Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | March 6, 2021

Scroll to top

Top

La storia, le luci e le ombre dei neoministri del governo Monti - Diritto di critica

La storia, le luci e le ombre dei neoministri del governo Monti

Scritto per noi da Virgilio Bartolucci

E dunque, eccola la squadra che Mario Monti ha voluto nel suo governo. Si tratta di 17 Ministeri, di cui 12 con portafoglio e 5 senza, tutti rigorosamente affidati a tecnici, 14 uomini e 3 donne. Nessun politico, per non creare imbarazzo ai partiti, ma, piuttosto, professori, un banchiere, un ambasciatore, un ammiraglio, un avvocato e un professore avvocato, oltre a tre esponenti del gentilsesso alla guida di Dicasteri importanti.

Rispetto all’esecutivo precedente calano da 23 a 17 i ministeri e diminuiscono anche le donne che, dalle 6 del governo Berlusconi, passano a 3,  sia pure con incarichi di primaria importanza.

Un esecutivo composto da persone mature, almeno a giudicare dall’età media, che nel governo Monti è di 63 anni, con solo 6 ministri sotto i 60 anni. Un incremento anagrafico considerevole, visto che il governo Berlusconi aveva un’età media di 52 anni. La composizione geografica vede 9 ministri del Nord ( sei sono lombardi), 5 quelli del centro  e tre del Sud.

Sarà questa, dunque, la composizione del nuovo esecutivo che deve portare l’Italia fuori dalle secche della crisi, vediamo meglio chi sono i prescelti.

MINISTRI CON PORTAFOGLIO: 

Economia. Il Presidente del Consiglio Mario Monti sarà anche il ministro dell’Economia.

Sviluppo e Infrastrutture. Il super ministro è Corrado Passera, l’ad di Intesa San Paolo si ritrova a capo di due ministeri accorpati insieme: lo Sviluppo economico e le Infrastrutture e Trasporti. Nato a Como, Passera si è laureato alla Bocconi con master in Business Administration alla Wharton School di Philadelphia. Passera nel 1980 entra in McKinsey dove rimane per cinque anni, ma prima di diventare il banchiere più potente d’Italia guida alcune delle più importanti aziende del paese.

Agli albori della sua carriera riveste l’incarico di direttore generale nelle aziende del gruppo di Carlo De Benedetti: prima alla Cir, poi all’Arnoldo Mondadori Editore, quindi a L’Espresso. Nel ’96 diventa amministratore delegato del Banco Ambrosiano che, dopo gli scandali e la vicenda Calvi, fonde con Cariplo. Nel ’98 è alla guida delle Poste Italiane. Sarà lo stesso Passera ad inaugurare l’era dei servizi finanziari con l’innovativo Banco Posta. Al timone di Poste il manager raggiunge il pareggio di bilancio.

Nel 2002 rientra dalla porta principale a Banca Intesa, a cui, nel 2006, annette Sanpaolo Imi. Intesa San Paolo è una sua creatura guidata anche nella crisi con circospezione e pagando dazio meno di altri, anche per l’indiscussa abilità politica con cui si muove.

Interno. Anna Maria Cancellieri, 67 anni, romana, prefetto dal 1993, ha svolto l’inncarico in città importanti quali Vicenza, Bergamo, Catania e Genova. Nel 2007 a Catania deve fronteggiare con determinazione il caso della morte dell’ispettore capo di polizia Raciti, ucciso durante gli scontri fuori dallo stadio Massimino dopo il derby tra Catania e Palermo. Una volta in pensione non smette di lavorare e nel febbraio 2010 prende in mano le redini del Comune di Bologna, commissariato dopo le dimissioni del sindaco Flavio Delbono  colpito dallo scandalo Cinzia gate. Sotto le due torri trova il modo di farsi apprezzare a tal punto da venire proposta come candidata sindaco prima dall’Udc di Casini e poi dal centrodestra bolognese, che cerca un volto nuovo per riemergere.

La Cancellieri rifiuta e il 20 ottobre 2011, diventa commissario prefettizio in nella Parma scossa dal terremoto della giunta Vignali, invischiata in ogni tipo di corruzione e scandalo. Un incarico che, però, non dura nemmeno tre settimane, la Cancellieri vola al Viminale per servire il paese.

