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Diritto di critica | August 13, 2020

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Allarme Smartphone: quando la tecnologia viola la privacy - Diritto di critica

Allarme Smartphone: quando la tecnologia viola la privacy

Attenzione a dove si lavora con il computer, specie se in un luogo pubblico. I ricercatori del Georgia Institute of Technology, uno dei principali poli scientifici statunitensi, hanno messo a punto un sistema che consente il recupero delle password o delle e-mail nei pc attraverso alcune funzioni contenute nell’I-Phone. Secondo la rivista scientifica del MIT, Technology Review, le vibrazioni prodotte dalla tastiera potrebbero essere registrate dall’accelerometro (attraverso lo scuotimento del telefono per cambiare una canzone o sbloccarlo) e dal sensore di orientamento dello smartphone e tradotte in codici alfanumerici con l’80% di affidabilità. Il sistema valuta quale parte della tastiera è stata utilizzata e misura il tempo tra una digitazione e l’altra, creando coppie di lettere che, poi, possono essere tradotte in parole.

In teoria, qualsiasi persona potrebbe avvicinare il proprio I-phone a un pc portatile e ricavarne dei dati utili per furti digitali o per ricattare persone con delle e-mail compromettenti. Difficile dire, allo stato attuale, se questo sistema possa prendere piede in breve tempo. Il fatto è che è richiesta la vicinanza del telefono cellulare a una tastiera del computer. Il ‘ladro digitale’ dovrebbe entrare in casa o in ufficio, a meno che non abbia accesso ai dati dell’utente in luoghi pubblici, come bar o librerie. E’ difficile immaginare l’utilizzo su larga scala di questo sistema, anche perché nelle strade trafficate delle città, nei grattacieli che oscillano sono prodotte ogni giorno una grande quantità di vibrazioni che interferirebbero con la lettura dei dati. Lo stesso I-Phone 3GS non aveva un accelerometro adatto a questa misurazione, a differenza del quarto modello, che ha un dispositivo più sensibile.

C’è poi un ulteriore sistema che crea imbarazzo alla nota azienda della Silicon Valley. Una vicenda che chiama in causa l’annosa questione della violazione della privacy, argomento molto sentito negli Stati Uniti. Le applicazioni scaricabili sugli smartphone possono rintracciare sul web le abitudini dei consumatori, esaminare l’elenco dei contatti, effettuare telefonate senza autorizzazione, tracciare la posizione o esaminare i file. Le aziende pubblicitarie riescono facilmente a combinare informazioni raccolte da una o più applicazioni, costruire un profilo del consumatore e vendere, legalmente, i dati a società di marketing. Senza un consenso apparente dell’utente, che si vede recapitare, il più delle volte, offerte su misura per e-mail o sms.

Comments

  1. Giorgio

    se una persona è onesta non a nulla da perdere se invece è una carogna come la maggior parte dei nostri governanti allora scatta subito il problema della privacy
    e così per molti di noi cittadini onesti diventa un problema perché si intacca la 
    libertà di giustizia con modifiche alla costituzione alle intercettazioni a non poter
    andare in giro neanche con una compatta magari a riprendere il proprio figlio e 
    tutto questo solo per quei politici tiranni  che per non voler far sapere che è un 
    mafioso e che invece di governare traffica con le prostitute con la droga e con tanti
    criminali killer che non hanno esitato ad uccidere chi contrastava il tiranno 
    (vedi i grandi Giovanni Falcone e Paolo Borsellino) ecco insomma la lista nera
    di questi nostri politici (che si rigirerebbero nella tomba i veri POLITICI) sarebbe
    molto lunga e spero che prestissimo ci sia una rivolta generale come sta accadendo
    in Grecia e di ricacciare nelle fogne queste MERDE 

  2. Erteter

    ma che min.. sono questi commenti uguali ripetuti? a pappagalli!