Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | August 19, 2019

Scroll to top

Top

Sky rinuncia al digitale terrestre: "Queste regole favoriscono le tv di Berlusconi" - Diritto di critica

Sky rinuncia al digitale terrestre: “Queste regole favoriscono le tv di Berlusconi”

Doveva essere la svolta nel settore radio-televisivo italiano. Avrebbe potuto spezzare il duopolio Rai-Mediaset una volta per tutte. Invece Sky non andrà sul digitale terrestre. Dopo un lungo tira e molla con il vecchio governo Berlusconi, la tv satellitare ha deciso di ritirare la propria domanda di partecipazione al beauty contest, il “concorso di bellezza” con il quale il ministero dello Sviluppo assegnerà nuove frequenze televisive gratuite per il digitale terrestre.

Sky rinuncia al digitale terrestre: “regole che favoriscono Mediaset”. La decisione arriva dopo duri scontri con l’esecutivo precedente che ha cercato sempre di ritardare l’ingresso di Sky sulle frequenze del digitale terrestre e dopo vari interventi della Commissione europea. “La lunghezza dei tempi, ad oggi ancora indeterminati, che hanno caratterizzato lo svolgimento di questa gara – spiega la dirigenza di Sky Italia in una nota – e che impatteranno inevitabilmente sull’assegnazione delle frequenze, sono però diventati del tutto incompatibili con l’esigenza di pianificare con certezza gli investimenti che sarebbero necessari nel caso di un’ipotetica assegnazione”. Insomma, per Sky ancora una volta la colpa è del governo precedente. Infatti, questa indeterminatezza dei tempi si aggiungerebbe ad un bando che conterrebbe, secondo Sky, “elementi discutibili, legati all’adozione di un disciplinare di gara con regole che oggettivamente favoriscono operatori già attivi sul mercato”, come la Rai e soprattutto Mediaset. “Va ricordato che proprio tali regole – prosegue la nota – hanno portato alcuni partecipanti alla gara, tra cui la stessa Sky, a presentare ricorsi all‘autorità competente, ricorsi che potrebbero moltiplicarsi una volta annunciate le assegnazioni delle frequenze”.

Una lunga battaglia contro il governo italiano. La partecipazione di Sky al beauty contest era stata autorizzata dalla Commissione europea nel luglio 2010 contro il parere del governo Berlusconi. In quell’occasione e nell’ottica di ampliare la concorrenza e l’offerta televisiva italiana, Bruxelles sottolineava il fatto che Sky “ha contribuito allo sviluppo della concorrenza nel mercato televisivo italiano e la sua partecipazione alla gara per l’assegnazione delle frequenze sul DTT comporterebbe un’ulteriore apertura del mercato”. La partecipazione della piattaforma di Murduch era stata osteggiata per mesi dall’allora ministro allo Sviluppo economico, Paolo Romani che aveva chiesto una serie di pareri al Consiglio di Stato. Il primo riguardava la legittimità della partecipazione di Sky alla gara; la seconda sulla reciprocità nei confronti di società estere (dimenticandosi che Sky Italia è un’azienda italiana a tutti gli effetti pur essendo controllata al 100% da Newscorp).

Verso la tv via cavo? Ora che la prospettiva di un ingresso nel digitale terrestre si sta allontanando la dirigenza Sky sta guardando ad altri mercati. Si parla di tv via cavo attraverso la fibra ottica. E la partnership di Fastweb, finora esclusivamente commerciale, potrebbe divenire qualcosa di più.

Comments

  1. Mogol_gr

    Con la crisi é più un Ugly Contest.