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Diritto di critica | June 19, 2019

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Gli omicidi di Ostia e l'ombra della Banda della Magliana - Diritto di critica

Gli omicidi di Ostia e l’ombra della Banda della Magliana

«La lotta alla criminalità sarà una delle priorità che il mio ministero affronterà». Ieri non ha fatto in tempo a dirlo, il neoministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, che nel quartiere romano di Ostia due pregiudicati sono stati uccisi in pieno giorno a colpi di pistola. E la Capitale assomiglia sempre più ad un far west: 29 morti in meno di undici mesi.

Erano le cinque del pomeriggio quando Giovanni Galleoni, 40 anni, e Franco Antonini di 51 – meglio noti come Baficchio e Sorcanera – entrambi pregiudicati, esponenti della cosiddetta Banda di Ostia e legati in passato alla Banda della Magliana e in particolare a Paolo Frau – detto “Paoletto” – a sua volta ucciso a Ostia nel 2002.

Braccio destro del boss della BdM, Renatino De Pedis, Paolo Frau era stato coinvolto anche nel processo per l’assassinio di Mino Pecorelli, il giornalista ucciso nel marzo del 1979. A fare il suo nome fu Antonio Mancini, altro elemento di spicco della banda della Magliana. Da quella deposizione erano emersi nuovi particolari sull’intreccio tra criminalità organizzata e alcuni esponenti del sistema politico italiano. Nel 1984, fu condannato a oltre dieci anni di carcere. Prima di cadere sotto i colpi dei suoi killer, si era rifugiato ad Ostia, dove gestiva una piccola impresa di parcheggiatori davanti al cinema Cineland, nel centro della cittadina sul litorale laziale. Pochi ricordavano che vent’anni prima aveva portato un killer come Danilo Abbruciati nella banda della Magliana. Proprio quell’Abbruciati che diventò l’anello di collegamento nella banda tra mafie, eversione e colletti bianchi. Dopo di lui, a cadere sotto i colpi dei sicari fu, nel 2009, Emidio Salomone, classe 1954, crivellato da nove colpi di pistola ad Acilia. Anche nell’omicidio Salomone chi sparò lo fece senza preoccuparsi di esser visto o identificato: erano le 19,30, in via Cesare Maccari.

E nei recenti fatti di sangue a Roma torna, sottotraccia, il legame con quella Banda della Magliana chiamata in causa – anche se in modo marginale e per motivi storici legati ai familiari della vittima – nella morte di Flavio Simmi, gioielliere e titolare di un Compro Oro, freddato il 5 luglio scorso nel quartiere Prati mentre era in macchina.

Il duplice omicidio di Ostia, infine, segue di pochi giorni l’agguato contro Paolo Marcoccia, 48 anni, ferito all’addome da alcuni colpi d’arma da fuoco a piazza Nicosia, nel centro di Roma, all’angolo con Via di Ripetta. Anche lui pregiudicato per scommesse clandestine, traffico di stupefacenti, rapina e associazione a delinquere.

 

 

Comments

  1. Giusto

    La ” banda della magliana ” rischia di diventare una specie di copyright inclusivo di troppi fenomeni e quindi, alla fine, un elemento di confusione; la criminalità a Roma, oggi, è forse diversa e non sarà facile capire quali sono i canali che la alimentano.