giovani studenti preparati e ambiziosi ma privi di mezzi economici per proseguire gli studi.

Il bersaglio delle loro azioni di protesta è la Banca d’Italia che viene vista come la principale responsabile del nostro debito pubblico, per motivi che sono incomprensibili, se non si sfocia nella cecità ideologica.

La Banca d’Italia è oggi un organismo pubblico di controllo e vigilanza sull’attività bancaria. Il capitale è per larga parte di proprietà delle banche italiane a garanzia del fatto che la Banca d’Italia non possa fallire e perché quest’ultima possa intervenire nel caso fosse necessario salvare una istituto di credito italiano: in questo modo si garantisce la stabilità del sistema, il quale, altrimenti, manderebbe in crisi aziende e amministrazioni pubbliche e, di conseguenza, produrrebbe legioni di disoccupati ben più folte e tragiche di quelle già oggi presenti.

La leggenda secondo la quale le banche stanno nella Banca d’Italia per incamerarne il reddito da signoraggio è, appunto, una leggenda: sugli utili lordi la Banca d’Italia paga le tasse allo Stato italiano (ovvero ai suoi cittadini); gli utili netti vengono trasferiti, fra il 60 e l’80%, allo Stato italiano (ovvero, di nuovo, ai cittadini); dal 20 al 40% vengono lasciati nelle riserve della Banca, per essere utilizzati in caso di crisi finanziarie; poche briciole (per statuto ovvero per legge) restano da spartire ai partecipanti (ovvero a banche, INPS e INAIL), e comunque non provengono dall’attività di emissione di moneta, bensì dagli investimenti delle riserve della Banca nell’anno precedente.

Nonostante Bankitalia sia di proprietà delle banche, l’attività di vigilanza sulle banche stesse è demandata al Governatore e al Direttorio della Banca d’Italia, e subito si capisce perché l’azione degli indignados italiani manchi completamente il bersaglio: Governatore e Direttorio, infatti, sono nominati dal Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio. Si tratta dunque di scelta che nasce non nelle banche, ma nella politica.

Ed è ancora nella politica che nasce il problema del debito pubblico. Negli anni Settanta lo Stato (o meglio la politica) scoprì che era possibile risolvere miracolosamente i problemi contraendo debiti che sarebbero stati ripagati anni e anni dopo. Si cominciò con il sostenere l’economia italiana durante e dopo la crisi petrolifera degli anni Settanta, per poi continuare negli anni Ottanta, quando, sotto le spinte degli sprechi dei governi Craxi, il debito pubblico raddoppiò nel giro di pochi anni. Negli anni Novanta si tentò di tamponare questa falla con due misure, che ebbero grandi effetti fino alla fine degli anni Novanta: un più elevato prelievo fiscale e l’entrata nel circolo dell’euro, con tassi d’interessi più bassi che avrebbero (e hanno, fino al 2011) reso più facile il pagamento del debito.

Se non che, con il nuovo secolo, i governi Berlusconi riprendono a far esplodere la spesa pubblica senza riuscire a stimolare la crescita economica (cosa che almeno a Craxi riuscì): l’eredità dei governi di centrosinistra, che avevano portato il debito pubblico ai minimi da oltre dieci anni, viene polverizzata e il debito pubblico ritorna, nel 2011, ancora regnante Berlusconi, sui massimi storici di inizio anni Novanta (con la notevole eccezione del governo Prodi del 2006, che lo riportò nuovamente ai minimi precedenti). Intanto il Paese, in un decennio di riforme sempre annunciate e mai applicate (spesso neppure proposte alle Camere, rimanendo slogan elettorali), è cresciuto di appena lo 0,5% annuo.

La colpa di questa crisi non è delle banche, in nessuna parte del globo. Ovunque la colpa è della politica, compresa quella statunitense, che diede il la alla grande crisi di inizio secolo nel 1999 (sotto Clinton) con la riforma della legge bancaria (che oggi si vuole abrogare reintroducendo la cosiddetta Volcker Rule, al fine di separare le attività di trading da quelle proprie di una banca, come l’erogazione di mutui e altri investimenti non altamente rischiosi) e proseguendo con le guerre e i tagli alle tasse dei ricchi varati da Bush. Analoghi discorsi possono essere fatti per i Paesi europei, a cominciare dai PIIGS.

