Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Diritto di critica | July 14, 2020

Scroll to top

Top

Vacanze di Natale a Cortina per gli ispettori dell’Agenzia delle Entrate - Diritto di critica

Vacanze di Natale a Cortina per gli ispettori dell’Agenzia delle Entrate

Scritto per noi da Virginia Invernizzi

In tempi di crisi è tornato alla ribalta il tema dell’evasione fiscale. Non può dunque non fare notizia l’operazione condotta a Cortina dall’Agenzia delle Entrate: fra il 30 dicembre e San Silvestro, 80 ispettori dell’Agenzia delle Entrate hanno passato al setaccio i registri e gli scontrini di alberghi, gioiellerie e ristoranti dell’importante località turistica, nonché le auto di lusso che giravano attorno alle Tofane. Un’azione certamente simbolica per la località e per il periodo dell’anno in cui è stata portata avanti.

Le reazioni non si sono fatte attendere. A capeggiare le file degli scontenti sono stati gli albergatori che hanno lamentato le lungaggini delle operazioni: “sono arrivati alle 8 di mattina e se ne sono andati poco dopo la mezzanotte”  ha dichiarato al Corsera un esercente. “Da mesi aspettiamo queste giornate, dal momento che la stagione è cominciata in ritardo e abbiamo incassato poco. I miei clienti hanno detto che se ne andranno a Sant Moritz: questo stato poliziesco nessuno lo vuole accettare».

Sulla stessa linea anche la reazione dell’assessore comunale al commercio Luca Alfonsi: “Nulla da dire nel merito del controllo, ma sul metodo sì: è uno shock per la località che così perde anche in immagine. Del difficile momento per l’economia soffre pure Cortina, ci sono 200 negozi e 50 ristoranti ma ci sono attività e alberghi in vendita”.

Colpisce invece che una contestazione di metodo venga anche dal responsabile delle Fiamme Gialle locali, il Capitano della compagnia di Cortina della Guardia di Finanza, Leonardo Landi, che al Gazzettino del Veneto ha dichiarato tutta la sua perplessità: “Non giudichiamo il lavoro dell’Agenzia delle Entrate, ma come Guardia di Finanza non ci sogneremo mai di “sguinzagliare” i nostri uomini nei negozi dalle 8 alle 24 a cavallo di San Silvestro. Già c’è la crisi, se ci mettiamo anche noi a intralciare l’importante lavoro di questi giorni… preferiamo operazioni realizzate in modo selettivo e chirurgico come quella che ha portato alla luce quattro evasori totali”.

Anche la politica nazionale non ha mancato di dire la sua: il capogruppo del Pdl alla CameraFabrizio Cicchitto ha dichiarato che “un controllo del genere è del tutto inaccettabile” ed è ispirato a una concezione ideologica del controllo fiscale. “Coloro che sovrintendono alla lotta all’evasione fiscale, e quindi tra essi in primo luogo il dottor Befera – ha proseguito Cicchitto – devono anche avere la consapevolezza che operazioni come quelle fatte ieri a Cortina con controlli a tappeto rispetto a tutta un’area perché presumibilmente popolata, in queste vacanze, da ricchi sono del tutto inaccettabili”.

Aspettando i risultati dell’operazione, la pioggia di reazioni negative rappresenta uno specchio interessante su come venga considerata la lotta all’evasione nell’Italia di inizio 2012. In un Paese dove a pagare le tasse sono sempre i “soliti noti”, si continua a trasmettere il concetto per cui la lotta agli evasori sia un’operazione “contro” qualcuno – a turno poveri, ricchi, pensionati – e non si spende una parola per far capire quanto anche attraverso le tasse si riescano a mantenere quei servizi dello stato (scuole, ospedali, strade) che tutti utilizziamo.

Interessanti, infine, i commenti alla notizia del blitz sui principali quotidiani: accanto a chi esulta per un’operazione che mostra una forte volontà statale contro l’evasione, c’è chi sottolinea le ragioni per non pagare le tasse. Altri, invece, sostengono che l’amministrazione pubblica rimane un pozzo senza fondo che inghiotte risorse e quindi tanto vale tenersi i soldi.

Prima che di uomini e mezzi, dunque, quella contro l’evasione è una battaglia di cultura e senso civico. Perché pur di non pagare, una scusa si trova sempre.

Comments

  1. Anonimo

    Oh come mi dispiace per loro (ihihihihihihih)!

