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Diritto di critica | July 14, 2020

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La Grecia volta pagina, conto alla rovescia per il governo tecnico - Diritto di critica

La Grecia volta pagina, conto alla rovescia per il governo tecnico

Papandreou lascia. Dopo una giornata convulsa, la Grecia ha deciso di voltare pagina. Mentre l’Italia vive ancora nella più completa incertezza politica ed economica, destabilizzando con la sua apatia i mercati e i cittadini stessi, la Grecia ha detto no al referendum, proposto dal premier per approvare o meno le direttive di Europa e Fondo Monetario sulle azioni da intraprendere per arginare la crisi. Il ventilato ritorno alla moneta nazionale a sfavore dell’euro aveva allarmato i mercati finanziari e i creditori.

Atene ora prova a reagire, e dopo la strigliata subita al G20 di Cannes da Francia e Germania, la soluzione per il Paese è quella di un governo tecnico di larghe intese. La svolta è nata dalle consultazioni tra le parti politiche e il Presidente greco Papulias che si sono svolte per tutta la giornata di ieri.

Le dimissioni di Papandreou erano inevitabili, anche se i vertici del Pasok, il partito del presidente del Consiglio, avevano precisato che il leader si sarebbe fatto da parte non prima di aver stabilito i termini e i dettagli della nuova coalizione. Anche il capo dell’opposizione, Samaras, si è detto pronto ad appoggiare un governo di unità nazionale, che in attesa di nuove elezioni (anticipate, pare, alla prossima primavera) tiri fuori dalla crisi la Grecia.

A guidare il Paese per i prossimi mesi sarà un governo di transizione formato essenzialmente da personalità non politiche che dovrebbero consentire di rispettare l’accordo per il salvataggio e ricevere dall’Unione Europea la seconda tranche di aiuti (130 miliardi di euro), finora sospesi dai vertici di Bruxelles in attesa di una decisione sul referendum. Il candidato più probabile a sostituire Papandeou è Loukas Papademos, noto economista, già membro del board della Banca Centrale Europea.

L’attuale ministro delle Finanze, Venizelos, ha dichiarato: «Il nuovo esecutivo dovrà restituire credibilità internazionale al Paese e assicurare i soldi necessari alla ricapitalizzazione delle banche». La situazione economica ad Atene continua ad essere critica, la liquidità delle banche è al limite: senza immissioni di denaro esterne si andrebbe avanti solo fino al 15 dicembre.