Gli indignados, insomma, sembrano essere vittime del depistaggio della politica circa le cause della crisi, e in ultima analisi, come detto, dell’analfabetismo imperante sulle materie economiche, di cui la cattiva politica è sia causa che conseguenza attraverso i mass media. Basti pensare alle pernacchie di Maurizio Lupi e di Giuliano Ferrara contro le agenzie di rating che hanno declassato l’Italia senza far crollare i mercati (ignorando, evidentemente, che le agenzie di rating sono sempre in ritardo rispetto alla realtà, mentre i mercati il downgrade dell’Italia l’hanno scontato ormai da mesi); oppure si possono ricordare le recenti accuse al mercato e al “capitalismo” fatte da Presa Diretta domenica scorsa, sulla miseria cui sono costretti i produttori agricoli, ignorando (o fingendo di ignorare) che quello dei prodotti agricoli è tutto fuorché un libero mercato, nel quale la politica è fonte di gravi distorsioni.

E questi sono solo gli esempi dell’ultima settimana.

Insomma, la politica accusa la speculazione, le grandi banche, le agenzie di rating, il capitalismo, l’euro, i propri avversari politici, addirittura il pessimismo, ma sono specchietti per allodole, giornalisti e indignados: nessuno di quei soggetti è colpa della nostra crisi.

Non devono essere le banche o altri fantasmi gli oggetti dell’indignazione, bensì i palazzi del potere politico, poiché è lì, fra corruzioni, scambi clientelari e disonestà intellettuali che si consuma la tragedia del Paese. Credere a quei fantasmi, come fanno gli indignados, non farà altro che rafforzare il malcostume e il malgoverno.

Comments

  1. Concordo in toto, eppure penso che gli indignati con la loro manifestazione daranno agli italiani una scossa che ci serve come il pane. Gli Italiani hanno scelto b. come ora scelgono le verità più comode. Difficile ammettere di avere e soprattutto aver avuto la maggior parte delle colpe…e questo forse e’ il principale segreto del successo del berlusconismo, l’assoluzione e/o deresponsabilizzazione automatica delle masse

    • Non metto in dubbio che l’Italia abbia bisogno di una scossa (anzi, sul mio blog personale da mesi ormai mi aspettavo qualcosa del genere). Spero, però, che si accorgano presto di chi siano i veri responsabili di questa crisi, e quindi rendano la protesta efficace.

  2. Luca Villani

    Si può essere d’accordo o meno, però questa frase non è corretta: “La Banca d’Italia è oggi un organismo pubblico di controllo e vigilanza sull’attività bancaria”.
    Non è vero: http://it.wikipedia.org/wiki/Banca_d%27Italia#I_partecipanti_al_capitale_della_Banca_d.27Italia

    • Eh, dopo averla linkata, leggitela pure quella pagina. E poi pure il resto dell’articolo.

      • HonestMoney

        Come fa un Istituto di diritto pubblico ad avere il capitale controllato in maggioranza (anzi per oltre i 90%) da soggetti di diritto privato? Non vi sembra un contraddizione? Il governatore di bankitalia è nominato dal presidente della repubblica su proposta del presidente del consiglio nell’ambito di una rosa di 3 nominativi. Indovina chi ha il potere di proporre quei 3 nominativi? A proposito chi lo nomina il direttorio di bankitalia?
        Da quando bankitalia è diventata indipendente dal ministero del tesoro (e dal potere politico in generale, che non ha più nemmeno funzioni di controllo sulla banca) il debito pubblico di grazia è aumentato oppure diminuito rispetto diciamo ai 10 (se preferite anche 20) anni precedenti?
         