  2. C Dalla

    Se si cominciasse a dire chiaro chiaro che chi non paga le tasse è UN LADRO, nel vero senso della parola e non a considerarlo più “furbo” forse le cose cambierebbero.
    Quegli stramaledetti che si indignano per i controlli sappiano che io, invalido, lo scorso anno ho pagato 3,842,27 di ticket medici vari e farmaci, visite mediche, grazie anche alla evasione dei manigoldi che le tasse non le pagano!!!

  3. Vale

    Il controllo delle “targhe delle auto che giravano per Cortina” è giusto e sacrosanto, così come verificare la corretta emissione di scontrini/ricevute/fatture da parte degli albergatori, negozi, bar. Ci sono delle leggi, vanno rispettate.

    Quello che è ridicolo ( nonché triste nonché oltre l’accettabile ) è l’andare nelle aziende e pretendere durante giornate di alta affluenza ( con conseguente alta mole di lavoro e poco tempo “da perdere” ) che venga dato accesso a contabilità, registri e conseguente obbligo di assistenza da parte di uno o più incaricati/responsabili durante le operazioni svolte.

    Il tutto magari verso aziende che non hanno mai avuto problemi col fisco ( non lo so, non è specificato ma non mi stupirebbe ).
    In questo caso sarebbe stato opportuno avvisare per tempo l’albergatore o l’esercente, giorni o settimane prima, della presenza di un accertamento di questo tipo: da quel che mi sembra di capire ( ma magari mi sbaglio ) l’accertamento non era di natura “fiscale verso l’imprenditore” ( caso in cui è ovvia la mancanza di avvisi ) ma di “ficcanasaggio verso il cliente”.

    Non si parla di “accertamento verso una ditta che non presentava dichiarazioni dei redditi”, ma di “occupazione legalizzata di uffici paragonabile quasi all’abuso di potere”.

    Questo è contestabile, da tutti quelli che hanno ben presente cosa voglia dire lavorare.
    Il controllo delle ricevute emesse poteva essere fatto tranquillamente in qualsiasi periodo “morto” dell’anno: non crederemo mica che il giorno dopo siano partiti accertamenti, vero ?
    Il problema grosso è che con la scusa degli “evasori”, viene giustificata ogni mancanza di rispetto verso gli imprenditori ( con le cui tasse, non dimentichiamocelo MAI E POI MAI, sono pagati i servizi ).
    Ci sono anche i disonesti ? Certo, ma ci sono metodi più corretti per identificarli invece che andare dai “soliti noti” col “cartello fuori dalla porta”, mentre gli evasori totali vagano indisturbati per l’Italia.

    Non vado a paragonare questa situazione con quella dell’America, dove con la scusa del terrorismo rinchiudono gente a Guantanamo senza nemmeno capi d’accusa, ma l’idea di base non è molto distante: con la scusa di un “fine superiore” leviamo diritti ( o cerchiamo di farlo ) agli altri.

    Fra un po’ magari verrà dato a questa gente il diritto di perquisire persone ed edifici senza decreto del PM, con la scusa degli “evasori ladri”.

    PS: i veri “ladri” l’anno prossimo se ne andranno in Svizzera, Austria o Francia a spendere i loro soldi, se avranno paura del fisco…l’unica conseguenza di questo atto sarà il togliere soldi agli operatori economici di Cortina.
    Se si crede seriamente che bastino leggine ridicole di limitazione del contante ( solo in Italia ), segnalazione del CF su scontrini di importo superiore ad un TOT ( solo in Italia ) e altre robette attive “solo in Italia” per fermare l’evasione allora siamo proprio messi male.

    • Bugne

      mah guarda che stanno solo dentro in negozio senza controllare registri o altro . non hanno fatto accertamenti ma si piazzano dentro al negozio e controllano che siano emessi gli scontrini …. per questo che ci sono queste impennate di incassi . E delle 130 auto di lusso intestate a persone che dichiarano meno di 30 mila euro LORDI  all’anno che mi dici ?? e il commerciante con 1,6 milioni di euro di beni di lusso in magazzino senza averli mai comprati??

