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Diritto di critica | January 19, 2019

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Costi insostenibili e proteste, marines via da Okinawa - Diritto di critica

Costi insostenibili e proteste, marines via da Okinawa

Più di 60 anni fa, la battaglia di Okinawa è stata decisiva per le sorti della Seconda Guerra Mondiale. Sul fronte del Pacifico, il duro scontro sull’isola giapponese decretò la supremazia statunitense sulle potenze dell’Asse. Migliaia furono le vittime, soprattutto tra i civili, negli 82 giorni di scontri a partire dal 1 aprile 1945.

Ora, nel 2012, i vertici militari statunitensi potrebbero rivedere la propria strategia e pensare a un graduale ritiro dei circa 18mila marines stanziati attualmente a Okinawa. Il premier giapponese Yoshihiko Noda venerdì ha preteso le dimissioni del ministro della Difesa perché in totale disaccordo con un piano che prevederebbe la costruzione di una nuova base aerea Usa e lo spostamento di migliaia di marines (8mila più i familiari) proprio a Okinawa.

Il piano era stato concordato nel 2006, dopo 10 anni di negoziati, ma ora potrebbe essere rimesso in discussione. Il clima, intorno all’occupazione americana, sta cambiando e la popolazione giapponese dell’isola sembra, infatti, non gradire da diverso tempo. Almeno da quando ci furono dei casi di violenza sessuale, perpetrati dai soldati statunitensi ai danni di ragazze giapponesi. L’episodio più eclatante, avvenuto il 4 settembre 1995, riguarda lo stupro di una bambina di 12 anni da parte di tre marines, poi processati e condannati per il reato.
La sofferenza dell’occupazione, però, ha radici ancora più lontane. Dal 1972, quando iniziò l’insediamento americano sull’isola, su invito del governo nipponico, nell’ambito del ‘Trattato di Mutua Cooperazione e Sicurezza’ tra Stati Uniti e Giappone.

L’attuale fase di recessione economica, gli alti costi delle operazioni militari e la nuova politica dei tagli alla Difesa voluta da Obama (-487 miliardi di dollari nei prossimi 10 anni), sta imponendo una seria riflessione sulla reale necessità della presenza dei soldati americani a Okinawa.
Per decenni, l’isola giapponese è stata una base strategica fondamentale per le operazioni militari statunitensi nel Pacifico: a pochi giorni di navigazione da Taiwan, dalla penisola coreana o altri potenziali teatri di guerra significativi. La sola presenza americana era considerata un deterrente anche per gli stati ‘turbolenti’ del Golfo Persico o dell’Asia Orientale.
Anche se formalmente i marines stanziati a Okinawa sono 18mila, il numero reale si aggira intorno alle 12-14mila unità, visto che negli ultimi anni alcune migliaia di soldati sono state impiegate in Afghanistan e Iraq.
A causa di alcune restrizioni nei corsi di addestramento a Okinawa, molti soldati sono stati inviati in California per completare la formazione. Nei prossimi mesi sono previsti tagli per 12mila unità sui 200mila marines complessivi.