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Diritto di critica | March 1, 2021

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Consumatori, il tandem Berlusconi-Monti costa 3.200 euro l'anno - Diritto di critica

Consumatori, il tandem Berlusconi-Monti costa 3.200 euro l’anno

Cos’hanno in comune Monti e Berlusconi? Entrambi costano al consumatore oltre mille euro l’anno in nuove tasse. Il Cav promise tagli al fisco e costò quasi 2000 euro in più all’anno alle famiglie italiane, specie negli ultimi mesi: SuperMario non nasconde i sacrifici, e bussa alle porte degli italiani chiedendo 1.173 euro a nucleo. Ecco i dati della più improbabile, eppur vera, accoppiata della politica italiana.

E’ salita la benzina, con le accise di agosto: l’iva è aumentata al 21%, si prepara a crescere ancora, ricadendo a pioggia su tutti i beni di prima necessità. Le nuove tasse, in particolare sulla casa e sui patrimoni, ci mettono il carico sopra. A conti fatti, l’esecutivo di Silvio Berlusconi e quello di Mario Monti costano all’italiano medio 3.204 euro ogni anno, e la stima potrebbe peggiorare nel prossimo futuro. Lo calcolano le associazioni dei consumatori Adusbef e Federconsumatori, valutando le prospettive economiche di una famiglia “standard” composta da madre, padre e 1 figlio, reddito netto totale di 32mila euro annui e 50mila euro in banca. Dal 2014, le famiglie italiane dovranno rinunciare ad un decimo del proprio reddito per pagare le nuove tasse, dirette e indirette, decise dai due governi.

Più modesta l’Associazione Artigiani Piccole Imprese, che dal centro studi di Mestre calcola in 635 euro annui la tassa Monti. Ma nei suoi calcoli la Cgia ritiene di non dover tener conto dei 10 miliardi previsti in manovra e destinati al sostegno delle imprese, nè dei 4 miliardi di risorse che dovrebbero evitare il taglio delle agevolazioni nel 2012.

La disparità tra i due metodi di calcolo è notevole: secondo la Cgia il costo della manovra sulle famiglie è pari a 16 miliardi in tutto, per Federconsumatori e Adusbef siamo ben oltre i 30 miliardi. Nel complesso, le due associazioni dei consumatori calcolano che l’insieme delle “stangate” estive e autunnali determineranno nel 2014 un calo di capacità di spesa del 7,7% annuo: ovvero meno consumi, specie per il ceto medio-basso ormai molto vicino ai livelli dei Paesi dell’Est Europeo ante 1989.

Usare la macchina, avere una casa di proprietà, e qualche risparmio in banca sta diventando un lusso che si paga caro. Secondo le organizzazioni dei consumatori, la manovra ha completamente ignorato gli interventi a sostegno del potere di acquisto delle famiglie con redditi medio-bassi (attraverso politiche fiscali e sostegni sociali), con l’effetto di accentuare la recessione economica e le disuguaglianze nella distribuzione della ricchezza. Diseguaglianze che, come ha recentemente osservato l’OCSE, hanno raggiunto livelli esorbitanti: il 10% più ricco della popolazione guadagna in media 10 volte in più del 10% più povero, e l’1% più ricco possiede il 10% della ricchezza nazionale.

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