        • Ma cosa stai dicendo? Lo statuto della Banca d’Italia non è mai cambiato. Dal 1999 i suoi poteri di politica monetaria sono passati alla Bce. Il debito pubblico è aumentato negli ultimi 10 anni perché il governo (per 9 anni guidato da Berlusconi) ha speso e buttato via soldi su soldi, non facendo le necessarie riforme per eliminare gli sprechi, ridurre le spese e facendo pagare le tasse a tutti. Guardate l’andamento del debito negli anni e confrontatelo con le elezioni. Non c’entra nulla la Banca d’Italia, non c’entra nulla la Bce…è solo e soltanto un problema politico. Abbiamo politici che guardano solo al breve periodo (le prossime elezioni), abbiamo elettori che non si informano e che guardano solo al proprio orticello. Questa è l’Italia.
          Perché invece di perdere tempo nelle aulette autogestite, non andate a seguire qualche lezione di qualche professore di politica economica? Almeno imparate qualcosa. Mentre l’ignoranza imperante metterà a ferro a fuoco Roma domani. Distruggeranno vetrine di negozi, di banche e automobili. Ci scapperà il morto? Speriamo di no. Ma li avrete sulla coscienza, su questo non ci piove.

  3. Giancizeta

    io vi inviterei a guardare questo video che spiega cosa sono le banche http://www.vimeo.com/30036804

    • Grazie per il video, tuttavia dopo tanti anni di studi sapevo cosa sono le banche già da tempo.

  4. Nicola vangone

    La vera cecità ideologica, a mio parere, ha colpito chi ha scritto questo articolo. Quando si comincerà a capire che il neoliberismo non è una scienza naturale? Il libero mercato è un’astrazione, visto che non esiste un mercato perfettamente funzionante in nessun settore, in nessuna parte del globo. Le tesi qui sostenute, degne del peggiore fervore ideologico del Tea Party, infatti, si scagliano contro lo stato e la classe politica (che pure ha le sue colpe) salvando in toto la religione del libero mercato. Sicchè è emblematico che l’articolo si scagli contro Presa Diretta, rea di aver osato criticare l’evidente fallimento del mercato nel settore agricolo. L’argomentazione è sempre la stessa: se il mercato fallisce è colpa della politica incompetente, di poche mele marce corrotte da estirpare, ecc ecc. La verità è che il mercato ha un solo obiettivo “naturale”, quello di fare profitti. E’ naturale, quindi, che questo obiettivo venga perseguito in ogni modo, calpestando le stesse regole della concorrenza che il mercato stesso si autoimpone.

    • Io non ho paura del libero mercato, ho paura del mercato tutelato da leggi ingiuste.
      E’ il sistema giudiziario e l’applicazione delle leggi che ha reso il mercato folle e fuori controllo. In tempi di crisi, dove la competizione ha raggiunto livelli di bassezza inumani, se i controlli sono deboli i crimini prendono forma, in qualsiasi campo economico o business.

    • Respingo al mittente l’accusa di essere al pari dei Tea Party: quelli sono degli idioti.

      Respingo anche l’accusa di essere liberista, lungi da me.

      Lascio perdere i vaneggiamenti neocomunisti: uscire dal secolo decimonono, prego. Il mercato funziona se lo Stato lo regola, in particolare se prevede che i profitti vengano redistribuiti.

  5. Giuseppega

    la banca d’italia e’ un istituto di diritto pubblico,formato da BANCHE PRIVATE ;EASSICURAZIONI PRIVATE.BCE e l’insieme di banche centrali dei paesi membri,la moneta nasce per convenzione,(non basata sulla riserva)si discuta sul costo di stampa ,e sul valore nominale con i dovuti interessi, e’ chiarire di chi e’la proprieta della moneta.se gli stati sono debitori,dobbiamo capire chi e’ il proprietario creditore del debito!

    • Il complotto del signoraggio è una cretineria farlocca: i soldi vengono girati a noi, Stato italiano, non alle banche, se non in minima parte.

      Leggere l’articolo prima di commentare, grazie. 

