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Diritto di critica | July 4, 2020

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Niente fondi statali per il Ponte sullo Stretto, a rischio il progetto - Diritto di critica

Niente fondi statali per il Ponte sullo Stretto, a rischio il progetto

Lo promise a Porta a Porta nel 2001: “Farò il Ponte sullo Stretto”. Ma dopo la mancata riduzione delle tasse, un’altra promessa di Silvio Berlusconi non sarà mantenuta. La grande opera che avrebbe dovuto collegare la Sicilia con il Continente rimarrà solo un impolverato plastico nello scantinato di Bruno Vespa. Il governo ha deciso: niente finanziamenti statali per l’opera.

La maggioranza si astiene, via il Ponte. La decisione arriva dopo il voto positivo ad una mozione dell’Idv, votata alla Camera con l’assenso del governo e l’astensione della stessa maggioranza. Il testo obbliga il governo a cancellare i finanziamenti previsti “per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, pari complessivamente a un miliardo e 770 milioni di euro, di cui 470 milioni per il solo anno 2012 quale contributo ad Anas s.p.a. per la sottoscrizione e l’esecuzione – a partire dal 2012 – di aumenti di capitale della società Stretto di Messina spa”.

Ma non era un’opera necessaria? Eppure il governo, che ha dato parere favorevole alla mozione dell’Idv, solo qualche giorno fa, per bocca del ministro dei Trasporti Altero Matteoli riteneva “il Ponte una priorità essenziale per lo sviluppo del sistema dei trasporti dell’Italia” e che, nonostante i mancati finanziamenti della Ue, “verrà realizzato a prescindere, in quanto le risorse per il manufatto saranno reperite sul mercato, come previsto dal piano finanziario allegato al progetto definitivo”. Detto, fatto. Il Ponte non si farà più.

Matteoli furioso. Ma Matteoli non ci sta. E punta il dito contro il viceministro Aurelio Misiti, rappresentante del governo durante la discussione e la votazione della mozione dell’Idv: “Evidentemente, il viceministro Misiti, se è vero quanto è stato riferito, ha espresso un parere a titolo personale, che non corrisponde a quanto pensa il Governo né tantomeno il sottoscritto”, spiega Matteoli che poi minimizza l’accaduto definendolo solo “un incidente parlamentare”.

Ma il ponte si farà”. Misiti, chiamato in causa, cerca una valida giustificazione. “È da escludere categoricamente che il Governo possa scegliere di non realizzare il Ponte sullo Stretto”, spiega viceministro. Misiti, “nel dare il parere a nome del governo, ha proposto una riformulazione della mozione dell’Italia dei Valori che di fatto escludesse la possibilità di ricorrere a fondi della società Stretto di Messina spa. La riformulazione non è stata accolta e tuttavia si è lasciata al governo la discrezionalità di trovare tali fondi da varie fonti”. Quindi, secondo Misiti, il Ponte si farà. Ma con quali soldi?

Salvate la società Stretto di Messina. Dello stesso parere del viceministro ai trasporti, anche la società Stretto di Messina. “Il voto favorevole della Camera dei Deputati sulla mozione presentata dall’Italia dei Valori, inerente le misure a favore del trasporto pubblico locale, non pregiudica lo stanziamento dei fondi già previsti per la realizzazione del ponte sullo Stretto di Messina, ciò anche alla luce delle valutazioni espresse al riguardo dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli”. Ma non tutti ne sono convinti.

Gli ecologisti esultano. E mentre alcuni esponenti ecologisti e dell’Idv chiedono al governo di mantenere gli impegni presi, Legambiente e Wwf festeggiano quella che ritengono una vera e propria vittoria. “Finalmente una buona notizia”, ha dichiarato Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente, mentre il Wwf chiede la cancellazione della società Ponte sullo Stretto, “concessionaria interamente pubblica, a questo punto del tutto inutile”. Ciò, secondo l’organizzazione ecologista, permetterebbe di destinare altri fondi per le emergenze idrogeologiche e infrastrutturali del sud.

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