Vacanze di Natale a Cortina per gli ispettori dell’Agenzia delle Entrate
Un’operazione anti evasione nella perla delle Dolomiti dal 30 dicembre a San Silvestro. Città e politici si ribellano
Scritto per noi da Virginia Invernizzi
In tempi di crisi è tornato alla ribalta il tema dell’evasione fiscale. Non può dunque non fare notizia l’operazione condotta a Cortina dall’Agenzia delle Entrate: fra il 30 dicembre e San Silvestro, 80 ispettori dell’Agenzia delle Entrate hanno passato al setaccio i registri e gli scontrini di alberghi, gioiellerie e ristoranti dell’importante località turistica, nonché le auto di lusso che giravano attorno alle Tofane. Un’azione certamente simbolica per la località e per il periodo dell’anno in cui è stata portata avanti.
Le reazioni non si sono fatte attendere. A capeggiare le file degli scontenti sono stati gli albergatori che hanno lamentato le lungaggini delle operazioni: “sono arrivati alle 8 di mattina e se ne sono andati poco dopo la mezzanotte” ha dichiarato al Corsera un esercente. “Da mesi aspettiamo queste giornate, dal momento che la stagione è cominciata in ritardo e abbiamo incassato poco. I miei clienti hanno detto che se ne andranno a Sant Moritz: questo stato poliziesco nessuno lo vuole accettare».
Sulla stessa linea anche la reazione dell’assessore comunale al commercio Luca Alfonsi: “Nulla da dire nel merito del controllo, ma sul metodo sì: è uno shock per la località che così perde anche in immagine. Del difficile momento per l’economia soffre pure Cortina, ci sono 200 negozi e 50 ristoranti ma ci sono attività e alberghi in vendita”.
Colpisce invece che una contestazione di metodo venga anche dal responsabile delle Fiamme Gialle locali, il Capitano della compagnia di Cortina della Guardia di Finanza, Leonardo Landi, che al Gazzettino del Veneto ha dichiarato tutta la sua perplessità: “Non giudichiamo il lavoro dell’Agenzia delle Entrate, ma come Guardia di Finanza non ci sogneremo mai di “sguinzagliare” i nostri uomini nei negozi dalle 8 alle 24 a cavallo di San Silvestro. Già c’è la crisi, se ci mettiamo anche noi a intralciare l’importante lavoro di questi giorni… preferiamo operazioni realizzate in modo selettivo e chirurgico come quella che ha portato alla luce quattro evasori totali”.
Anche la politica nazionale non ha mancato di dire la sua: il capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchitto ha dichiarato che “un controllo del genere è del tutto inaccettabile” ed è ispirato a una concezione ideologica del controllo fiscale. “Coloro che sovrintendono alla lotta all’evasione fiscale, e quindi tra essi in primo luogo il dottor Befera – ha proseguito Cicchitto – devono anche avere la consapevolezza che operazioni come quelle fatte ieri a Cortina con controlli a tappeto rispetto a tutta un’area perché presumibilmente popolata, in queste vacanze, da ricchi sono del tutto inaccettabili”.
Aspettando i risultati dell’operazione, la pioggia di reazioni negative rappresenta uno specchio interessante su come venga considerata la lotta all’evasione nell’Italia di inizio 2012. In un Paese dove a pagare le tasse sono sempre i “soliti noti”, si continua a trasmettere il concetto per cui la lotta agli evasori sia un’operazione “contro” qualcuno – a turno poveri, ricchi, pensionati – e non si spende una parola per far capire quanto anche attraverso le tasse si riescano a mantenere quei servizi dello stato (scuole, ospedali, strade) che tutti utilizziamo.
Interessanti, infine, i commenti alla notizia del blitz sui principali quotidiani: accanto a chi esulta per un’operazione che mostra una forte volontà statale contro l’evasione, c’è chi sottolinea le ragioni per non pagare le tasse. Altri, invece, sostengono che l’amministrazione pubblica rimane un pozzo senza fondo che inghiotte risorse e quindi tanto vale tenersi i soldi.
Prima che di uomini e mezzi, dunque, quella contro l’evasione è una battaglia di cultura e senso civico. Perché pur di non pagare, una scusa si trova sempre.


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