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Diritto di critica | October 17, 2019

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"Berlusconi va con i comunisti", l'ultima uscita del Senatur - Diritto di critica

“Berlusconi va con i comunisti”, l’ultima uscita del Senatur

Sembra la sbiadita imitazione di Crozza. Invece è proprio lui, Umberto Bossi, leader della Lega, attaccare Silvio Berlusconi: fine delle alleanze, “sta con i comunisti”. E come Crozza, il Senatur avrà pensato: “questa non l’ho mai detta”. In effetti questa esternazione mancava dal portfolio leghista. Berlusconi amico di baffone è il colmo. Una barzelletta nuova, dopo le solite sentite dai vari esponenti del Carroccio negli ultimi anni.

Berlusconi comunista”. Così si passa dal federalismo “panacea di tutti i mali”, al comunismo in salsa berlusconiana. Bossi si sarà forse ispirato ad un fatto effettivamente mai accaduto prima: alcuni esponenti del Pdl e quelli della sinistra radicale dicono esattamente le stesse cose. C’è da preoccuparsi.

Rapporti in sospeso. Così muore l’alleanza di ferro, quella nata intorno a presunti aiuti economici del Cavaliere ad un partito in sofferenza economica. Era il lontano 2001. Oggi, a più di 10 anni di distanza, “ognuno sta a casa sua”, spiega Bossi. Che i rapporti fossero tesi in molti se ne erano accorti qualche settimana fa quando l’incontro tra i due leader è sfumato. “È stato sospeso, perché non sono i tempi per farlo, sono tempi per aspettare”.

Fatti, non parole. Non si tratta di una chiusura definitiva: “dipenderà da noi”, spiega il Senatur il quale ritiene che il governo Monti non avrà vita lunga. Poi si vedrà. Per ora la Lega rimane nell’angolo a riprendere fiato. Troppo quello sprecato in quasi dieci anni di governo. Di fatti il “popolo del nord” ne ha visti pochi.

E dopo l’euro il fiorino padano. In tutto questo Bossi è convinto di una cosa: “la Padania ha vinto”. In che modo abbia vinto ancora non si è capito. Però intanto Bossi snocciola nuove idee per rilanciare il Paese: “la Padania si farà la sua moneta, mica può continuare a mantenere tutti questi farabutti”. Come dargli torto dopo che negli ultimi 10 anni il debito pubblico è schizzato alle stelle. Ma Bossi dimentica che al governo c’era lui. E sui costi della politica ammette che qualcosa si possa fare, ma non si tratta – per lui – di un grosso problema. Prima “bisogna fare le cose serie”. Certo: il federalismo o, chissà, la secessione. Quella parola magica oltre la quale la Lega non è mai riuscita ad andare.

Comments

  1. Codazzo Mauro

    La lega ha grandi responsabilità nello sfascio del paese. Tutte le sue parole d’ordine sono miseramente fallite, perchè anacronostiche….ha seminato però abbondantemente i germi dell’intolleranza….ha seminato vento raccoglierà tempesta

  2. Vale

    Si sono uniformati in tutto e per tutto alla cara vecchia “Roma Ladrona”, esplicando inoltre concetti colmi di ignoranza e intollerenza “a prescindere”.

    In questo modo ogni concetto interessante ( o perlomeno di cui avrebbe senso discutere ) se ne va a quel paese: chi potrebbe discutere seriamente di concetti dettati dall’ipocrisia, se non pochi “pasionari” ?

    Tanto per capirsi, nella mia provincia ( Trento ) i consensi più alti della Lega Nord si hanno nei paesini delle valli delle famose mele, dove i proprietari terrieri girano in Cayenne grazie ai vari contributi pubblici e al caporalato ( soprattutto verso cittadini dell’Europa dell’Est ).
    Dopo aver sfruttato queste persone per coidure e vendemmie ( per 4 soldi, un panino a pranzo, uno a cena e tutti a nanna nella stalla ) vanno tutti felici a votare Lega Nord, contro gli immigrati fonte di disgrazie.

    D’altra parte non tutti gli immigrati sono persone oneste, ma – come ho scritto sopra – è sbagliata l’intolleranza a priori.