  6. Cristian280

    facile parlare cosi quando si hanno soldi a sufficenza per mangiare finche morte non arrivi e non ci si mette nei panni di chi lavora è obbligato a pagare le tasse e con quei soldi ci fanno di tutto (dal prestito d’onore che in un paese come l’italia non sappiamo a chi sara’dato e per cosa o a salvare le banche anche se un operaio non tiene un euro e se chiede un mutuo neanche gli viene concesso se ha un reddittto di 1100 euro figuriamoci se hano quadrini li dentro) invece che investirli nel sociale scuole con tagli impressionanti o evitare di chiudere ospedali ecc. ecc., il punto che i poveri aumentono sempre di piu’ e lo stato(in tutto il mondo non solo in italia) è pronto a salvare le banche ma i pronti soccorso sono sempre meno pronti a salvare le vite della gente e non per colpa di medici e infermieri ma per i tagli, il punto è ma ai popoli(15 ottobre 700 citta manifestazioni indignados in tutto il mondo) interessa salvare il sistema che li sta rendendo poveri e senza speranza per il futuro?

  7. Ray Milano

    Mai lette tante falsità tutte insieme!
    Confuterei punto per punto quanto riportato in questo scritto ma non ho né il tempo né la voglia.
    Dico solo questo:
    “Banca di Italia ha uno Statuto autonomo dalla politica e, sebbene il governatore sia scelto dal Parlamento, una volta eletto risponde solo allo Statuto della Banca d’Italia che è una S.p.A. a tutti gli effetti. E’ di proprietà delle banche private (PRIVATE) che si spartiscono gli utili (come citano gli articoli 29b e 31 dello Statuto della BCE!”
    Questa è la madre di tutte le anomalie del sistema vigente: il popolo non ha la sovranità monetaria!

    • Ma ha quella democratica che, di fatto, non funziona. Le banche non sono sopra la legge. Se le leggi sono sbagliate, le banche, pur sbagliando, sono a norma di legge.

      Quando hai tempo di scrivere la tua opinione ti aspettiamo. Buona giornata

    • “Non ho tempo né voglia” è la scusa di chi non ha argomenti.

      Per quanto riguarda la tua obiezione, i bilanci della Banca d’Italia sono pubblici: nell’ultimo anno a me disponibile sono stati distribuiti a banche private, INPS e INAIL 59.430.600 euro su un utile netto totale di 1.668.576.514, pari al 3,5% del totale (il resto è andato allo Stato, cioè al popolo).

      Studiare prima di parlare, grazie.

  8. Io

    non si può dire che la colpa non è delle banche, si può dire che non è totalmente delle banche, ma non che non sia esclusivamente delle banche. il nocciolo più profondo della questione è che l’intero sistema economico è basato su una teoria ormai vecchia di 100 anni: il monetarismo. la colpa qui ce l’hanno tutti, chi più chi meno, anche io che scrivo… tutti sono complici, con il loro acconsentire, di questa crisi. oggi ci si accorge che il monetarismo sta toccando il suo massimo limite teorico d’espansione. qui ci sono da rivedere le priorità che tengono in piedi l’intera società non solo italiana ma globale, solo così si potrà avere un reale cambiamento, dobbiamo porci la domanda: “stiamo davvero andando verso il progresso?”… c’è da rieducare intere generazioni cresciute rimbambite di fronte alla tv, alle futilità! ci sono da rivedere concetti come “il possesso”, “la proprietà privata”…poi non può andare avanti un sistema basato sulla scarsità di risorse! è come coltivare piante su un terreno povero di nutrimenti, si possono piantare tutte le piante che si vuole, ma se non si fertilizza il terreno, il risultato sarà sempre quello, tra la scarsità dei frutti venuti fuori, tutti crederanno di meritarsi il frutto migliore, per il loro piccolo o grande contributo che hanno dato.

    • Le banche giocano con i patrimoni dei consumatori. La politica non fa nulla per impedirlo.
      Causa ed effetto.

      • Grazie Diego, non potevi spiegarlo meglio.

  9. Emanuela Sasandari

    @Giovanni:disqus  de Mizio: “e, da buoni italiani, dimostrano quanto il deficit di educazione e informazione …” eccetera ecceterae tu che sei, Svizzero? ma vai a zappare!