Di lei si ricorda una gaffe clamorosa sulla presenza della mafia a Genova che la Cancellieri aveva escluso. A Catania nei suoi confronti, invece, è stata aperta una indagine per abuso di potere, relativa alla vicenda di un teatro cittadino per cui sarebbero state richieste delle consulenze gonfiate e poco utili.

Esteri. Agli Esteri va Giulio Maria Terzi di Santagata, attuale ambasciatore a Washington, costretto a giurare il giorno dopo perché ancora negli States. Terzi di Sant’Agata, nato a Bergamo, 65 anni, viene nominato ministro degli Affari Esteri del governo Monti a coronamento di una prestigiosa carriera diplomatica.

Inizia al Ministero degli Affari Esteri come responsabile al Cerimoniale della Repubblica e per le visite ufficiali all’esterodelle delegazioni del Governo Italiano all’estero. Nel 1975 diventa Primo Segretario per gli affari politici all’Ambasciata italiana a Parigi. dal 1978 fino al 1983 ha ricoperto il ruolo di Consigliere Economico e Commerciale in Canada. Console Generale a Vancouver durante l’Expo ’86, l’anno dopo torna a Roma alla Direzione Generale degli Affari Economici e, in seguito, alla Direzione Generale del Personale. Nel  periodo che va dalla riunificazione della Germania alla prima guerra del Golfo è a Bruxelles come Consigliere Politico presso la Rappresentanza d’Italia presso la NATO. Dal 1993 al 1998 è a New York presso la Rappresentanza d’Italia alle Nazioni Unite.

Al Ministero degli Esteri a Roma ha rivestito il ruolo di Vice Segretario Generale, Direttore Generale per la Cooperazione Politica Multilaterale e Diritti Umani. Ha assistito il ministro degli Esteri sui temi della sicurezza internazionale. Particolarmente degno di  nota è l’incarico di Ambasciatore italiano in Israele tra il 2002 e il 2004. Tra agosto 2008 e settembre 2009, Terzi è stato Rappresentante Permanente d’Italia alle Nazioni Unite a New York.

Il neo ministro degli Esteri era già salito agli onori della cronaca. Un paio di anni fa, infatti, la sua ex moglie ha inviato una dura lettera alla Presidenza della Repubblica e al Presidente del Consiglio sostenendo che il marito spacciava a Washington un’altra donna quale “ambasciatrice” o “moglie dell’ambasciatore”. La risposta dell’ambasciatore Terzi fu secca: causa civile contro la donna.

Giustizia. Paola Severino è il  primo ministro della Giustizia donna nella storia della Repubblica. La Severino nata a Napoli 63 anni fa, è professore dal 1987della Facoltà di Giurisprudenza dell’università LUISS “Guido Carli” di Roma, di cui è stato anche Preside dal 2002  al 2006 e di cui ora è divenuta vice Rettore. Ha lavorato con Giovanni Maria Flick, all’epoca Guardasigilli del primo governo Prodi e Presidente Emerito della Corte Costituzionale. Ha fatto parte delle commissioni ministeriali per la riforma della legislazione penale e processuale. È avvocato dal 1977 e come penalista è tra i più noti d’Italia.

Ha difeso Romano Prodi nel processo Cirio, il legale della Fininvest Giovanni Acampora nel processo IMI-SIR, Francesco Gaetano Caltagirone nell’inchiesta di Perugia su Enimont, Cesare Geronzi per il crac Cirio, l’ex segretario generale del Quirinale Gaetano Gifuni, il prefetto Vincenzo Parisi e l’Unione delle comunità ebraiche italiane nel processo Priebke. Tra i suoi assistiti figurano anche Eni e Telecom.

Dal 1997 al 2001 è stata la prima donna a ricoprire la carica di Vice-Presidente del Consiglio della Magistratura Militare. Considerata vicina all’Udc, nel 2002 è stata in lizza per il ruolo di Vice-Presidente del Consiglio superiore della magistratura, prima di ritirare la candidatura.

Ama recitare in teatro nel ruolo di avvocato e nell’estate 2003, nell’ambito del Festival dei Due Mondi di Spoleto, ha intepretato il ruolo di difensore contrapponendosi ad Antonio Di Pietro nel ruolo dell’accusa. 

Difesa. Al posto del ministro La Russa, alla Difesa arriva l’ammiraglio Giampaolo Di Paola, 67 anni, di Torre del Greco. Esempio di competenza tecnico-militare,  Di Paola è stato Capo del reparto politica militare dello stato maggiore della difesa dal 1994 al 1998, nel 1998 viene scelto come capo di gabinetto del ministro, Carlo Scognamiglio, ed è poi confermato dal successore Sergio Mattarella.

