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Diritto di critica | August 2, 2020

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''Emergenza nomadi'', per il Consiglio di Stato è illegittima - Diritto di critica

”Emergenza nomadi”, per il Consiglio di Stato è illegittima

Illegittimo: così il Consiglio di Stato, con una sentenza resa pubblica il 18 novembre scorso, ha definito lo stato di emergenza dichiarato  nel 2008 per fronteggiare le problematiche relative agli insediamenti Rom e Sinti sul territorio italiano.

EMERGENZA NOMADI. Con la dichiarazione dello stato di emergenza «in relazione agli insediamenti di comunità nomadi»  – avvenuta il 21 maggio 2008 da parte dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi –  erano state emesse alcune ordinanze attuative con le quali i prefetti di Roma, Napoli, Milano, Torino e Venezia erano stati nominati «commissari delegati per la realizzazione di tutti gli interventi necessari al superamento dello stato di emergenza» nelle regioni di Lazio, Campania, Lombardia, Piemonte e Veneto. Un esempio seguito poi direttamente dalla stessa città di Roma, dove nel 2009 il prefetto-commissario Giuseppe Pecoraro aveva dapprima firmato il regolamento per la gestione dei villaggi attrezzati per le comunità nomadi nella regione Lazio e successivamente presentato con il Comune di Roma il cosiddetto “Piano Nomadi”, che aveva raccolto le aspre critiche di diverse associazioni quali Opera Nomadi, Amnesty International e Associazione 21 Luglio. Secondo tali organizzazioni, infatti, il “Piano Nomadi” metteva in atto misure discriminatorie e lesive della dignità delle comunità Rom e Sinti: particolarmente sotto accusa erano stati ad esempio gli sgomberi forzati degli insediamenti abusivi, diventati « molto frequenti ed eseguiti con sempre maggiore impunità», come ha più volte denunciato Amnesty International. L’ultimo episodio posto invece sotto i riflettori da Associazione 21 Luglio era stata la costruzione nella capitale di un nuovo campo in località La Barbuta, giudicata dall’organizzazione non adatta all’insediamento umano.

LA SENTENZA. La sentenza n. 6050 del Consiglio di Stato – datata 16 novembre 2011 – giunge invece a stabilire «l’illegittimità del decreto del presidente del Consiglio dei Ministri del 21 maggio 2008», rendendo di fatto nulle le precedenti ordinanze di nomina dei commissari straordinari per l’emergenza e di tutti i successivi atti commissariali in quanto adottati in carenza di potere. Alla base della sentenza ci sarebbe stata principalmente la mancanza di precisi dati fattuali che potessero confermare l’esistenza di un nesso tra la presenza di insediamenti Rom e Sinti sul territorio e i disturbi alla sicurezza ed alla quiete pubblica, ma anche il difetto riscontrato nell’istruttoria e nella motivazione retrostanti alla dichiarazione dello stato di emergenza. Secondo Associazione 21 Luglio, inoltre, il consiglio di Stato ha con la sentenza confermato l’illegittimità «delle procedure di identificazione e censimento che le autorità romane stanno svolgendo all’interno dei campi formali e informali della Capitale, della norma che istituisce il presidio di vigilanza all’interno dei sette “villaggi attrezzati” presenti a Roma, dell’obbligo per i rom di sottoscrivere una dichiarazione di impegno al rispetto delle norme interne di disciplina per risiedere all’interno degli stessi villaggi e dell’uso del DAST», la tessera che consente di accedervi e risiedervi.

ROM E SINTI IN ITALIA. Secondo l’indagine conoscitiva sulla condizione di Rom e Sinti in Italia promossa dalla Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani a partire dall’ottobre 2009, nel nostro Paese vivrebbero all’incirca 150.000 persone di etnia Sinti o Rom (pari allo 0,2% della popolazione, uno dei tassi più bassi d’Europa), la metà dei quali avrebbero cittadinanza italiana: 40.000 sarebbero le persone di queste etnie che vivono attualmente nei campi, spesso abusivi o provvisori. Erano state proprio le problematiche nate attorno alla “questione campi” a giustificare la dichiarazione di uno stato d’emergenza per risolvere la situazione.

La sentenza del Consiglio di Stato è quindi letta come «una vittoria per i diritti umani – ha commentato il presidente di Associazione 21 Luglio Carlo Stasolla -, una svolta che inciderà profondamente nelle politiche sociali in favore delle comunità rom e sinte a Roma».  Una posizione che ricalca anche quella della direttrice del Programma Europa e Asia Centrale di Amnesty International, Nicola Duckworth: «Porre fine all’”emergenza nomadi” è un passo nella giusta direzione: era illegittima e non sarebbe dovuta mai essere stata dichiarata. Il governo italiano ha ora la responsabilità di fornire rimedi effettivi a tutte le famiglie rom che hanno subito sgomberi forzati e altre gravi violazioni dei diritti umani durante ‘l’emergenza nomadi”. Questa di sicuro non è la fine della storia, ma può essere un nuovo inizio».

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