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Diritto di critica | October 31, 2020

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Roma 2020, le Olimpiadi che dividono la politica - Diritto di critica

Roma 2020, le Olimpiadi che dividono la politica

C’è una scadenza, a breve giro di boa: il 15 febbraio, giorno ultimo per la compilazione del questionario di 100 domande da spedire al Comitato Olimpico Internazionale (CIO) per la candidatura di Roma ai Giochi del 2020. Un termine che, da Palazzo Chigi assicurano, sarà rispettato. Anche perché l’esborso necessario per la candidatura sarà minimo: 15 milioni di euro, a carico del Coni, del Comune di Roma, degli sponsor e dei fondi privati. L’intero investimento sarà messo a disposizione solo in caso di vittoria (la città ospitante sarà annunciata a Buenos Aires il 7 settembre del 2013, Roma dovrà vedersela con Madrid, Doha, Baku, Tokyo e Istanbul).

Una candidatura, praticamente, a ‘costo zero’, con Monti e il governo che avranno tutto il tempo per studiare le eventuali ricadute economiche per il Paese di un investimento a lungo termine.
L’impatto delle Olimpiadi a Roma, come emerge dalla relazione della ‘Commissione di fattibilità economica’, presieduta dal prof. Marco Fortis, prevede una crescita del Pil di 17,7 miliardi di euro (pari all’1,4% tra il 2012 e il 2025), la creazione di 29mila posti di lavoro nel 2020 (12mila negli anni precedenti per un totale di 170 unità). Le spese complessive, necessarie per l’organizzazione dei Giochi, si stimano intorno 9,8 miliardi di euro, di cui 8,2 a carico dello stato (infrastrutture urbane e mobilità, realizzazione e adeguamento impianti sportivi, realizzazione villaggio olimpico, centro stampa e Tv) e 1,6 miliardi di euro a carico di Aeroporti di Roma S.p.a per i lavori di ampliamento.
Il volume delle spese, che lo stato dovrà garantire, sarà in parte compensato dai ricavi del Comitato organizzatore (4,7 miliardi diritti media e sponsor internazionali del CIO, sponsor nazionali e biglietteria, ricavi da valorizzazione immobiliare). Il maggior gettito erariale (4,6 miliardi), derivante dal Pil aggiuntivo, compenserà l’investimento pubblico.

Uno studio di fattibilità, quello della Commissione per i Giochi, che sarà al vaglio del governo tecnico. Il presidente del Consiglio Mario Monti da subito non è sembrato entusiasta e, prima di firmare la lettera di sostegno del governo, da spedire al Comitato promotore, valuterà se l’eventuale organizzazione dei Giochi possa rappresentare un rischio per l’Italia: lo spettro è quello della Grecia, dalle Olimpiadi di Atene 2004 al default ormai alle porte.
Ci ha pensato il presidente del Coni Gianni Petrucci a scacciare fantasmi e oscuri presagi: “Non è vero che le Olimpiadi lasciano debiti. La nostra situazione è completamente diversa dalla Grecia. Loro avevano già debiti in precedenza e poi nello stesso periodo organizzarono mondiali di basket, di atletica leggera e mondiali di nuoto, indebitandosi ulteriormente. Ci sono esempi positivi – ha aggiunto Petrucci – di città come Barcellona e Torino, che sono cambiate in meglio dopo le Olimpiadi. E pensate che Roma gode ancora dei lavori effettuati per le Olimpiadi del ’60”.

Per la Capitale, indubbiamente, i Giochi (unitamente al Giubileo del 2025) potrebbero rappresentare un’occasione di modernizzazione e sviluppo, nonostante la città sia naturalmente predisposta a ospitare eventi sportivi di una certa importanza. Gli investimenti in infrastrutture andrebbero a implementare i lavori della Metro A da Anagnina a Torre Angela (per il polo sportivo di Tor Vergata), il potenziamento della tratta aeroportuale di Fiumicino – Roma città, l’adeguamento della rete Roma Nord, il parco fluviale del fiume Tevere da Saxa Rubra al Foro Italico, con ulteriori 400 milioni a disposizione per il decoro urbano, le barriere architettoniche e le piste ciclabili.Cosa pensano gli italiani e in particolare i romani della candidatura ai Giochi del 2020? Secondo un sondaggio Ispo, il 77% si è detto favorevole, a fronte di un 74% del campione italiano. Al primo posto delle motivazioni, ci sarebbero la crescita economica (il Centro Italia beneficerebbe di un +3,9%) e la possibilità di nuovi posti di lavoro, poi l’attesa per la costruzione di nuove infrastrutture e il miglioramento della rete di trasporti.

E la politica? E’ divisa e come potrebbe essere altrimenti. Le perplessità di Monti erano trapelate già la scorsa settimana. Alemanno, la governatrice Renata Polverini e il presidente della Provincia Nicola Zingaretti avevano un appuntamento sia con Monti che con i presidenti di Senato e Camera Schifani e Fini, ma il vertice fu annullato. Il ministro allo sport Piero Gnudi ha posto l’attenzione sulla valutazione della situazione economica, “perché un punto di spread vale come tre Olimpiadi”. Monti, prima della lettera d’impegno per la candidatura, vuole che le forze politiche approvino una mozione di sostegno a Roma 2020. Pdl e Pd, aspettano prima la lettera e poi voteranno la mozione. Oggi potrebbe esserci una schiarita.

Comments

  1. Carolus

    Anche Atene aveva voluto le olimpiadi e grazie alla iniziativa, la Grecia è finita come sappiamo.