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Diritto di critica | September 23, 2020

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Una mezzanotte tutta parigina, l'ultimo capolavoro di Allen - Diritto di critica

Una mezzanotte tutta parigina, l’ultimo capolavoro di Allen

Sembra un acquerello Midnight in Paris, scritto e diretto da Woody Allen, l’ultima fatica del geniale regista newyorkese. Un tòcco leggero e aggraziato per una commedia romantica ambientata nella capitale francese, la città che da sola vale un set, tra i più belli del mondo. La sequenza iniziale degli scorci più suggestivi di Parigi, sulle note di Si tu vois ma mère di Sidney Bechet, vale il film e riporta subito alla mente l’ouverture di Manhattan.

Gil (Owen Wilson) e Inez (Rachel McAdams) sono una coppia prossima alle nozze in visita a Parigi, insieme ai genitori di lei in città per affari : benestanti e conservatori, non condividono la scelta della figlia, perchè Gil è uno sceneggiatore di Hollywood un po’ sognatore e un po’ svagato, con ambizioni letterarie dai tempi del college – è alle prese infatti con la stesura del suo primo romanzo – ; ma soprattutto non è un semplice turista, ma un americano letteralmente innamorato di Parigi a differenza dei Inez e dei suoi futuri suoceri. “A Parigi bisogna camminare sotto la pioggia, è ancora più bella”, sostiene Gil insistentemente: e nel film c’è tutta la sontuosità di una città magica, ricca di storia, famosa in tutto il mondo per le sue stradine, i boulevard, i magnifici giardini, i viali maestosi, oltre ai leggendari cafè e bistrot. “Volevo raccontare la mia personale visione di Parigi” ha dichiarato il regista “era questo il mio desiderio: mostrare agli spettatori gli scorci che io amo, i sentimenti che provo per lei”. Gil/Owen rimpiange di non essere rimasto a vivere nella città delle luci, all’ombra della Tour Eiffel quando da giovane se n’era irrimediabilmente innamorato, proprio come Allen, che nella capitale francese era stato ai tempi di Hello Pussycat (1965), rimanendone abbagliato, e tornandoci per girare alcune sequenze di Tutti Dicono I Love You (1996). “Non ebbi il coraggio di restare da giovane, e me ne pento. Amo immensamente New York, è la città dove sono nato e cresciuto, ma… subito dopo New York, c’è Parigi, per me”.

L’essere a Parigi risveglia in Gil le vecchie e mai sopite ambizioni letterarie. Comincia così un viaggio – realtà o fantasia? – all’interno di se’, per ritrovarsi. Gira per la città, ne assapora i luoghi e la magia: e all’improvviso, una notte scintillante, allo scoccare della mezzanotte… si immerge nella Parigi degli anni Venti, nel suo fervore culturale brulicante di vita e talenti autentici “la mia età d’oro”, dice sempre agognando un tempo diverso dal suo, così caotico e veloce; Gil è un nostalgico, rispetto alla vita che non ha fatto e alle scelte che non ha compiuto, e Parigi è un’occasione per riscattarsi. Owen Wilson è l’eroe impacciato e buffo di una commedia stravagante, sospesa tra presente – c’è la prèmiere dame Carla Bruni impegnata in un piccolo ruolo del film – e passato, reso dalle ricostruzioni impeccabili di luoghi e costumi della Paris d’inizio secolo. “L’ho scelto perchè è un attore dotato di un talento naturale” ha spiegato il regista di Io e Annie e altre indimenticabili pellicole, “è un eroe popolare, un ragazzone del Texas biondo, capace di un umorismo così diverso dal mio che mi ha conquistato”.

La fantasia di Gil lo porta a popolare la ‘sua’ Parigi, dei suoi miti letterari e artistici: ed ecco sfilare nel film un formidabile gruppo di attori impegnato in ruoli secondari, tra i quali spiccano star del calibro di Adrien Brody (che interpreta uno straordinario Salvador Dalì), Kathy Bates (una formidabile Gertrude Stein), oltre ad un’attrice amatissima in Francia come Marion Cotillard (premio Oscar per La Vie En Rose) nel ruolo di Adriana, una bellissima aspirante stilista che è l’amante e la mus ispiratrice di una serie di artisti famosi dell’epoca, a partire da Pablo Picasso. Anche Gil s’invaghirà della giovane donna “anche lei in cerca di se stessa”, racconta la Cotillard che le ha dato il volto. Un ruolo che le calza a pennello – “ha un viso pieno di fascino ed intrigante che non mi stancavo di guardare”, ha confidato il regista – , che ammira gli scritti di Gil e ‘sente’ come lui di appartenere ad un’altra epoca (la Parigi della Belle Epoque). Due sognatori, due anime gemelle. Un amore che si snoda tra le passeggiate lungo la Senna, le note di Cole Porter, il jazz trascinante di quegli anni dorati, affiancati da personaggi come Hemingway, Francis Scott Fitzgerald e molti altri.

La Parigi sonnolenta e umida degli anni Venti, culla di scrittori e artisti che nei suoi merletti di viuzze si perdevano, rivive in Midnight in Paris con tenerezza, umorismo, intelligenza e nostalgia. Una carezza, una favola per sognatori incantati dai luoghi preferiti di Allen: la libreria Shakespeare&Co, il Museo dell’Orangerie (dove sono esposte le famose Ninfee di Monet), il Museo Rodin, il mercato delle pulci Paul Bert, Rue Montagne, St.Genevieve (dove Gil va puntuale a mezzanotte, moderna Cenerentola al maschile), senza dimenticare Notre Dame, la Tour Eiffel, Versailles e la sua Galleria degli Specchi, il Moulin Rouge e MontMartre, Place Vendome e gli Champs Elysees. Ma soprattutto le incredibili luci della città, i ponti lungo la Senna, le bancarelle dei libri, i ristoranti e i caffè pieni di storia e fascino evocativo.

Incredibile la colonna sonora, una commedia anche tutta da assaporare con l’ascolto, oltre che dalle immagini di una splendente Parigi. Midnight in Paris uscirà nelle sale italiane il prossimo 2 dicembre distribuito da Medusa.

Comments

  1. Silvanaprudente

    come si chiama quel posto dove monet dipingeva le sue ninfee?