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Diritto di critica | September 20, 2020

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L'Ici e il Vaticano, un po' di chiarezza - Diritto di critica

L’Ici e il Vaticano, un po’ di chiarezza

Per fare informazione in modo completo bisogna partire da un dato che molti dimenticano: la Chiesa paga già l’Ici su molte strutture con finalità commerciali. Ma è altrettanto necessario aggiungere che – ad oggi – il patrimonio della Chiesa è talmente ampio che non si sa se la tassa sugli immobili venga davvero pagata dal Vaticano e in quale misura. Gli edifici adibiti a culto o ad attività di solidarietà, invece, non pagano l’Ici. E insieme alla Chiesa non pagano la tassa le Onlus e organizzazioni come Emergency o Medici Senza Frontiere. Tant’è che se una parrocchia possiede una pensione o una libreria, paga l’Ici come tutti gli altri. Il resto è populismo sciatto.

Per le organizzazioni non governative (Ong), però, il patrimonio è facilmente individuabile. Nel caso del Vaticano, invece, ci si aggira sull’accidentato terreno delle stime, un paradosso se si pensa che l’esenzione (come abbiamo detto non totale) per la Chiesa esiste da anni. «Credo – ha detto ieri il ministro Andrea Riccardi intervistato da Lucia Annunziata su Raitre – che le attività di culto, culturali della Chiesa siano una ricchezza per il Paese e quindi l’Ici-l’Imu non va pagata. Per quelle che possono essere le attività commerciali gestite dalla Chiesa, dai religiosi, dalle associazioni cattoliche vigilino i Comuni o chi è preposto a questo per vedere se l’imposta viene pagata e intervenga. Inutile fare una grande battaglia. Si tirino fuori i casi, si valuti caso per caso e si intervenga: se c’è stata mala fede – ha concluso Riccardi – si prendano le misure necessarie». Ed è quel “si tirino fuori i casi” che rende l’idea dell’immobilismo in cui si è vissuto fino ad oggi.

L’Anci, ad esempio, ha valutato in 700 milioni di euro gli incassi mancati relativi all’Ici per i beni di proprietà della Chiesa, mentre per i Radicali la cifra salirebbe addirittura a tre miliardi di euro. Un patrimonio immobiliare – quello che fa capo al Vaticano e alle congregazioni – che non diminuisce ma aumenta in modo costante: solo nella Capitale ogni anno sono almeno 10mila i testamenti a favore del clero. Mettere mano al catasto clericale, dunque, non è semplice. Non tutto è riconducibile ad un unico ente, dato che parte dei beni sono di proprietà delle Congregazioni che li ricevono direttamente dai cittadini.

Prima di sparare ad alzo zero in modo populistico e ottuso, sbandierando lo slogan “la Chiesa paghi l’Ici“, inoltre, ci si dovrebbe ricordare delle attività socioassistenziali portate avanti dal Vaticano in via del tutto gratuita e che quasi sempre suppliscono un sistema di accoglienza di poveri e migranti del tutto assente a livello cittadino e comunale. La mensa dei poveri, ad esempio, è un’attività fondamentale per sostenere italiani e stranieri che vivono in povertà e della quale molti puntadito nostrani si dimenticano quando strillano “la Chiesa paghi l’Ici”.

Non ci si dimentichi, infine, che se uno Stato (in questo caso il Vaticano) usufruisce di esenzioni e privilegi, significa che qualcuno – il Parlamento italiano – glieli ha concessi. Un particolare quasi sempre dimenticato da quanti guardano, strillano e urlano solo rivolti Oltretevere.

Comments

  1. Nico Bck

    sembra la difesa di un bimbo colto con le mani nella marmellata quando ne aveva il divieto…. Ps per le attivita di volontariato e tutte quelle previste giusto l esenzione e i fondi ricevuti  ma per le altre che paghino come tutti i comuni mortali…Altrimenti diventa una bella zuppa di verdura dove chi paga sono sempre quelli

  2. milena

    risposte circostanziate a questo tipo di “distinguo” sono in rete da tempo. La legge poi ha aggiunto un avverbio ( “prevalentemente”) che consente alle strutture miste ella Chiesa di non pagare l’ ICI. Ovviamente non è colpa della Chiesa se si adegua a questa legge, ma a cambiarla, tanto per cominciare e per equità, ci vuole poco

    • Zannoni Daniele

      Sono d’accordo,cambiamo la legge, rendendola più chiara possibile,cominciando a togliere l’avverbio ( ” prevalentemente ” )  per evitare alle strutture miste di non pagare l’ICI.

