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Diritto di critica | October 29, 2020

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Doppi incarichi, dal 2013 si cambia. Forse - Diritto di critica

Doppi incarichi, dal 2013 si cambia. Forse

Scritto per noi da Francesco Formisano

Uno, due, tre incarichi. Così i politici spesso accumulano più cariche e soprattutto più stipendi. Nell’ultimo mese la Suprema Corte si è occupata diverse volte di questo argomento molto sensibile per la maggioranza degli italiani e soprattutto degli “indignati”. La sentenza 277 del 21 ottobre scorso, ha stabilito l’incompatibilità tra la carica di parlamentare e quella di Sindaco di un Comune oltre i 20mila abitanti.

Un ricorso alla Consulta. A sollevare questa questione dinanzi la Consulta è stato il Tribunale civile di Catania su ricorso di Salvatore Battaglia, nei confronti del sindaco di Catania Raffaele Stancanelli. Quest’ultimo è stato eletto sindaco di Catania, due mesi dopo la nomina a parlamentare del Pdl, ed ha recentemente provveduto a lasciare Palazzo Madama dopo la decisione della Corte, la quale ha, inoltre, nella medesima sentenza, ha ricordato che anche nell’ultima manovra finanziaria di agosto (D.L. 138/2011 conv. in L. 148/2011) è stata introdotta una norma che stabiliva l’incompatibilità tra la carica di parlamentare e Sindaco di un Comune con più di 5mila abitanti o di Presidente di Provincia. Ma l’articolo 13 recita: “Tale incompatibilità si applica a decorrere dalla prima legislatura successiva alla data di entrata in vigore del presente decreto”. In pratica, la norma si applicherà dopo le nuove elezioni politiche.

Si cambia, ma dal 2013. Ebbene, sono oltre 100 i deputati che ricoprendo più cariche pubbliche, saranno chiamati ad una scelta tra lo scranno parlamentare e quello locale. La classifica speciale la guida la Lega, che su 86 esponenti parlamentari ben 38 hanno un incarico anche negli enti locali(42%). Poi c’è l’Udc con il 17,6% dei senatori e deputati ad essere impegnati su più fronti. A seguire Pdl(12,1%), Pd(6%) e Idv (5%). C’è anche chi, però, ha mostrato un minimo di buonsenso optando volontariamente di lasciare il Senato da subito. A questo proposito si registrano le dimissioni di Leopoldo Di Girolamo, che nel 2009 si è dimesso da senatore per fare il sindaco a tempo pieno di Terni, e recentemente di Piero Fassino, che eletto sindaco di Torino, ha lasciato la poltrona di senatore seppur con qualche ritardo rispetto agli annunci fatti in campagna elettorale.

I doppi incarichi siciliani. La Consulta, con la sentenza 294/2011 del 9 novembre, ha bocciato, inoltre, il doppio incarico di deputati regionali siciliani che ricoprono anche il ruolo di presidenti o assessori provinciali, dichiarando l’illegittimità costituzionale della legge della Regione siciliana 20 marzo 1951, n. 29 (Elezione dei Deputati all’Assemblea regionale siciliana), nella parte in cui non prevede l’incompatibilità tra l’ufficio di deputato regionale e la sopravvenuta carica di presidente e assessore di una Provincia regionale. I Giudici della Corte, hanno sancito che “il cumulo tra la carica elettiva regionale e quella locale incide negativamente sia sulla imparzialità, in quanto può determinare una interferenza tra le funzioni legislative e politiche dell’Assemblea regionale e le funzioni amministrative dell’ente locale compreso nel territorio regionale, sia sul buon andamento, per il pregiudizio che il contemporaneo esercizio di tali funzioni arreca al funzionamento degli organi dei quali l’eletto è parte”.

Record di doppi incarichi in Campania. Il cumulare cariche è una moda soprattutto campana, dove su 5 presidenti della provincia, ben 3 amministratori sono presenti anche in Senato (tra i più assenti) tutti nelle fila del Pdl; Luigi Cesaro, presidente della Provincia di Napoli, Edmondo Cirielli, presidente provinciale di Salerno e Cosimo Sibilia, presidente della Provincia di Avellino. Ricordando che anche il sindaco di Afragola (Na), comune di 63mila abitanti, Vincenzo Nespoli, sarà chiamato ad optare tra il ruolo di sindaco e parlamentare, merita attenzione un altro caso che non viene sempre denunciato sui media nazionali, ovvero quello relativo a Giovanni Romano che è contemporaneamente presidente del consorzio dell’aeroporto Salerno-Costa D’Amalfi, oltre che assessore regionale all’Ambiente e sindaco di Mercato San Severino (comune salernitano con oltre 20mila abitanti). Un politico impegnato su più fronti difficilmente riesce ad adempiere bene ai suoi doveri ed il sindaco-assessore Romano a questo riguardo fornisce un esempio lampante. Da assessore regionale si trova ad affrontare spesso situazioni complicate dalle quali non riesce a venire a capo, come l’assenza totale di qualsiasi impianto di compostaggio per lo smistamento dei rifiuti(ma è favorevole all’apertura di una discarica nel Parco del Cilento), e la Gesema, società mista del comune di San Severino che si occupa della raccolta differenziata sul territorio, che ha un debito che ammonta ad oltre 15 milioni di euro. Poi c’è il problema dell’aereoporto di Salerno: inaugurato tre volte, “stenta a decollare”.

Comments

  1. michele

    La questione riguarda anche i piccoli comuni? Per es. Sindaco – Medico.
    Saluti