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Diritto di critica | June 19, 2019

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Berlusconi, Mussolini e la psicologia della "democrazia minore" - Diritto di critica

Berlusconi, Mussolini e la psicologia della “democrazia minore”

L’EDITORIALE – Berlusconi è tornato. Anzi, non se ne è mai andato. E’ stato alla finestra durante la bufera della finanziaria affidata a Mario Monti, aspettando il momento giusto per ricordare a tutti che lui – Silvio Berlusconi – ha ceduto solo momentaneamente il testimone a un premier il cui esecutivo «non v’è certezza che arrivi alla fine della legislatura». Con queste parole ieri ha riconquistato le prime pagine dei principali quotidiani on line.

Presentando il libro di Bruno Vespa, ieri l’ex premier ha parlato a 360° della situazione attuale, della crisi economica e dell’alleanza con la Lega. Ma l’ha fatto con quel modo dissacratorio di far parlare di sé noto alle cronache non tanto per le idee politiche quanto per la stravaganza. E se il mantra del “bunga bunga” sembra finito in soffitta (prima delle dimissioni B. lo rispolverava ad ogni occasione quasi a demonizzarlo) l’ex premier ha pensato bene di rispolverare Mussolini e i suoi diari, tanto cari all’amico Marcello Dell’Utri: «Sto leggendo i diari di Mussolini e le lettere dalla Petacci – ha detto B. – Devo dire che mi ritrovo in molte situazioni». Poi ha aggiunto: «Chi governa l’Italia non ha potere, può al massimo chiedere una cortesia, ma non può dare ordini». E a chi gli ha fatto notare che quella di Mussolini non era una democrazia, il Cavaliere ha replicato: «Beh, era una democrazia minore».

La tattica è sempre la stessa: Berlusconi tenta l’allungo dissacratorio, la riabilitazione di ciò che agli occhi del popolo è ormai relegato nella soffitta degli orrori, rompe le convenzioni e dimentica che in Italia esiste un reato come l’apologia di fascismo che relega il regime di Mussolini in uno degli angoli più bui della storia italiana. Non una democrazia minore ma una dittatura.

Lo scopo dell’affondo del Cavaliere però è un altro e non è immediatamente chiaro. Berlusconi non chiede di riabilitare il fascismo ma di ispirarsi a un modello di comando verticistico, dove i lacciuoli della doppia lettura alle camere non ritardino l’approvazione dei provvedimenti – e proprio la “navetta” tra Camera e Senato ha in molte occasioni salvato l’Italia da leggi ad personam targate Berlusconi – dove il popolo obbedisca ad un sol uomo e lo consideri leader. E l’opposizione? Durante il fascismo era stata annichilita. La “democrazia minore” aveva cancellato qualsiasi dissenso, purgato gli oppositori e ucciso gli intellettuali contrari al dittatore.

Importante, dunque, non è l’eticità della dichiarazione, fondamentale è che venga sdoganata e rompa il tabù, che inizi a esistere nell’etere e a ronzare nella mente degli italiani. D’altronde – è evidente a tutti – non viviamo in un regime ed è proprio questo l’elemento che fa abbassare le difese davanti al concetto malato sui possibili lati positivi di un ritorno “all’antico” – del “si stava meglio prima”. E ancor più infimo e subdolo è il messaggio che fa da sottofondo all’affermazione sulla “democrazia minore”: datemi tutti i poteri e farò funzionare l’Italia, magari non sarà una democrazia perfetta. Minore.

 

 

 

Comments

  1. Gianvito Rutigliano

    “La tattica è sempre la stessa: Berlusconi tenta l’allungo dissacratorio, la riabilitazione di ciò che agli occhi del popolo è ormai relegato nella soffitta degli orrori, rompe le convenzioni”  Consiglio per il nuovo nome del partito: PDT – Partito dei TROLL

  2. Joe_c

    vogliamo ricordargli dov’è finito mussolini? magari avvertirlo che potrebbe finire a piazza loreto ben prima del tempo?

  3. Pippo

    Veramente era una diarchia, non una dittatura. I soliti ignoranti di storia dimenticano che c’era il re ed è stato il re a permettere a Mussolini sia di diventare Primo Ministro, sia di fare una para-dittatura, nulla a che vedere con comunismi vari, nazismo e varie forme di fascismo. Le “democrazie” inglesi e francesi avevano di democrazia giusto il nome visto che facevano ammazzare la gente come popcorn nelle loro colonie. Il fascismo mussoliniano all’epoca era visto con adorazione da USA, GB e Francia, almeno fino all’alleanza con la Germania, strano che lo si dimentichi. Il “democratico” Churcill era amico di Mussolini.

    • Anonimo

      Pippo, ma cosa dice? Il re era di fatto depotenziato. La nomina arrivò come scelta del “male minore”. Si trattava di una dittatura a tutti gli effetti. Il re non aveva affatto il potere di Mussolini. La letteratura prevalente parla di fascismo italiano come di dittatura a metà strada tra l’autoritarismo e il totalitarismo. Regimi totalitari erano quello sovietico e quello nazista. Ma la sostanza non è poi così diversa. Il fatto che dal 1924 al 1946 gli italiani non abbiano mai votato la dice lunga sulla “democrazia minore” di Mussolini