Iran nucleare, Israele minaccia l’attacco preventivo (e rischia di restare sola)
Israele aspetta il dossier dell'Aiea per sostenere l'attacco preventivo. Ma Usa, Cina e Russia hanno altri interessi e vincoli: se guerra sarà, in campo ci saranno solo Teheran e Tel Aviv
Scritto da Sirio Valent il 8 novembre 2011 in Mondo
Iran nucleare dietro l’angolo? Tutti, a ovest di Gerusalemme, sembrano temerlo. Israele annuncia ai quattro venti l’intenzione di attaccare preventivamente Teheran, con o senza (è questa la gran paura) l’appoggio degli Usa. L’occidente teme una guerra, forse nucleare, in Medio Oriente: di certo sta per finire qualcosa.
L’Agenzia per energia atomica diffonde in queste ore il dossier sull’Iran, accusato da Israele e Stati Uniti di sviluppare ordigni nucleari. Le indiscrezioni hanno già svelato molto: Teheran avrebbe ormai le conoscenze e i mezzi per costruire testate atomiche. Il presidente israeliano Shimon Peres dà un margine di sei mesi all’atomica iraniana, Netanyahu lotta per convincere Obama e il suo parlamento all’intervento immediato. ”Israele è il Paese più forte nel raggio di migliaia di chilometri attorno a Gerusalemme e vogliamo continuare ad esserlo”, ha chiarito il ministro israeliano della Difesa Ehud Barak. E una prova di forza congiunta con Washington, sarebbe il modo migliore per confermarlo.
Siamo allora ad un passo dalla guerra nucleare occidente-oriente? Guardando oltre la propaganda, sembrerebbe di no. Gli Stati Uniti, pur tirati per la giacchetta da Tel Aviv, non possono permettersi una guerra contro l’Iran. Obama sta lasciando l’Afghanistan, dopo aver ceduto ogni influenza concreta sull’Iraq; può difendere la posizione israeliana in via diplomatica, ma non può esporsi ad un conflitto da diversi trilioni di dollari e migliaia di morti. Da cui, peraltro, uscire sconfitto.
Russia e Cina hanno i loro interessi ad un Iran potente e ad un Medio Oriente de-americanizzato. Ma senza perderci dentro troppe energie e troppa pubblicità. Non scenderanno direttamente in campo, ma premeranno per isolare Israele. Forse chiederanno un embargo contro Tel Aviv, in caso di attacco preventivo. E’ poi tanto assurdo? Il Rapporto Goldstone non portò ad alcuna vera condanna dell’Operazione Piombo Fuso, grazie alle pressioni di Washington. L’Onu, come l’Aiea, sono da diversi anni considerati un braccio burocratico dell’amministrazione americana: anche la Cina richiama all’imparzialità l’Agenzia atomica, pur chiedendo “flessibilità” a Teheran. Che non ha mezzi termini: ”in futuro considereremo l’Aiea come un’agenzia sottoposta alla pressione di Paesi stranieri” ostili all’Iran.
Insomma, i grandi del mondo non scenderanno in campo con le armi. Resteranno Israele e Teheran, capaci di distruggersi ma non di vincere: lo sanno e lavorano al loro progetto egemonico con la propaganda, ognuno rivolto a chi lo vuole ascoltare.
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