Dopo oltre trent’anni di carriera nella Marina militare, è nominato ammiraglio di squadra nel 1999.

Nominato segretario generale della difesa il 26 marzo 2001, mantiene l’incarico fino al 10 marzo 2004, quando è promosso a capo di stato maggiore della difesa.

Il 14 novembre 2007 il comitato militare della NATO (NAMILCOM), composto dai capi di stato maggiore dei ventisei Paesi dell’alleanza, lo ha eletto suo presidente, incarico effettivamente ricoperto dal 13 febbraio 2008.

Lavoro e Politiche Sociali. Elsa Fornero, 63 anni, piemontese di San Carlo Canavese, vicepresidente del Consiglio di Sorveglianza d’Intesa San Paolo e docente di Economia Politica presso la Facoltà di Economia dell’università di Torino.

È considerata una dei massimi esperti  sui temi della previdenza. Ha fondato il Cerp, Centre for Research on Pensions and Welfare Policies, di Moncalieri, uno dei maggiori centri studio sullo stato sociale in Italia e in Europa.

Ha svolto importanti ricerche sui sistemi di previdenza, assicurazioni sulla vita e risparmio delle famiglie ed è membro del Nucleo di valutazione sulla spesa previdenziale presso il ministero del Lavoro. È anche componente del Nucleo di valutazione della Spesa Previdenziale, costituito presso il Ministero del Welfare, membro del comitato editoriale della Rivista Italiana degli Economisti, editorialista de Il Sole 24 Ore e membro del CdA di Buzzi Unicem.

Salute. Renato Balduzzi, 57 anni, di Voghera, è il nuovo ministro della Salute. Balduzzi aveva già fatto parte dell’ufficio legislativo dell’ex ministro Rosi Bindi. È considerato un giurista esperto di Sanità e presidente dell’Agenas, l’agenzia per i servizi sanitari regionali. Si tratta di un ente che lavora per le Regioni, realizzando ricerche, studi e promuovendo la collaborazione di queste istituzioni con il Governo.

Balduzzi ha scritto il più importante testo sull’organizzazione sanitaria degli ultimi anni: la cosiddetta “riforma Bindi” del 1999, con cui è stata introdotta la libera professione intramoenia, cioè, svolta in strutture Asl o convenzionate a prezzi concordati con l’azienda.

Agricoltura. Mario Catania, 59 anni, di Roma, è stato nominato al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. Laureato in giurisprudenza. All’età di ventisette anni è entrato come funzionario nel Ministro dell’Agricoltura. Nel 1987 passa alla direzione della tutela economica dei prodotto agricoli, prima di vincere, l’anno seguente, il concorso per dirigente.

Prima di essere nominato ministro da Mario Monti il 16 novembre 2011 ha avuto l’incarico di capo Dipartimento delle politiche agricole e internazionali.

Ambiente. Corrado Clini, 64 anni, di Latina, prende il posto di Stefania Prestigiacomo all’Ambiente. Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli studi di Parma nel 1972, si è specializzato in Medicina del Lavoro presso l’Università degli studi di Padova nel 1975 e in Igiene e Sanità Pubblica all’Università degli studi di Ancona nel 1987.

Dal 1978 al 1990 è stato Direttore sanitario del Servizio Pubblico di Igiene e medicina del Lavoro di Porto Marghera (Venezia). Dal 1992 al 1998 è stato Professore presso l’Università degli Studi di Parma nel Dipartimento di Scienze Ambientali. Dal 1991 al 2011 è stato Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente, Inoltre dal 1991al 2000 Clini diventa Direttore Generale del Servizio Prevenzione dell’Inquinamento Atmosferico e acustico nelle industrie, e dal 2002 è Direttore Generale della Protezione Internazionale dell’Ambiente e Sviluppo Sostenibile. Dal 1993 al 1997 è membro del Consiglio di Amministrazione dell’ENEA, di cui diventa, dal 2004 al 2007,Vice Commissario.