      • Vale

        Ho affrontato entrambe le domande che mi poni ( senza nemmeno averle lette ) in una risposta che sarà pubblicata fra poco dagli amministratori.
        Ritorno comunque a dire che la scoperta di macchine di lusso intestate a poveracci non la si fa SU STRADA ma DAL PC, incrociando i dati del PRA con le dichiarazioni dei redditi.
        Se il principio non è chiaro non so come altro spiegarlo, è talmente semplice…

        Il commerciante con 1,6 milioni di euro di beni di lusso in magazzino senza adeguato riscontro documentale dovrà spiegare la situazione: se non ne sarà in grado dovrà pagare, com’è giusto che sia, non sono sicuramente amico dei furbetti del quartierino: sono semplicemente contro metodologie antiquate e soprattutto poco efficaci.
        Sono inoltre contro a dati snocciolati senza riscontri documentali a cui si abbocca a più riprese, ma anche di questo punto ho scritto nell’intervento che è ancora in “attesa di pubblicazione”.

        Tanto per fare un esempio a proposito dell’affidabilità dei dati resi noti dal nostro bellissimo stato, secondo le statistiche fatte nei click-day SISTRI la cara Prestigiacomo ha sempre parlato di “successi di sperimentazione” tramite la stampa italiana, mentre gli operatori del settore hanno quasi tutti verificato l’impossibilità a connettersi al server causa sovraccarico.
        La verità è comunque saltata all’occhio visto che ormai sono 2 anni che si va avanti a proroghe per la partenza, perché pure al Ministero dell’Ambiente si sono resi conto dell’impossibilità di far partire un sistema di controllo il cui problema è semplice: non sono mai riusciti a farlo funzionare decentemente in una situazione vicina all’operatività reale.

        Se poi preferite prendere per “oro colato” tutto quel che si legge nei comunicati stampa dati in pompa magna dalle varie istituzioni non voglio cercare di farvi desistere…”contenti voi contenti tutti” si dice, no ?

        ps: non so se sia andata veramente come hai detto tu anzi, ne sono pienamente convinto: come avrebbero potuto verificare l’innalzamento degli incassi da un giorno all’altro senza accedere ai registri ed alla documentazione ?

      • Massimomorselli

        PAROLE SANTE MA NN TUTTI LO CAPISCONO Ancora tante bocche all’amo a credere a ste panzane mediatiche , loro pagano il minino , patteggiano con le fiamme gialle , siamo noi meno abbienti  che paghiamo coercitivamente ( anche perche’ nn si potrebbe fare altro)  , meglio disilludersi e credere meno alla tv , che a  volte eccede negli accomodamenti .La gente e’ troppo adirata e ci vuole una contropartita, anche fasulla per far credere che qualcosa funziona ..Crediamo a quello che ci dicono se ci fa stare meglio , io preferisco l’gnobile verita’

        • Vale

          Il buon Massimo Morselli non ha capito una piccola problematica.
          Il fatto che si “patteggi una cifra con le fiamme gialle” avviene quando le “fiamme gialle” non hanno alcuna prova di quanto affermano nei loro PVC. PUNTO.

          Quindi fondamentalmente avviene quando, non trovando alcuna “prova”, chi compie la verifica fiscale utilizza il classico e rodato metodo del “contesto tanto così qualcosa porto a casa”, sfruttando la peculiarità del processo tributario: la totale impossibilità di portare prove testimoniali ma unicamente documentali.
          Il motivo ? Semplice: gli sbeffeggi che si becca in caserma la squadra che scrive “non è stata riscontrata alcuna irregolarità”, che portano quindi ad una gara all’interno della caserma su “chi ha portato a casa più soldi”.

          Al che succede questo: si contesta un po’ di qua ed un po’ di là arrivando ad una cifra considerata congrua col periodo di permanenza in ditta e poi si manda tutto all’AE, che compie l’iter classico che spero di non dover esplicare.
          Proseguendo…in AE ci si mette d’accordo in qualche modo, si paga il taglieggio e si chiude la faccenda per evitare di portarsi avanti cause per anni.

          Il motivo ? Anche qui molto semplice: le commissioni tributarie sono composta da ex GdF ed ex AE, persone che per tutta la loro carriera lavorativa hanno imparato a dubitare delle affermazioni del contribuente, cercando sempre di trovare malafede e bugie. Sarebbe fantascientifico pensare che confuterebbero quanto detto dai loro ex colleghi ed amici, no ? In più la loro funzione è quella di “tirar su soldi”, ed in periodi di crisi come questi ovviamente non si può pretendere che facciano il lavoro di “controllo serio dell’evasione”, ma si dirigono come api sul miele dalle aziende sane, che pagano tutti i contributi, le paghe ed onorano tutti i debiti coi fornitori…insomma 2-3 aziende ogni 100 se va bene.
          Ditte alle quali possono spillare pecunia e che non hanno interesse a chiudere.
          Soprattutto ditte piccole, visto che nelle ditte grosse i cari vecchi AE e GdF entrano ed escono come agnellini appena l’amministratore avvisa che ogni multa superiore ai 10.000 euro causerebbe il licenziamento di un centinaio di operai, ditte grosse che da anni prendono milioni di euro di contributi per salvare l’occupazione e che richiederebbero indietro dalla provincia lo stesso importo della sanzione comminata.

