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Diritto di critica | September 21, 2019

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#qualefuturo, Monti pensa alla Giustizia: riorganizzazione di Tribunali e Giudici di Pace - Diritto di critica

#qualefuturo, Monti pensa alla Giustizia: riorganizzazione di Tribunali e Giudici di Pace

Tra i primi provvedimenti del governo Monti, la riorganizzazione della giustizia. Ad essere ridisegnato, infatti, fin da subito potrebbe essere l’organico dei giudici di pace. E il taglio sarebbe già pronto, dovrebbe riguardare circa 670 sedi su 846, riportando nella disponibilità del Ministero almeno 2.141 unità del personale amministrativo, “per decreto”. E proprio oggi inizia lo sciopero di dieci giorni – dal 21 novembre al 2 dicembre – il massimo consentito dal codice di autoregolamentazione, proclamato dall’Unione dei giudici di pace contro “la situazione di precarietà” della categoria e “le gravissime disfunzioni” dei loro uffici che porteranno “nei prossimi mesi alla completa paralisi”. Un sistema, dunque, che deve essere ridisegnato e riorganizzato.

Un secondo provvedimento che potrebbe vedere la luce in febbraio, invece, dovrebbe riguardare i Tribunali, le sedi distaccate e le Procure, 772 in tutto. In questo caso il recupero delle unità salirebbe a 5.901. C’è poi il versante magistrati: all’appello ne mancano 1.200, la riorganizzazione del personale pensata dai tecnici di Monti permetterebbe di reintegrarne almeno 958, tra giudici e pubblici ministeri, circa il 9,5% del totale in servizio.

Solo a Roma, denunciava nel luglio scorso il presidente del Tribunale, Paolo De Fiore, mancano una trentina di magistrati. Mentre all’apertura dell’anno giudiziario, il presidente della Corte d’Appello di Firenze sottolineava come nel distretto mancassero in organico 82 giudici. Nel dettaglio, il 18,3% dei magistrati previsti dalle piante organiche, 48 giudici presso i tribunali e 17 nelle procure. Un ammanco che si riflette inevitabilmente sull’andamento dei processi e sui tempi per raggiungere una sentenza.

Il governo Monti, dunque, darà immediata attuazione a quelle riforme tanto sbandierate dai precedenti governi ma mai attuate: riducendo le sedi operative, si recupererà personale e si taglierannoi costi: 70-80 milioni di euro risparmiati.

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