  3. Filippo Davoli

    Sacrosanto.

  4. “Non ci si dimentichi, infine, che se uno Stato (in questo caso il Vaticano) usufruisce di esenzioni e privilegi, significa che qualcuno – il Parlamento italiano – glieli ha concessi. Un particolare quasi sempre dimenticato da quanti guardano, strillano e urlano solo rivolti Oltretevere”.
    E’ vero. forse però è arrivato il momento che, proprio il Parlamento Italiano, cancelli questi privilegi e favori in maniera chiara e trasparente.

  5. Andrea Tomassi

    Punto 1:

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    <>

    Ma allora in pratica probabilmente non la paga! Ma, allora la richiesta del popolo è lecita.
    Il fatto che una legge già lo preveda, visto che non è applicata, è aggirabile, è inaccurata bla bla bla, non cambia NULLA né è di competenza della gente, che si limita ad esprimere i suoi desideri in termini di risultati da ottenere, e non di norme giuridiche. E quindi il risultato, e non la norma, fa sì che la richiesta, la voce raccolta, sia lecita e non disinformata. Che paghi l’ICI. Punto.

    Punto 2:
    ci si dovrebbe ricordare delle attività socioassistenziali portate avanti dal Vaticano in via del tutto gratuita

    Ma allora non sono tanto “gratuite”, se me ne devo ricordare quando devo chiedere di pagare l’ICI. (E già verso l’8×1000)
    Visto che noi invece vogliamo che siano proprio OPERE DI BENE DISINTERESSATO, facciamo pagare alla chiesa tutte le tasse che spettano A QUALUNQUE ALTRO ITALIANO per le attività su TERRITORIO ITALIANO, così non saremo noi a pagare, in modo indiretto, queste opere lodevoli. Mica vorremo rubare lavoro e paradiso alla Chiesa! 

  6. mattia

    Già infatti tutti gli Italiani dopo l’ultima vergognosa manovra potranno  comunque dormire sogni tranquilli perchè la chiesa con i suoi servizi socioassistenziali li aiuterà….ma fammi il piacere!!!!

  7. Contraclero

    Di gratuito in realtà non c’è nulla, visto che si tratta solo di servizi di fatto pagati dallo Stato italiano, con i provilegi che detto Stato ha idotamente concesso. Il fatto che il Vaticano eroghi questo servizio significa solo che restituisce in minima parte un pò di tutto quello che incamera per parassitismo dallo Stato italiano, visto che non produce PIL ma solo costi a carico dell’Italia, dai trasporti alla rete idrica e altro. Forse giusto i musei vaticani possono produrre qualcosa, insieme a qualche spicciolo di merchandising. Niente di fronte alle valanghe di Euro che lo Stato italiano, e non gli italiani, si badi bene, concedono generosamete. Ah vero, c’è anche l’8 per mille, da aggiungere ai biglietti dei musei vaticani. Ancora e solo gocce nel mare. Sarebbe ora che qualcuno la facesse cinita con questa vergogna e tagliasse i fondi. Che si dimostrasse davvero Stato e davvero autonomo il Vaticano, e si campasse da sé come ogni altro Stato. A noi nessuno viene a regalarci denari per uscire dalla fogna in cui siamo stati messi per mano di generazioni di politici ignobili e corrotti

  8. Enrico

    Egregio Direttore, mi consenta di dissentire. Questa benedetta ICI o IMU, o
    la paghiamo tutti o non la paga nessuno (personalmente la farei pagare solo
    alle attività commerciali) . Lei parla della mensa dei poveri per farci
    commuovere, ma quanto guadagna la Chiesa dall’8 x mille? Non si può avere tutto
    e non dimentichiamoci che il Vaticano è uno Stato a tutti gli effetti. Qui non
    si tratta di populismo ma di giustizia perchè è troppo facile fare cassa con i
    soliti noti. Io sono di quelli che dice:”cara Chiesa paga l’ICI”.
    Certo poi sono d’accordo quando lei dice che qualcuno questi benefici glieli ha
    concessi (aggiungo io chissà a quale scopo).

