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Diritto di critica | September 21, 2019

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Il machiavellico progetto di Berlusconi - Diritto di critica

Il machiavellico progetto di Berlusconi

Che fatica. Nonostante il voto di martedì, Silvio Berlusconi se la prende comoda. Niente dimissioni immediate, prima c’è da approvare il ddl stabilità “e poi al voto con il nostro bravo Angelino Alfano”. Ma il premier ha un livello di credibilità così basso che i mercati finanziari internazionali non lo ritengono attendibile nemmeno quando promette le proprie dimissioni.

Perdere le elezioni per sconfiggere la sinistra. “Al voto subito” è la parola d’ordine lanciata dal presidente del Consiglio. Ma Napolitano frena: “Prima devo verificare che non ci siano maggioranze alternative”. Berlusconi vuole il voto subito per mollare la “patata bollente” al centro-sinistra e salvare il salvabile con un volto giovane ed apprezzato dall’elettorato di centro-destra come quello di Alfano. Andare al voto, perdere le elezioni e scaricare sulla sinistra l’incombenza di fare le riforme. Sarà per questo che il Pd, dato per vincente in caso di voto immediato, chiede un governo tecnico. Ma un governo tecnico rappresenterebbe la fine del potere berlusconiano. Il premier punta al voto per mettere la sinistra con le spalle al muro: “sapete fare meglio di me? Bene, accomodatevi”.

Vincere le elezioni e litigare. Emergerebbero così tutte le contraddizioni interne al Pd, ancora succube di un sindacato che difende gli interessi di pensionati ed operai (cioè delle categorie più protette dal sistema di welfare) e tra i democratici da una parte e Di Pietro e Vendola, che ritengono la lettera della Bce “macelleria sociale”, dall’altra. Se è vero che la manovra può essere riscritta con maggiore attenzione all’equità (lotta all’evasione e incremento della tassazione sulle rendite), è anche vero che il sistema pensionistico non può rimanere immutato. Ma il centro-sinistra è in grado di affrontare questo punto? Berlusconi è convinto di no. Per questo il suo obiettivo è quello di bruciare Alfano con una sicura sconfitta elettorale e far litigare la sinistra appena giunta al governo.

Mentre l’Italia trema. Un progetto machiavellico che stride nettamente con la situazione drammatica nella quale versa l’Italia. Lo spread, ogni giorno che passa, segna un nuovo record negativo, gli interessi sui titoli di debito continua a crescere, di conseguenza lo stesso debito continua ad aumentare. Un nuovo governo subito. Questo è quello che chiedono i mercati sempre più diffidenti. Alfano o Letta, cioè i fedelissimi del premier non rappresenterebbero quel tipo di figura autorevole per ridare fiducia. Solo Mario Monti, nominato ieri sera senatore a vita, o, con meno chance, Giuliano Amato sarebbero in grado di portare l’Italia fuori dal guado.

Berlusconi tradito due volte. Ma la maggioranza alternativa? Fino a ieri mattina il Cavaliere era convinto di poter dettare l’agenda politica: “elezioni subito”. E senza il Pdl (o senza la Lega) un governo tecnico che abbia un margine ampio di manovra non può esistere. Ma nella giornata di ieri nel Popolo delle Libertà è avvenuto il secondo “tradimento” (in questo caso silenzioso) in due giorni. Maurizio Lupi, Claudio Scajola e Beppe Pisanu spingono per il non-voto: “se ci sono i presupposti, sì al governo tecnico”. Ora Berlusconi è sempre più solo.

Comments

  1. ellesse

    “Per questo il suo obiettivo è quello di bruciare Alfano con una
    sicura sconfitta elettorale e far litigare la sinistra appena giunta al
    governo.”mi sembra un’analisi politica davvero azzeccata….machiavellico!