Istruzione, Università e Ricerca. Francesco Profumo, 58 anni, nato a Savona, dal 13 agosto scorso è presidente del Consiglio nazionale delle Ricerche. Già rettore del Politecnico di Torino dal 2005 al 2011, nella scorsa primavera è stato candidato alle primarie del Pd come candidato a sindaco di Torino. A 24 anni si è laureato in ingegneria elettrotecnica presso il Politecnico di Torino. Dal 1978 al 1984, ha lavorato come ingegnere progettista per il Centro Ricerca e Sviluppo della Società Ansaldo a Genova. Nel 1984 si è trasferito al Dipartimento di Ingegneria Elettrotecnica del Politecnico di Torino, dove è stato Professore Associato fino al 1995. Nel settembre 2003, Profumo diventa Preside della facoltà di Ingegneria e nell’ottobre del 2005 ricopre l’incarico di Rettore del Politecnico di Torino.

Beni culturali. Lorenzo Ornaghi, 73 anni, di Villasanta, provincia di Monza Dal 2002 è rettore della Cattolica di Milano ed è al suo terzo mandato. Si è laureato in Scienze politiche nel ’72 all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano dove ha lavorato fino all’87 come ricercatore. Nello stesso periodo è divenuto poi professore associato presso l’Università di Teramo. Nel 1990 è tornato alla Cattolica come titolare della cattedra di Scienza politica nella facoltà di Scienze politiche e di Storia delle dottrine politiche. Negli ultimi anni Ornaghi ha scritto molti volumi e saggi su riviste italiane e internazionali approfondendo il sistema politico e le èlite dell’Italia, oltre che l’integrazione politico-istituzionale dell’Europa e la Costituzione europea. Nel 2006 ha ricevuto l’Ambrogino d’oro dal Comune di Milano. 

MINISTRI SENZA PORTAFOGLIO:

Affari europei. Enzo Moavero Milanesi, 57anni, avvocato e attualmente giudice del Tribunale di primo grado della Corte di Giustizia Ue. Moavero è una vecchia conoscenza di Monti, di cui è stato capo di gabinetto ai tempi della Commissione Ue.  Capo di gabinetto dei commissari europei Filippo Maria Pandolfi e Mario Monti a Bruxelles e consigliere a Palazzo Chigi di Amato e Ciampi nel periodo cruciale del 1992-1993. Moavero è esperto di mercato concorrenza e diritto internazionale. All’inizio della sua carriera, dopo la laurea in legge alla Sapienza nel 1977 e un tirocinio in uno studio legale di diritto internazionale è andato a studiare a Yale. Ma non solo perche Moavero si specializza al College de France di Bruges ed alla University of Texas, a Dallas. L’incontro con Monti risale al 1995 quando il commissario per il mercato interno, appena nominato, lo chiamo’ prima a capo del suo gabinetto e poi alla guida della Commissione alla concorrenza.

Sport e Turismo. A Piero Gnudi, bolognese, 73 anni, va il ruolo di ministro senza portafoglio di Turismo e Sport.

Gnudi è membro del direttivo di Confindustria, nonché del cda di Unicredit Group. Dal 2002 al 2011 è stato presidente del consiglio d’amministrazione dell’Enel. Laureato in economia e commercio, a Bologna è titolare di un importante e noto studio di commercialista. Politicamente vicino a Romano Prodi, Gnudi ha fatto parte dal 1994 del consiglio di amministrazione dell’Iri, ricoprendovi l’incarico di sovrintendere alle privatizzazioni nel ’97, presidente ed amministratore delegato nel ’99 e presidente del comitato dei liquidatori nel 2002. Nel 1995, sotto il governo Dini, altro amico e collega bolognese di area prodiana, Gnudi è stato consigliere economico dell’allora ministro dell’Industria Alberto Clò. 

Coesione territoriale. Al Ministero che fa arrabbiare Calderoli siede Fabrizio Barca, nato a Roma, 59 anni e un curriculum di studi di alto profilo internazionale. Il suo percorso inizia con la laurea in Scienze statistiche e demografiche (indirizzo economico) all’Università di Roma; master of Philosophy in Economia all’Università di Cambridge e visiting professor presso le Università Mit e Stanford. Ha insegnato nelle Università di Siena, Bocconi, Roma ‘Tor Vergata’, Modena, Urbino. È capo del dipartimento delle Politiche di Sviluppo del ministero dell’Economia e delle Finanze. Rispetto all’incarico che andrà a ricoprire, ha contribuito, dal 1998, al ministero del Tesoro, agli studi sullo sviluppo economico italiano e alla rifondazione delle politiche territoriali di sviluppo, studi in precedenza portati avanti presso la Banca d’Italia come direttore di Area. Nel 1999 è stato nominato presidente del comitato per le Politiche territoriali dell’ Ocse. Barca ha inoltre scritto numerosi saggi e volumi sull’impresa, sul governo societario, sul capitalismo italiano.