    • Te lo ricordi che abbiamo un premier plurindagato e un Governo del Bunga Bunga? Che siamo un paese zimbello non serve di certo Giovanni a ricordarcelo. Saluti

      • Emanuela Sasandari

        Me lo ricordo e, visto che il governo non mi rappresenta, non provo nessuna vergogna per le vicissitudini di Silvio&co, il bunga binga mica l’ho fatto io, per vergognarmene, tanto meno mi vergogno della mia nazionalità.

        A Giovanni non è piaciuto un cartello in una manifestazione e per questo taccia di dappocaggine l’intero popolo italiano (per questo mi domando se sia per caso Svizzero,ma potrebbe pure essere Cinese o marziano, capirai che cambia!). Non sono mai stata patriota e non sarò mai nazionalista, ma vivendo all’estero ho imparato che gli Italiani non sono “gli altri e gli zotici”, sono anch’io e la mia famiglia, per cui gli insulti gratuiti mi irritano soprattutto se vengono da una persona che non ha mai dovuto difendere la propria identità nazionale e culturale.

        • “mi irritano soprattutto se vengono da una persona che non ha mai dovuto difendere la propria identità nazionale e culturale.”

          Questo non lo puoi sapere, è un’affermazione non comprovata da fatti concreti.

        • Il cartello era solo un esempio: ti potrei pure dire le gravi deficienze nelle idee farlocche degli indignados che parlavano ieri a Piazza Pulita, oppure quelle presenti sui blog del gruppo.

          L’ignoranza degli italiani (e con esso intendo la maggioranza dei medesimi) in materia economica è dimostrata dall’evidenza empirica, gli indignados ne sono solo la manifestazione rumorosa. E qui l’orgoglio nazionalista non c’entra niente.

          Da economista, non pretendo di andare a mettere becco negli affari di ingegneri, biologi e professori di lettere, gradirei il medesimo rispetto.

          • Emanuela Sasandari

            “E qui l’orgoglio nazionalista non c’entra niente.”

            Se è per questo non c’entrano niente nemmeno “gli Italiani”.

            • E allora quelli che urlano slogan a casaccio sono svizzeri. Ottimo.

  10. Pucua

    E’ un delirio unico l’articolo… 

  11. Didi20

    articolo fasullo!!!il sistema bancario manovrato dal gruppo di potere franco-tedesco-americano è proprio quella la causa delle crisi , dell’euro del trattato di lisbona e quant’altro!!!avanti indignados fotteremo le banche e torniamo alla lira!!!

    • Sì, torniamo alla lira, i poveri stanno sulle scatole pure a me

  12. Qui non si tratta di demonizzare o assolvere il sistema economico/bancario, ma di mistificare e attribuire responsabilità ai governi che non fanno nulla per reagire alle conseguenze di leggi di mercato opinabili. Il nostro riferimento non sono le leggi di mercato e i banchieri, ma la Costituzione e i rappresentanti parlamentari. Il problema, in sostanza, è che la politica consente all’economia di decidere le sorti del mondo, in un rapporto di dipendenza unilaterale, passiva. Il sistema politico – che dovrebbe rappresentare una garanzia per i cittadini ed assumere un ruolo di tutela per essi – è diventato una sua succursale del sistema finanziario, che è libero per definizione. Non dovrebbe essere l’economia a “governare” la politica assoggettandosi alle sue leggi, ma il contrario, ragion per cui IO chiedo rispetto e soluzioni accettabili non alle banche o alle industrie, ma al Parlamento.

  13. Prego, portare dimostrazioni e alternative che abbiano funzionato o che possano almeno funzionare in teoria.

    Il capitalismo non è il male, ma ha bisogno di uno Stato che ne regoli gli eccessi. Questo manca da almeno dieci anni a livello globale.

  14. Ammetto la mia ignoranza circa il sistema bancario degli altri Paesi d’Europa: in Italia non c’è ancora stata la necessità di salvare qualche grossa banca; ne sono state salvate di piccole, e l’intervento è provenuto dalla Banca d’Italia, non dallo Stato (si veda il caso del Banco Emiliano Romagnolo).

    È chiaro che nel caso di un istituto di maggiori dimensioni, potrebbe essere necessario l’intervento dello Stato a sostegno dell’intervento della Banca d’Italia.