          Il passo successivo arriva subito: chi andrebbe tranquillamente a sottoporsi ad una giustizia di questo tipo ( non testimoniale, unicamente documentale, dovendo difendersi quindi solo documentalmente da contestazioni avvenute proprio sui propri documenti ) ? Nessuno, perché la possibilità di dover pagare quanto contestato è sicuramente certa, col famoso trucchetto dello “spostare l’onere della prova”.

          Poi, senza offesa, che mi si creda o meno poco mi interessa…spero solo che il commento venga pubblicato e qualcuno possa capire qualcosa di più, allargando leggermente i paraocchi.

  4. Virginia Invernizzi

    Aggiornamento : i risultati del blitz alla faccia di chi ha parlato di azione dimostrativa. Attendo con ansia le prossime dichiarazioni di Cicchitto http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2012/4-gennaio-2012/a-cortina-le-auto-lusso-42-dichiarano-meno

  5. Vale

    Innanzitutto, per correttezza, il link corretto è il seguente:
    http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2012/4-gennaio-2012/a-cortina-le-auto-lusso-42-dichiarano-meno-30mila-euro-1902747434554.shtml
    Per continuare con la correttezza: i controlli “su strada” delle automobili per “scoprire” il proprietario sono UNICAMENTE dimostrativi, visto che sono dati facilmente rintracciabili anche dal finanziere più impedito tramite il PRA.
    Non ho letto di nemmeno UNA macchina intestata a società fittizie con sede alle Cayman, ma solo di macchine intestate a “finti poveri” e a “società in perdita” facilmente rintracciabili con 1-2 click del mouse anche solo in una pagina Excel.

    Intanto un principio: dire “società in perdita” non significa nulla in quanto un imprenditore non rivende sicuramente una macchina di lusso comprata magari nel 2008 pre-crisi ad 1/3 del valore, ma se la tiene e va in perdita, finché questa è sostenibile. La crisi c’è o ce lo siamo dimenticati ?
    Secondo: tutti gli altri personaggi ( macchine intestate a poveri o aziende con un volume d’affari lordo troppo basso ) potevano essere beccati IL GIORNO STESSO dell’acquisto, da forze dell’ordine serie ed efficienti.
    Invece no: bisogna andare a fermarli per strada a Cortina ( così tutti quelli che sono andati all’estero son sereni ? Fatemi capire… ).
    I mafiosi russi che ormai si stanno comprando l’Italia continuano ad andare indisturbati perché tanto son stranieri ? Grande giustizia questa, si si.

    Si è verificato che ristoranti/bar/gioiellerie incassavano denaro in nero ? Questo SI che va guardato sul posto con una verifica fiscale sacrosanta, ma per quanto mi riguarda bisognerebbe fare un’opera molto più subdola e seria: non è l’esercito, è la finanza.
    Sarebbe stato molto più produttivo ed esemplare VERIFICARE l’effettiva non-emissione di scontrino tramite agenti in borghese e provvedere ad erogare sanzione con conseguente chiusura per 3 giorni dell’attività commerciale.
    Ma questi controlli non servono solo a Cortina e altre località del nord a capodanno, servono tutto l’anno tutti gli anni in tutti gli esercizi commerciali, anche al sud.

    Hanno trovato uno con 1,6mil/€ di merce in magazzino senza documentazione ? Darà le adeguate spiegazioni o – se non saprà darle – pagherà la multa.

    Hanno verificato che dall’anno scorso ci sono stati grossi incrementi di scontrini emessi rispetto allo stesso giorno dell’anno prima ? Posso anche fidarmi ma è un dato terribilmente incompleto.
    Rispetto al giorno prima e al giorno dopo ? E nell’arco della settimana ? E quante persone c’erano a Cortina quell’inverno ? Da dove venivano ? Percentuale di italiani ( quelli controllati ) presente ? Dove alloggiavano ( gli hotel devono richiedere i documenti a chi ospitano ) ?

    Azione dimostrativa o poco più: i controlli vanno fatti sempre, non quando “fa scena” per ridare lustro alle appannate forze dell’ordine italiane.