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Diritto di critica | May 23, 2019

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E la Lega sceglie un assessore nigeriano - Diritto di critica

E la Lega sceglie un assessore nigeriano

Tony Iwobi è nigeriano, con i capelli brizzolati che risaltano contro la pelle nera come l’ebano, ed è il nuovo assessore ai Servizi Sociali del comune di Spirano, nella bergamasca. Niente di strano. O forse sì: perché la Giunta comunale di Spirano è verde. Completamente targata Lega Nord. E Iwobi, nero in terra di celocuristi d.o.c., diventa uno dei primi di colore nelle fila lombarde di quel partito che contro i “negher” e gli immigrati ha sempre combattuto le sue battaglie, almeno a parole.

Iwobi, 57 anni, è arrivato nel piccolo paese della bassa bergamasca – che conta all’incirca 5.000 abitanti – nel 1976, grazie ad un connazionale che già abitava in zona, e si è avvicinato all’ideologia leghista nel 1993: alle spalle ha già tre mandati come consigliere comunale di Spirano e una carica come presidente della commissione Cultura in Consiglio. «La Lega? Ho abbracciato il suo progetto quando predicava il federalismo – racconta Iwobi, intervistato da Vanessa Santinelli per l’Eco di Bergamo -. Io arrivavo dalla Nigeria, una nazione federalista, e mi piaceva quell’idea. Quello con la Lega non è solo un rapporto politico, ma anche umano. Qui dentro ho molti amici con cui condividere le stesse idee».

E Spirano, quanto a idee leghiste, di certo non scherza. L’amministrazione comunale – con a capo  il sindaco Giovanni Malanchini, eletto nel 2009 – ha fatto più di una volta balzare il piccolo paese agli onori delle cronache per le iniziative promosse a favore della  “tutela della lingua bergamasca” e dell’identità leghista del comune e della sua gente. E così, via al folclore: dalla tinteggiatura verde per i dossi dei passaggi pedonali, la scuola media, i mezzi dei servizi sociali, il giornalino e il portane web del Comune, ai corsi di dialetto per i più giovani; dalla carta intestata bilingue (italiano e bergamasco) del Comune alla segreteria telefonica degli uffici il lingua locale, per arrivare infine, nei giorni scorsi, all’inaugurazione di un monumento alle vittime dell’11 settembre correlato da frasi di Oriana Fallaci. «Segreteria telefonica, carta intestata e cartelli in bergamasco possono apparire come folclore – continua Iwobi -, ma io dico “tu bergamasco non devi avere paura di parlare la tua lingua madre, di riscoprire le tue origini”».

Giunto in Italia da straniero, Iwobi si è subito adattato: dopo diversi lavori, ha aperto una sua ditta con la quale dal 2010 gestisce i sistemi informativi dell’azienda ospedaliera di Treviglio. Sposato con un’italiana, non ha dubbi circa la sua ‘fede’ lumbard neanche quando gli si chiede un parere sulle politiche leghiste contro l’immigrazione. «Quando sono arrivato qui più di trent’anni fa, ero supercontrollato. I poliziotti venivano a casa mia due volte alla settimana, oggi che fine hanno fatto questi controlli? Chiaro che poi non è giusto neppure arrivare in Italia così, questa è un’altra faccia dello schiavismo. E lo dice uno che è arrivato da straniero qui e si è integrato».

Che la Lega Nord abbia fatto presa anche su molti stranieri che in Italia vivono e lavorano da anni è un dato di fatto: una stima in diversi casi condivisa, come testimonia il caso di Spirano. Che non è l’unico: ad esempio Viggiù, nel varesotto, ha come sindaco (leghista) una donna di colore, Sandy Cane, ed è invece tunisino il coordinatore della sezione locale del partito a Malnate, Hajer Fezzani. Come a dire, anche la Lega Nord si adatta ai tempi.