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Diritto di critica | December 11, 2018

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La Lega contro Monti, ma la base non la segue - Diritto di critica

La Lega contro Monti, ma la base non la segue

Andare all’opposizione per recuperare un po’ di voti. E forse oltre al consenso, la Lega ha bisogno di recuperare unità interna. Così si va contro Monti a testa bassa. “Sanno solo aumentare le tasse” dichiarava domenica l’ex ministro dell’Interno Roberto Maroni. “La Lega non farà sconti”. Eppure è stato proprio il governo Berlusconi, sostenuto dalla Lega ad aver raggiunto il record di tassazione.

Incoerenti, per tornare a vincere. In politica la coerenza è una virtù che pochi conoscono. Anche perché gli elettori tendono a dimenticare rapidamente. Così, se è vero che la Lega è pienamente responsabile della situazione economica attuale avendo governato a fianco di Silvio Berlusconi dal per dieci anni quasi ininterrotti, oggi è pronta a rimangiarsi tutto, “per il popolo del nord”.

Ma i padani con chi stanno? Forse nel Carroccio hanno sbagliato i conti. E dopo aver mandato sul lastrico imprenditori del nord a causa di una politica industriale inesistente (l’unica soluzione per i leghisti è chiudere le frontiere), oggi gli stessi industriali padani mollano il “Sole delle Alpi” per Mario Monti.

I piccoli industriali veneti abbandonano il Carroccio. “A nome di Confindustria Veneto e di tutti gli imprenditori del Veneto, formulo al Presidente del Consiglio Prof. Mario Monti e alla sua squadra di governo i più sinceri e migliori auguri di buon lavoro e di buona fortuna in una fase di eccezionale gravità”, interviene così in una nota il presidente di Confindustria Veneto, Andrea Tomat. “Non c’è più tempo da perdere. Confido che la capacità, l’autorevolezza e il senso di responsabilità di tutto l’esecutivo, abbiano tutto il coraggio e la saggezza che servono, sappiano trovare le soluzioni più adeguate per portare l’Italia fuori da una crisi che non sta risparmiando nessun paese europeo. Siamo pronti a collaborare, anche con ulteriori sacrifici – conclude Tomat – purché vengano liberate risorse per sostenere la crescita, l’occupazione, gli investimenti in ricerca e sviluppo”, conclude Tomat.

La base con Monti, il partito contro. Parole che pesano come macigni sul partito che ha sempre preteso di rappresentare la pancia del nord più profondo, fatto di piccoli imprenditori e operai. Per anni la Lega ha indicato il federalismo come la soluzione di tutti i mali. Ma al governo non sono riusciti a portarlo a compimento. Non solo: il Carroccio ha portato avanti politiche economiche orientate alla conservazione. E la stessa difesa a spada tratta delle pensioni di anzianità non è stata ben vista da una parte della propria base. Lo stesso Giancarlo Gentilini ex sindaco-sceriffo di Treviso critica la Lega che è tornata all’opposizione dopo “tre anni inutili in cui non è stato fatto niente” e augura buon lavoro al professore di Varese. Ora c’è Monti e piace al 73,8% dell’elettorato leghista. Non è bastato accusarlo di voler creare il partito anti-nord. Ed ora la dirigenza rischia di trovarsi la base contro.Forse il grande inganno è stato ormai scoperto e non basta ora giocare agli “indignati” dai banchi dell’opposizione.