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Diritto di critica | May 19, 2017

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Quel video della Costa Concordia che piace tanto ai tg. Ma è un fake

Quel video della Costa Concordia che piace tanto ai tg. Ma è un fake

Ha iniziato il Tg5 domenica mattina. Poi, in ordine, Tg3 e Tg2. Così la bufala corre sul video. E non ancora soddisfatti la replica ieri: alle ore 9 la trasmissione Mediaset Mattino 5 e poi di nuovo la Rai con Italia sul 2 verso le 15. Errare è umano, perseverare è diabolico diceva qualcuno.

The winner is…Tg5. La prima giornalista a diffondere le immagini drammatiche all’interno della hall di una nave con tavoli, sedie e persone che scivolano da una parte all’altra è Francesca Cantini del Tg5 nell’edizione delle 8 di mattina di domenica 15 gennaio. Non cita la fonte di quelle immagini; anzi il montatore sovrappone le urla delle persone sulle scialuppe di salvataggio con le drammatiche immagini (mute) prese sulla rete. Peccato che si tratti di un’altra nave in balie delle onde dell’Oceano Pacifico qualche anno fa. Un famoso video che gira su Youtube da ben due anni. Un fake creato ad arte da qualche buontempone sulla rete, al quale la giornalista ha abboccato.

Il fake corre sul video. E se il Tg5 ha le immagini, la concorrenza non può essere da meno. Così, prima il Tg3 ci offre un servizio simile di Paolo Piras (almeno in questo caso l’audio non è stato taroccato), poi è la volta del Tg2, ad opera di Sandra Cecchi. La giornalista dice, commentando le immagini: “Ecco il momento dell’impatto ripreso da una delle telecamere di sorveglianza di uno dei banchi delle reception della Costa Concordia”. Prima, ingenua domanda: come fa il Tg2 a possedere le immagini del sistema a circuito chiuso della nave? Ma presto ecco svelato l’arcano: “Video diffuso da un passeggero britannico che lo commenta”. Quindi si capisce che si tratta di un video preso dalla rete.

Perseverare è diabolico. Inesperienza nell’utilizzo dei social media e un briciolo di leggerezza. Vogliamo credere che si tratti solo di una leggerezza e non del desiderio di volere immagini toccanti e spettacolari ad ogni costo. Ma se errare è umano (anche se da giornalisti di un certo calibro certi errori non sono accettabili), perseverare decisamente no. I primi ad accorgersi del video fake sono gli utenti del web, in particolare la disapprovazione emerge nei vari “tweet” nel pomeriggio di domenica. Ma in Rai e a Mediaset non se ne accorgono, o fanno finta di non accorgersene. Invece di rettificare e chiedere scusa, ieri mattina alle 9 va in onda la replica della bufala nel salotto berlusconiano di Federica Panicucci e Paolo Del Debbio. Poi, con più tatto, è la volta della Rai, con Italia sul Due, trasmissione condotta da Milo Infante. Qui si vedono solo alcuni frammenti, mischiati ad altre immagini.

Per fortuna che c’è Striscia. Per mettere fine alla bufala, deve intervenire Striscia la Notizia con un comunicato: “Nelle ore successive al terribile incidente della Costa Concordia i telegiornali italiani sono corsi alla ricerca di materiale esclusivo. Striscia la Notizia svela che il video proposto da quasi tutti i Tg come il filmato delle telecamere di sorveglianza all’interno della nave italiana, subito dopo l’impatto con gli scogli, risale in realtà al 2010. Era già presente su YouTube e mostrava la nave australiana Pacific Sun Cruise, in difficoltà per il mare in tempesta. Come è accaduto di recente per l’alluvione di Genova, anche questa volta i Tg, pur di mandare in onda scene spettacolari, hanno falsificato la verità”.

Insomma, a che servono i giornalisti se non sanno distinguere il vero dal falso? A che serve pagare il canone Rai di fronte ad un servizio pubblico così scadente? È possibile che solo programmi come Striscia e le Iene riescano a fare vera informazione in Italia?

Il video originale in rete dal 2010