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Diritto di critica | November 27, 2020

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La Terra festeggia i 7 miliardi di abitanti, ma la crescita preoccupa gli esperti - Diritto di critica

La Terra festeggia i 7 miliardi di abitanti, ma la crescita preoccupa gli esperti

Sette miliardi di individui. Così la Terra festeggia un nuovo record proprio in occasione della festa di Halloween. Il nostro pianeta non è stato mai così popolato. E le aspettative non fanno presagire, di certo, un’inversione di tendenza: le Nazioni Unite, infatti, avvertono che il numero di persone sul pianeta entro il 2050 sarà prossimo alle 9,3 miliardi di unità. Una crescita nell’ordine di 10mila individui ogni ora. Ogni persona ha sempre più bisogno di cibo, acqua ed energia. L’uomo produce più rifiuti e inquinamento e le differenze tra ricchi e poveri si fanno più ampie con il passare dei decenni.

L’impatto sul pianeta viene calcolato misurando il consumo medio della persona per il numero degli individui. Tutte le problematiche di carattere economico, sociale e ambientale potrebbero essere risolte se il numero degli abitanti del pianeta fosse minore, ma questo non sarà possibile per via dell’incremento continuo. Fino alla soglia dei 7 miliardi, la crescita della popolazione non aveva preoccupato gli esperti. Si era ben lontani dalle logiche interventistiche e coercitive tipiche degli anni ’70 (la Cina, per esempio, impose alle nuove famiglie di avere un solo figlio). Ora a preoccupare sono paesi come l’India, che le previsioni danno maggiormente popolato rispetto alla Cina entro 15 anni. Fino a 12 anni fa, nel 1999, il numero complessivo si aggirava intorno alle 6 miliardi di unità.

Ora la domanda ricorrente è questa: il pianeta è in grado di sostenere 7 miliardi di persone? La risposta sorprendente è si. Perché le persone che popolano la Terra potrebbero vivere in un’area equivalente alla Francia e, nonostante ciò, la densità abitativa sarebbe inferiore a quella di New York o del Giappone. Come sottolineato da alcuni esperti statunitensi, ci sono cibo, acqua e altri elementi essenziali per mantenere ognuno dei 7 miliardi di persone. In realtà, la Terra è in grado di sostenere e arricchire molte più persone nel breve periodo. Tra il 1820 (agli albori dell’era industriale) e il 2008 (inizio della recessione economica), la produzione economica pro-capite è aumentata di 11 volte. E non solo: l’aspettativa di vita è triplicata negli ultimi mille anni e ora si aggira intorno ai 70 anni. Il numero medio di figli per donna è sceso, a livello mondiale, dai 5 nel 1950 ai 2,5 attuali. La minor quantità di bambini in ogni famiglia, permette ai genitori di concentrarsi sulla qualità della vita e sul loro benessere.

La crescita della popolazione preoccupa gli esperti soprattutto per i paesi dell’Africa sub-sahariana, e in via di sviluppo. E gli abitanti del continente africano possono utilizzare solo in minima parte le risorse mondiali, specie in confronto agli occidentali ricchi. Il Kenya, per esempio, è un paese con la popolazione in rapida crescita. Tuttora ci sono 30 milioni di abitanti, ma il consumo pro-capite è irrisorio se paragonato a quello di un cittadino statunitense, 30 volte superiore. Un miliardo di persone su 7 soffre tuttora la fame nel mondo, ma non per scarsità di cibo. Buttiamo metà delle vivande, lasciandole marcire nei campi, nei mercati o nel frigorifero di casa.

Se da una parte l’uomo con il progresso è aumentato di numero, divenendo più sano, robusto e ricco, le specie animali hanno sofferto. Uno studio del 2010 sulla rivista Science ha messo in luce che 52 specie, tra mammiferi, uccelli e anfibi, sono vicine all’estinzione ogni anno che passa. Circa un quinto delle specie esistenti dei vertebrati sono minacciate, tra cui il 41% di anfibi. Un’altra ricerca recente ha scoperto che gli esseri umani stanno abbattendo predatori come tigri, lupi o squali, che hanno un importante ruolo nella catena alimentare. Uno studio della rivista scientifica Nature ipotizza che stiamo entrando un periodo storico di estinzioni, la ‘Sesta Ondata’ (nella quinta, l’80% delle creature viventi, compresi i dinosauri, fu spazzato via). I bisogni umani, le emissioni di carbonio, i rifiuti lasciano sempre meno spazio alle altre specie viventi, che non dipendono da noi (esclusi i parassiti e gli animali domestici).

Comments

  1. zukov

    quelli che dicono che possiamo mantenere 7 miliardi di persone sono dei pazzi scatenati, per portare le aspettative di consumo di un africano e poi avere la nostra denatalità saremmo arrivati a 15 miliardi, ma tanto che gli frega loro saranno morti

  2. sandro

    secondo dati istat  siamo ancora a 6 miliardi e 800…. inoltre la terra potrebbe sostenerci tranquillamente, è il nostro sistema economico che non può sostenerci se  non fino a pochi miliardi di individui…