    Colgo l’occasione per salutarLa.

    Buon Lavoro. Enrico

  9. Daniele Zannoni

    Gentile Direttore, avrei omesso le ultime tre righe. Il fatto che i privilegi siano stati concessi dal Parlamento Italiano sembra quasi avallare l’idea che la decisione sia giusta,cosa che non è. Nel Parlamento Italiano abbiamo visto anche fatti/situazioni che ci hanno fatto rabbrividire,fra i più recenti la compravendita di Deputati, poi il caso Ruby, dove la Camera ha sostenuto e votato che Berlusconi credeva che Ruby fosse la nipote di Mubarak.    …Tornando al contenuto dell’articolo, io penso che per le attivtà di culto, cultura e socioassistenziali, portate avanti dalla Chiesa gratuitamente, non debba essere riscossa l’ ICI , mentre dove esistono realtà commerciali l’imposta debba essere assolutamente riscossa, in questo caso si attivino da subito gli Uffici Comunali  preposti.  Daniele Zannoni   –    Ravenna   

  10. Anonimo

    Egregio Direttore, mi consenta di dissentire. Questa benedetta ICI o IMU, o
    la paghiamo tutti o non la paga nessuno (personalmente la farei pagare solo
    alle attività commerciali) . Lei parla della mensa dei poveri per farci
    commuovere, ma quanto guadagna la Chiesa dall’8 x mille? Non si può avere tutto
    e non dimentichiamoci che il Vaticano è uno Stato a tutti gli effetti. Qui non
    si tratta di populismo ma di giustizia perchè è troppo facile fare cassa con i
    soliti noti. Io sono di quelli che dice:”cara Chiesa paga l’ICI”.
    Certo poi sono d’accordo quando lei dice che qualcuno questi benefici glieli ha
    concessi (aggiungo io chissà a quale scopo).

    Colgo l’occasione per salutarLa.

    Buon Lavoro. Enrico

  11. Divegourmet

    ma chi sei, il papa travestito
    e chiaro che i privilegi sono stati concessi, come sono stati dati devono essere tolti, o preferisci eliminare lo stato sociale,
    cosi la mensa dei poveri lavorera di piu?

  12. Marco Sean McAllister

    Il Parlamento Italiano ha concesso dei privilegi alla Chiesa, ed è arrivato il giorno in cui il Parlamento Italiano dovrebbe rimuovere quei privilegi.
    I Cittadini Italiani pagano l’ICI, i Cittadini Italiani vanno in pensione più tardi, i Cittadini Italiani pagano 8-10 centesimi in più per ogni litro di carburante, e i Cittadini Italiani non ricevono soldi dall’8 per mille, anzi, i Cittadini Italiani l’8 per mille lo pagano, e parecchi di loro si danno da fare nel volontariato, sacrificando tempo e denaro e senza alcun aiuto da parte dello Stato.
    Le attività di valore sociale e senza alcun fine di lucro gestite dalla Chiesa dovrebbero essere esentate dal pagamento dell’ICI , come di molte altre forme di tassazione, esattamente come tutti gli enti non religiosi che svolgono compiti analoghi.
    Ma le attività commerciali di proprietà della Chiesa devono essere tassate come tutte le attività gestite da laici; le residenze dei sacerdoti devono essere tassate come le residenze dei laici; gli uffici della Curia e delle organizzazioni ecclesiali devono essere tassati come tutti gli uffici di qualsiasi altra organizzazione di matrice non confessionale; le pensioni di proprietà della Chiesa non possono avere maggiori esenzioni fiscali rispetto alle pensioni laiche; le università e le scuole Cattoliche non possono godere di maggiori benefici fiscali di quanti ne vengano offerti ad istituzioni analoghe gestite da laici; i conventi non possono godere di esenzioni fiscali maggiori rispetto alle abitazioni private, perché in fin dei conti sono anch’essi residenze.
    E permettetemi di dire che anche i luoghi di culto, che non svolgono una funzione sociale ma prettamente religiosa e aggregativa, non possono godere di esenzioni fiscali che non siano estese anche ad analoghe organizzazioni con analoghe finalità aggregative e ideologiche. Se in tempi di crisi è legittimo chiedere ai partiti politici di pagare l’ICI sulle proprie sedi, non c’è motivo per cui i luoghi di culto debbano ricevere un trattamento diverso.