  15. Citare Tremonti è il miglior modo per confutare qualcosa in campo economico. Ricordo che Tremonti non ha uno straccio di laurea in materie economiche e ha più che spesso dimostrato la sua incapacità nel campo lui assegnato.

    Risultato: se Tremonti ammette implicitamente il signoraggio [così come definito dai complottisti], allora tale signoraggio non esiste.

    Grazie.

    • Ray Milano

      Tooby, inizi a starmi simpatico. Sei davvero divertente.
      … E se a dirtelo è Bruno Amoroso, Economista, Professore emerito dell’Università di Roskilde? Potrebbe andare bene per te…?

      http://www.youtube.com/watch?v=m7McAewraBI

      • Ci sono anche economisti rinco, tranquillo: l’economia non è scienza esatta.

  16. HonestMoney

    Come fa un Istituto di diritto pubblico ad avere il capitale controllato in maggioranza (anzi per oltre i 90%) da soggetti di diritto privato? Non ti sembra una contraddizione?
    Il governatore di bankitalia è nominato dal presidente della repubblica su proposta del presidente del consiglio nell’ambito di una rosa di 3 nominativi. Indovina chi ha il potere di proporre quei 3 nominativi con parere vincolante? A proposito chi lo nomina il direttorio di bankitalia?
    Da quando bankitalia è diventata indipendente dal ministero del tesoro (e dal potere politico in generale, che non ha più nemmeno funzioni di controllo sulla banca) il debito pubblico di grazia è aumentato oppure diminuito rispetto diciamo ai 10 (se preferite anche 20) anni precedenti? 

    • La contraddizione è risolta dalla Legge e dallo statuto: comanda la politica.

  17. Giancizeta

    Io chiedo rispetto a tutti e soprattutto trasparenza, non si possono
    denunciare i ministri del Re e lasciare il Re in pace, tutti devono
    sapere non solo i nome dei politici lacché, che si sono fatti corrompere
    da un sistema criminale  – al quale, finalmente oggi si chiede di
    assorbire un parte del debito pubblico ( le avete lette le ultime
    notizie) che loro hanno creato per arricchirsi sempre più –  ma anche i
    nomi e i cognomi di chi sta in questi sistemi finanziari a vari livelli
    di responsabilità e quindi di complicità. Vi consiglio di leggere
    “Confessione di un sicario dell’economia’ di Perkins per chiarirvi un
    po’ le idee. Saluti
    … dimenticavo la Banca d’Italia è una banca privata per chi non lo sapesse

    • Era meglio se te lo dimenticavi: la Banca d’Italia è un ente di diritto pubblico con capitali privati.

  18. Giancizeta

    Io chiedo rispetto a tutti e soprattutto trasparenza, non si possono
    denunciare i ministri del Re e lasciare il Re in pace, tutti devono
    sapere non solo i nome dei politici lacché, che si sono fatti corrompere
    da un sistema criminale  – al quale, finalmente oggi si chiede di
    assorbire un parte del debito pubblico ( le avete lette le ultime
    notizie) che loro hanno creato per arricchirsi sempre più –  ma anche i
    nomi e i cognomi di chi sta in questi sistemi finanziari a vari livelli
    di responsabilità e quindi di complicità. Vi consiglio di leggere
    “Confessione di un sicario dell’economia’ di Perkins per chiarirvi un
    po’ le idee. Saluti

  19. Andrea mostardini

    E’ inutile che ora scriviate su di chi sia o non sia la colpa di questa crisi . Il dato è che i giovani si sono messi in moto e si stanno unendo , e come la storia insegna da millenni chi ha fame ha sempre alla fine vinto su chi opulento si faceva , come voi , le seghe mentali ! Avanti !!!! Il popolo vi sotterrerà , o vivi o morti ! 

    • Anonimo

      “Opulento”? Ma non sai nemmeno con chi stai parlando.

  20. Francesco Silvestri

    chi ha scritto questo articolo mostra una colpevole ignoranza. Veramente un articolo pessimo sotto il piano tecnico…

    • questo commento è privo di contenuti, se ne rende conto?

