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Diritto di critica | November 27, 2020

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Allarme suicidi: negli Stati Uniti a rischio più di 8 milioni di cittadini - Diritto di critica

Allarme suicidi: negli Stati Uniti a rischio più di 8 milioni di cittadini

La crisi economica in America fa paura e nei soggetti più deboli potrebbe mietere diverse vittime. Come in occasione della storica crisi del ’29 quando, ad una contrazione dell’occupazione, il tasso dei suicidi raggiunse livelli elevati. La società statunitense da tempo s’interroga su quali potranno essere le conseguenze a medio-lungo termine e per la prima volta realizza un mega sondaggio sulle ‘intenzioni di suicidio’ dei cittadini nell’ultimo anno. I risultati sono stati resi noti dal Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC). Un’analisi sui pensieri e i sui comportamenti che precedono l’atto di togliersi la vita. “Questo rapporto – spiega il direttore del Centro ricerche M. Thomas Frieden al Time –, mette in evidenza la possibilità di intervenire prima del suicidio. Siamo in grado di identificare i rischi e prendere i provvedimenti necessari affinché le persone non si tolgano la vita. La gran parte di loro sono riluttanti a parlare di suicidio, ma questo non è un problema da trattare in segreto, anzi”.

Lo studio è stato condotto su un campione di 92.264 persone sui 18 anni, o più anziani, che avevano già fatto parte dell’indagine nazionale sul consumo di droghe e alcol. L’osservazione, di solito, viene condotta ogni anno, ma solo nel 2008 e nel 2009 è stato chiesto agli intervistati, che soffrivano di depressione, se avessero seriamente pensato di togliersi la vita in un qualsiasi momento dell’anno precedente. Le loro risposte variano a seconda dello Stato in questione o della regione geografica: gli adulti degli Stati Occidentali e del Midwest (tra gli altri l’Indiana, l’Illinois, l’Iowa, il Michigan) sono risultati più inclini a pensieri suicidari, rispetto a quelli del Sud o del Nord-Est. Tradotto, ciò significa, per esempio, i cittadini della Georgia hanno riferito di aver pensato di suicidarsi ‘solo’ nel 2,1% dei casi. Un dato molto basso rispetto alle intenzioni dei residenti nello Utah, con il 6,8%.

La percentuale di cittadini americani, che ha pensato di suicidarsi nel nord-est del paese, si attesta intorno all’1%, quindi una persona su 100, ovvero 1 milione di americani. Un dato seppur basso, è pur sempre allarmante. Quali sono le cause? Una delle ipotesi fa pensare alla migrazione selettiva. Le persone inclini al suicidio potrebbero essere emigrate verso gli Stati occidentali o nel Midwest. Sono le donne, con molta probabilità, a contemplare il suicidio rispetto agli uomini, siano essi giovani o adulti. Le differenze demografiche aiutano a spiegare, per gli autori della ricerca, che gli alti tassi di suicidio effettivi non vanno di pari passo con le intenzioni di togliersi la vita. Le donne hanno maggiore tendenza a pensare di suicidarsi, ma poi l’atto estremo è compiuto, nella gran parte dei casi, dal genere maschile.

Le zone con alti tassi di disoccupazione, di divorzi, potenzialmente potrebbero essere abitate da persone che pensano in misura maggiore di togliersi la vita. O aree dove l’assistenza sociale o medica è deficitaria. In alcuni Stati con alti tassi di suicidio, le persone potrebbero avere facile accesso alle armi, che siano fucili o pistole. Una precedente ricerca aveva messo in evidenza che gli Stati con i più alti tassi di suicidi sono l’Alaska, il New Messico, il Wyoming e il Montana. I dati attuali indicano che le strategie di prevenzione dovrebbero essere mirate maggiormente a livello locale, verso i più bisognosi. Le misure di salvaguardia preventiva vanno nella direzione di campagne di sensibilizzazione dell’opinione pubblica oppure verso trattamenti terapeutici cognitivo – comportamentali, soprattutto per le persone che già in passato hanno tentato di togliersi la vita.