  13. Rosy

    I Privilegi accordati alla Chiesa con i “Patti Lateranensi” erano giustificati dalle esigenze del momento storico! Ma sono passati 140 anni ed i tempi attuali richiedono sacrifici da parte di tutti anche della Chiesa!
     La Chiesa paghi l’ICI!
    La Chiesa paghi l’Irpef per i guadagni dagli innumerevoli affitti!
    La Chiesa rinunci alle sovvenzioni statali delle scuole private!
    Faccia dei reali sacrifici e non si permetta di invitare gli Italiani a farli!

    • Eli

      140 anni dai patti lateranensi?

  14. http://bari.repubblica.it/cronaca/2011/12/09/news/il_campetto_dei_preti_cancella_la_necropoli-26305509/?ref=HREC2-8

    Si, ecco l’autogenerazione dei beni ecclesiastici…Qui, di populista c’è solamente il volere giustificare lo scempio di tutto ciò che NON è a favore della chiesa cattolica. Ovviamente, mia unica e modesta opinione. 

  15. dave

    Dico comunque che la chiesa DEVE pagare tutto quello che c’è da pagare e dobbiamo finirla con sti magna magna, anche se una mensa dei poveri è gratuita tutto il resto è rubato dalle mie tasche con l’8×1000

    quindi sono IO che rendo gratuita la mensa dei poveri, loro ci mettono solo il nome!

  16. Personalmente mi sembra un’articolo di parte condito con qualche aneddoto anticlericale giusto per mantenere una pseudo condizione super partes(inesistente).

    Per quanto mi concerne la Chiesa DEVE pagare l’IMU come atto di solidarietà verso il popolo italiano, il quale mi sembra evidente che in questo periodo viva un evidente stato di disagio sociale.

    Vorrei inoltre ricordare che la chiesa offre si benefici alla popolazione(vedi mensa dei poveri) ma allo stesso tempo offre servigi di cui immagino non si faccia direttamente carico(come ad es. potrebbero essere i Carabinieri posti all’ingresso di San Pietro).

    Detto ciò ognuno rimanga della propria opinione ma, a mio avviso, l’istituzione clericale differisce di molto dall’idea di umiltà e rinnegazione dei beni materiali che ogni domenica propina.

  17. Uno che paga le tasse!

    Se leggete la biografia dell’autore dell’articolo capirete tante cose… “Giornalista professionista, 30 anni, mi sono laureato in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano nel 2006″…
    Non aggiungo altro!!!! Questi sono i giornalisti italiani!

    • Rob

      E allora? Italiano non è sinonimo di anticlericale.
      I servizi forniti dalla Chiesa Cattolica o dalle congregazioni sono dati di fatto, e se si vogliono tassare si devono tassare anche le Onlus. Non è questione di opinioni, ma di legge.
      Per il Vaticano (che è uno stato estero esattamente come Francia, Cina e Germania) bisognerebbe pensare ad una tassazione paritaria a quella degli altri stati. E non è opinone, ma legge, e quindi UGUALE PER TUTTI.