Rapporti con il Parlamento. Il Ministero che inizialmente sarebbe dovuto andare a un politico, verrà gestito da Piero Giarda, milanese, 75 anni, laureato in economia e commercio nell’Università Cattolica di Milano nel 1962, ha studiato nelle Università di Princeton e Harvard nel periodo 1965-69. È responsabile del Laboratorio di Analisi Monetaria dell’Università Cattolica. Componente del Comitato direttivo della scuola per il dottarato in Economia e finanza delle amminsitrazioni pubbliche. Ha svolto attività di consulenza alla Presidenza del Consiglio e al Ministero delle Finanze. È stato Presidente della Commissione Tecnica per la Spesa pubblica presso il Ministero del Tesoro dal 1986 al 1995. È stato Sottosegretario di Stato al Ministero del Tesoro dal 1995 al 2001. Libero docente di Scienza delle finanze e diritto finanziario nel 1970. Ha insegnato all’Università Cattolica dal 1968 fino al 1976 in qualità di professore incaricato; dal 1976 al 2001 in qualità di professore ordinario di Scienza delle finanze. Ha insegnato anche alla Università degli Studi della Calabria dal 1972 al 1975 e all’Università di Harvard nel 1970.

 Cooperazione internazionale. Andrea Riccardi, nato a Roma il 16 gennaio del 1950, è ordinario di Storia contemporanea all’Università degli Studi Roma Tre, noto come studioso della Chiesa in età moderna e contemporanea. Soprattutto, però, Riccardi è conosciuto per essere il fondatore della Comunità di Sant’Egidio: il 7 febbraio del 1968, ancora studente, Riccardi si riunì per la prima volta con un gruppo di liceali, nell’Oratorio della Chiesa Nuova, il santuario di san Filippo Neri. Da quel primo incontro nascerà appunto la Comunità di Sant’Egidio che nel settembre 1973 stabilì il proprio centro in Piazza Sant’Egidio, a Roma, in un ex convento di monache carmelitane. Con la Comunità Riccardi ha concretizzato un forte impegno per la pace che lo ha visto nel ruolo di mediatore in diversi conflitti e ha contribuito al raggiungimento della pace in alcuni Paesi, tra cui il Mozambico, il Guatemala, la Costa d’Avorio.

Sottosegretario della Presidenza del Consiglio. Antonio Catricalà, nato a Catanzaro, 59 anni, fino ad oggi Presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, ruolo ricoperto dal 9 marzo 2005. Catricalà torna a Palazzo Chigi dove è già stato segretario generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Il suo incarico all’Antitrust sarebbe terminato a marzo 2012. La sua lunga carriera di magistrato e giurista, inizia con la laurea raggiunta a ventidue anni 110 e lode in legge a Roma. A seguito di concorso viene nominato, assistente di Pietro Rescigno (professore “storico” de La Sapienza – Facoltà di Giurisprudenza), di cui era stato studente. Studia economia, sociologia, storia e scienza dell’amministrazione presso l’Istituto Luigi Sturzo di Roma, allievo di Federico Caffè. A ventiquattro anni vince il concorso in magistratura ordinaria e supera l’esame di abilitazione all’esercizio della professione forense. Ha vinto i concorsi per procuratore dello Stato e, a ventisette anni, per avvocato dello Stato. Dal 2006 è Presidente di sezione del Consiglio di Stato in posizione di fuori ruolo. Presidente e componente di collegi amministrativi, ha collaborato con l’Ufficio legislativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è stato Capo di Gabinetto e consigliere giuridico nei Ministeri. È stato segretario generale dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.

Comments

  1. Petrusromanus

    c’è chi ne parla male come vendola c’è chi ne parla bene come casini chi dice chè è una bella squadra come bertone chi diffida come la lega
    cosa dire questo governo lo possiamo descrivere come descrive l’Italia la scritta sul colosseo quadrato all’eur un paese di santi e navigatori UN GOVERNO DI SANTI,AMMIRAGLI ,PREFETTI ,RETTORI