    • Come dice Diego, se l’articolo è pessimo, rilievi da fare dovrebbero essercene, no? E perché non se ne fanno, in questo commento?

      Come detto in precedenza, dire “questo articolo fa schifo, ma non ho voglia di commentarlo” significa non avere argomenti e parlare a vanvera.

  21. Anonimo

    Le banche “vengono ricapitalizzate con denaro pubblico”? Ma dove lo hai letto, su Topolino?

  22. ok, sono i politici ad essere colpevoli. ma chi sovvenziona e appoggia le loro campagne elettorali? il politico eletto a chi deve poi i favori per i soldi prestati?
    un vecchio aforisma dice:” i politici sono i camerieri dei banchieri”.
    anche perchè i politici cambiano, ma i banchieri rimangono sempre gli stessi!
    a voi chi vi paga per difenderli?

    • Posso parlare solo per me: mi pagano gli alieni.

      • l’ importante è che non sia uno zio banchiere. se la tua è solo buona fede con un pizzico d’ ingenuità giovanile, allora ti perdono. buona vita, davvero. ne avrai bisogno.

  23. Credo che la verità sia nel mezzo e che la colpa della cosiddetta crisi economico- finanziaria sia da attribuire in parti eguali ai banchieri ed ai politici. Basti pensare a quanti politici sono stati espressi dai banchieri e a quanti banchieri sono stati espressi dai politici. E’ tutto un intreccio ben congegnato ed orchestrato da persone che, passando da un campo all’altro, non fanno altro che difendere non gli interessi di un Paese ma gli interessi di gruppi ben definiti.

    • concordo

    • Eh, e allora perché protestare contro le banche? Dobbiamo ricordare ai nostri dipendenti (come dice un comico che non ammiro granché) che sono nostri dipendenti, punto.

      A dirla tutta, le violenze di queste ore daranno un’arma in più a chi vuole soffocare le ragioni giuste della protesta.

    • Eh, e allora perché protestare contro le banche? Dobbiamo ricordare ai nostri dipendenti (come dice un comico che non ammiro granché) che sono nostri dipendenti, punto.

      A dirla tutta, le violenze di queste ore daranno un’arma in più a chi vuole soffocare le ragioni giuste della protesta.

  24. Crisis

    Menti sapendo di mentire caro autore dell’articolo, vergognati almeno.

    • vergognati tu che nemmeno riesci a motivare le tue affermazioni.

  25. FelicitaAnnoZero

    D: che fini persegue la BANKITALIA s.p.a?
    R: profitti.

    D: questi profitti vengono distribuiti tra i cittadini italiani?
    R: no

    D: i fini di BANKITALIA s.p.a sono compatibili con quelli di una nazione?
    R: no.

    D: chi controlla BANKITALIA s.p.a e la BCE? 
    R: nessuno.

    Chi ha scritto questo articolo rischia di essere considerato dal lettore o ignorante o in malafede.
    http://www.youtube.com/watch?v=JNAnJ03AsmU

  26. BaCaRoZzo

    Effettivamente il 90% delle risposte sono riconducibilio a:

    “Che schifo di articolo, quante falsità. Non ho tempo/voglia/laTastieraSiRompebbeSeScrivessiTroppo/ilGattoPotrebbeMorire”, per cui non mi dilungo nel rispondere.

    Ecco la mia faccia —> O____o

    MA CHE CAVOLO DI DISCORSI SONO? 
    Se dovete commentare in questo modo, tanto vale non farlo. I commenti sono uno strumento utilissimo perchè permetterebbero (condizionale D’OBBLIGO) di osservare le mille sfaccettature di una notizia a 360°, grazie all’esperienze, alle conoscenze e alle idee dei commentatori.

    In questo ambito, l’ambito economico, sono totalmente ignorante e trovo che sarebbe per me INTERESSANTISSIMO e UTILISSIMO avere ulteriori approfondimenti e punti di vista differenti, rispetto a quelli del giornalista che si è occupato dell’articolo. E come per  me, per tutti gli altri che della materia hanno si e no un’infarinatura generale sull’argomento.

    Utopistico.