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Diritto di critica | March 19, 2019

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Gli Usa si preparano all'Apocalisse - Diritto di critica

Gli Usa si preparano all’Apocalisse

Arriva l’Apocalisse. Ma solo per finta. Oggi, negli Stati Uniti, alle due del pomeriggio di Washington, 11 del mattino delle Hawaii, tutte le trasmissioni radio e televisive saranno interrotte e scatterà il sistema di allerta nazionale “Emergency alert system”.

Un test per le emergenze nazionali. Si tratta del primo esperimento di simulazione di un’emergenza nazionale che permetterà al Presidente degli Stati Uniti di comunicare alla popolazione americana situazioni di estrema urgenza per il Paese. Questo sistema è stato messo a punto negli anni cinquanta ma mai utilizzato o messo alla prova. L’ordine di esecuzione per testarlo a livello federale è stato firmato nel 2006 dal Presidente George W. Bush e oggi sarà finalmente messo in pratica.

Rischio panico collettivo. I cittadini americani sono già abituati a simili esercitazioni ma solamente a livello locale o statale. Ora l’allarme riguarderà contemporaneamente tutti e 50 gli stati della federazione. Il giorno della simulazione è ricaduto sulla giornata di mercoledì in quanto rappresenta la fine della stagione degli uragani e l’inizio dell’inverno. La durata dell’esercitazione sarà particolarmente breve e da giorni le autorità nazionali annunciano la simulazione, sottolineandone la natura di semplice test per evitare “l’effetto Orson Welles” ossia incidenti dovuti ad un’ondata di panico collettivo.

Ma niente sms d’emergenza. Il messaggio di allerta a livello federale può essere lanciato esclusivamente dal Presidente degli Stati Uniti e mercoledì raggiungerà solamente televisioni e radio e ciò ha già sollevato dei dubbi relativamente all’efficacia e alla rapidità dell’allarme. La Fema, l’agenzia federale per le emergenze, si è già messa all’opera per inviare, in futuro, direttamente sui cellulari gli avvisi di emergenza, essendo i mezzi di comunicazioni più usati.

Sempre pronti. Scopo dell’esercitazione non è solamente quello di insegnare agli americani ad affrontare le situazioni di emergenza ma anche quello di ricordare alla popolazione statunitense di essere sempre pronta ad affrontare qualsiasi tipo di disastro.