  18. Se si rastrellassero ogni anno i 13 miliardi di euro che un sottogoverno confessionale continua a donare alla Città del Vaticano, sottraendoli con la menzogna dalle tasche della povera gente, se si recuperassero tutti gli introiti dell’ICI (il valore degli immobili vaticani ammonta per difetto a 30 miliardi di euro), la smetteremmo di parlare di debito pubblico (altra bufala) , di crisi delle pensioni, di tagli ai rinnovi contrattuali, alla sanità, alla scuola pubblica, all’arte, alla musica e allo spettacolo… Grazie a Berlusklaun il Vaticano, il più ricco Stato del Mondo, non paga più neppure l’ICI, i suoi monumenti privati sono ristrutturati con le tasse imposte ai lavoratori italiani, e gli istituti cattolici sono finanziati con i soldi di noi tutti, non con le offerte dei fedeli o delle aziende di Berlusconi, abbastanza ricche da permetterselo. Siamo il solo caso nel mondo in cui una popolazione multirazziale e multiconfessionale deve obbligatoriamente versare i propri contributi per farsi indottrinare. Atei, non credenti, agnostici, musulmani, ebrei, protestanti ed induisti, le cui tasse statali sono devolute molto benignamente ad una ideologia religiosa che li combatte accanitamente e che se potesse tornerebbe ad accendere nuovi roghi! È come se gli Italiani – il paragone non vi sembri forzato – fossero costretti a finanziare l’Iran per lasciarsi plagiare: è la stessa identica cosa, anche se sembra assurda. Ma come ha detto qualcuno: “Il Vaticano è uno stato! L’Italia no!”. DA: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
    COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ
    (Nexus Edizioni), giugno, 2010.
    517 pagine, 130 immagini, € 25

    http://www.shopping24.ilsole24ore.com/sh4/catalog/Product.jsp?PRODID=SH246200038
    http://www.macrolibrarsi.it/libri/__la-religione-che-uccide.php
    http://shop.nexusedizioni.it/libri_editi_da_nexus_edizioni_la_religione_che_uccide.html

  19. Andrea Gaudiano

    Spettabile direttore,le invio questa e-mail per chiedere una doverosa precisazione circa l’articolo secondo il quale Emergency non pagherebbe l’ici.Prima cosa, le onlus non sono tenute a pagare l’ici solo per le sedi istituzionali e non per quelle utilizzate per fini commerciali come invece avviene per la Chiesa. Seconda cosa, le sedi istituzionali di Roma e Milano di Emergency sono in affitto e perciò l’ici è tenuto a pagarla il proprietario e non l’inquilino. Nella mia camera da letto è affisso un poster che recita: “Prima di aprire la bocca, accertarsi che il cervello sia collegato”, per un giornalista credo sarebbe d’obbligo.Distinti salutiAndrea Gaudiano

    • Anonimo

      Gentile Gaudiano,
      felice per il suo poster in camera da letto.

      Lasciando da parte l’ironia da quattro soldi, le ribadisco che l’esenzione vale a tutti gli effetti anche per le onlus. Ma la correggo: l’esenzione vale sui fabbricati DI PROPRIETA’ delle onlus, ai sensi dell’articolo 21 del D.Lgs. 4 dicembre 1997 n. 460, e successive modificazioni. Ergo, se Emergency sia in affitto o meno, queste regole valgono anche per Emergnecy (che tra l’altro non è l’unica citata nell’articolo, quindi nessuna accusa o inesattezza).

      Che Emergency sia in affitto sia a Roma che a Milano, beh, questa sì che è una notizia e la ringrazio, dato che una onlus che vive di donazioni potrebbe trovare soluzioni ben più economiche che non pagare affitti per sedi in pieno centro storico come quella di Roma. Quanto paga di affitto? Chi è il proprietario? Forse converrebbe non pagare l’Ici. Ma approfondiremo la questione. E se volesse accusarci di andar contro Emergency o similia, vada a recuperare gli articoli scritti per la liberazione di Azzarà.

      Ciò detto, le ribadisco che nell’articolo si evince esattamente che – se Emergency non spendesse per l’affitto delle sedi istituzionali a Roma e Milano – non pagherebbe l’Ici come tutte le altre onlus. La ringrazio per la notizia che approfondiremo e le ricordo di non dimenticare il poster.

      Emilio Fabio Torsello

  20. luciano

    100 mln secondo la Commissione Vieri Ceriani. I radicali toppano di 30 a 1. (http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=75448605)

  21. Eli

    scusate ma ce l’avete tutti con l’8×1000.. lo sapete vero che potete darlo a chi volete?
    e comunque i radicali che tanto parlano si beccano 10milioni l’anno per la loro radio che di utilità sociale non ha nulla..