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Diritto di critica | November 22, 2019

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Berlusconi senza lo "scudo" delle leggi ad personam. Lo aspettano i processi Mills, Mediaset e Ruby - Diritto di critica

Berlusconi senza lo “scudo” delle leggi ad personam. Lo aspettano i processi Mills, Mediaset e Ruby

Il bavaglio sulle intercettazioni, la prescrizione breve, il processo lungo. Le leggi ad personam che per anni Berlusconi ha tentato di far approvare, tornano tutte nel cassetto. Forse per sempre. Un eventuale governo tecnico, infatti, non avrebbe certo come priorità quella di “salvare” il premier dalle sue beghe giudiziarie (fin troppo protagoniste in un’Italia che per mesi non ha pensato ad altro), così come non ci penserebbe un Esecutivo delle sinistre, accreditato come maggioranza tra gli elettori. E a meno di una nuova – clamorosa – candidatura da parte di Berlusconi, il progetto di “riformare” la giustizia a modo suo è drammaticamente tramontato, con una velocità tale che nessuno – nemmeno B. – forse si sarebbe aspettato.

Berlusconi, dunque, dovrà ora affrontare i processi – se non come un cittadino comune – almeno come un parlamentare qualsiasi. Senza gli “scudi” di una Lega disposta a tutto pur di far passare un federalismo ormai senza futuro: mentre tutto il mondo a ottobre guardava con preoccupazione ai mercati finanziari, l’Italia tornava a concentrarsi sulla prescrizione breve.

Dietro l’angolo ci sono il processo Mills, Mediaset e Ruby. Tre procedimenti da cui Berlusconi ha tentato in ogni modo di fuggire con leggi ed escamotage di ogni genere. A discapito delle riforme e della dimensione internazionale della finanza italiana, sempre pronto ad elencare i numeri delle udienze subìte e delle assoluzioni/prescrizioni raggranellate. Ad oggi – è doveroso sottolinearlo – un risultato però Berlusconi l’ha raggiunto: ha ancora la fedina penale immacolata. Una condizione che potrebbe però durare appena qualche mese. Il processo Mills, infatti, giunto alle sue ultime battute in primo grado, si prescrive nel marzo del 2012 e potrebbe arrivare a una simbolica quanto imbarazzante sentenza.

Prescrizione certa nella prossima primavera anche per il processo Mediaset (accuse: appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio), mentre si dovrà aspettare il 2020 per mandare a casa giudici, avvocati e imputati nel processo Ruby.

In molti, però, bonfonchano di una terza possibilità: lontano dalle luci della ribalta e dagli scranni del Parlamento, Berlusconi potrebbe ottenere una maggiore indulgenza da parte dei magistrati che potrebbero – a quel punto – smettere di “inseguirlo”, come lui stesso da anni denuncia. E di un accordo di questo tipo, se ne era parlato sottobanco anche alcuni mesi fa: le dimissioni in cambio della pax giudiziaria. L’offerta, in quell’occasione, era venuta da Buttiglione.

 

Comments

  1. Jerry

    E’ stata comunque scandalosa la continua ricerca di “incastrare” SB da parte di una Magistratura politicizzata e Malata di protagonismo. Migliaia di intercettazioni per inseguire una 30ina di “Escort” come è di moda chiamarle mentre per assassini mafiosi scadevano i termini di Carcerazione (procura di Napoli nessuno ne parla).
    Nessuna giustificazione per le malefatte del Premier, ma in un’Italia che va allo scatafascio piena di industriali che non pagano una lira di tasse ed hanno soldi all’estero (Agnelli e DeBenedetti) , Mafiosi e Camorristi che controllano parecchie attività del CentroSud e non solo, mi sembra non siano dubbi che bisogna cambiare registro a cominciare dalla gestione del CSM che non condanna mai nessuno dei suoi.