Morire di lavoro, quando la moda uccide
Molti impiegati nel confezionamento dei jeans vengono colpiti dalla silicosi
Scritto da Emanuela De Marchi il 10 gennaio 2012 in Mondo / Società
Chi non ha nel proprio armadio un paio di jeans? In pochi sanno quante persone sono morte e muoiono per creare quell’effetto “usato” e quella sensazione di morbidezza tanto desiderati. Così, oggi si torna a parlare di una malattia che ha caratterizzato i primi anni dell’800: la silicosi.
La silicosi è una malattia delle vie respiratorie. Divora i polmoni e conduce alla morte. Una volta era la malattia che uccideva i minatori. Oggi invece colpisce chi lavora nel settore tessile è più precisamente gli addetti allo scolorimento dei jeans mediante la tecnica della sabbiatura. Si tratta del sandblasting che permette di raggiungere il punto di sbiancamento desiderato. Ma l’esposizione prolungata alle polveri che derivano dallo spruzzo del getto di sabbia con aria compressa sui jeans è la causa della morte di un numero indefinito di giovani lavoratori. Una morte assolutamente evitabile dato che la tecnica della sabbiatura potrebbe essere facilmente sostituita con i trattamenti chimici. Ma il metodo chimico non dà lo stesso effetto di morbidezza e soprattutto non rende i jeans più delicati, meno resistenti agli strappi costringendo il cliente a ricomprarne di nuovi.
I jeans venduti in Europa provengono dalla Turchia, dalla Cina, dal Brasile, dall’Egitto, dal Messico e dall’India e dal Bangladesh. Paesi in cui i controlli sono scarsi e i morti per silicosi numerosi. In Turchia, ciascun addetto alla sabbiatura sbianca 1.200 jeans al giorno contro i 400 che riuscirebbe a fare un macchinario, guadagnando uno stipendio di 240 euro al mese. Nell’aprile del 2009, il ministero del Lavoro e della sicurezza sociale turco ha finalmente proibito la sabbiatura manuale di jeans. Ma molte società turche hanno subappaltato le produzioni a imprese cinesi, indiane, egiziane e bengalesi.
Per questo motivo il sindacato del tessile ha deciso di lanciare una campagna globale per la messa a bando della sabbiatura nell’industria dell’abbigliamento. Due grandi aziende come la Levi’s e H&M hanno risposto positivamente agli appelli lanciati. Ma non tutti li hanno colti: alcune grandi marche anche italiane hanno deciso di ignorare totalmente quanto costi un jeans in termini di vite umane.


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