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Diritto di critica | October 19, 2019

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Laurea triennale o specialistica? Forse non ci sarà più differenza - Diritto di critica

Laurea triennale o specialistica? Forse non ci sarà più differenza

Dopo il voto di laurea, a non contare più nei concorsi pubblici potrebbe essere anche la differenza tra laurea triennale e quella magistrale. Nessun peso del 110 e lode. Nessun valore al titolo conseguito dopo anni di duro lavoro. Gli Italiani alla ricerca di un’occupazione nella Pubblica Amministrazione si ritrovano con un pezzo di carta che potrebbe non valere più niente.

La laurea specialistica senza valore. Due anni in più di studio, tante perplessità sull’utilità di esami che talvolta sembravano ripetersi. Tutto questo per prendere quel titolo necessario ad accedere ad alcuni concorsi pubblici ma che presto potrebbe non servire più. All’ordine del giorno del governo sono infatti pronte per essere discusse una serie di misure che se approvate spianerebbero la strada per un provvedimento finale che, oltre a prevedere l’abolizione del peso del voto nei concorsi pubblici, potrebbe aprire la strada anche all’abolizione della differenza tra la laurea triennale e quella specialistica. E se ciò dovesse avvenire, una laurea triennale o quinquennale potrebbe avere un peso maggiore o minore sulla base dei punteggi dati ad ogni singolo ateneo da parte dell’Agenzia per la valutazione delle università (Anvur). Una valutazione fortemente voluta dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo il quale ritiene che “in alcuni casi sia troppo facile rimediare un pezzo di carta per guadagnare senza sforzo un avanzamento di carriera”. Una decisione che potrebbe però seriamente svantaggiare i meno abbienti non in grado di accedere alle migliori università delle grandi città o in quelle private. Inoltre, a favorire i candidati saranno invece gli eventuali master o corsi di specializzazioni frequentati e le esperienze lavorative avute soprattutto all’estero.

È inutile studiare? Contrari a queste proposte i ministri Severino e Filippo Patroni Griffi che ha affermato: “Scusate, ma quale segnale diamo ai nostri studenti? Gli diciamo che è inutile studiare perché se prendono 70 o 110 e lode è la stessa cosa e che alla fine la laurea non vale niente?”. Ieri sera, alla trasmissione televisiva “Che tempo che fa”, il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri ospite di Fabio Fazio, ha confermato di essere d’accordo sull’abolizione del valore legale del titolo di studio ma sottolineando la necessità di combattere la “mancanza di speranza che i giovani hanno nelle proprie forze”. La netta opposizione alle proposte da parte di alcuni ministri ed il timore di nuove proteste da parte degli studenti ha spinto il Presidente Mario Monti a mettere temporaneamente da parte la questione che rimane comunque all’ordine del giorno ma che sarà affrontata nuovamente solo dopo una “consultazione pubblica” sull’abolizione del valore legale dei titoli. La proposta sarà dunque sottoposta ad una sorta di referendum popolare da fare via internet.

L’eventuale approvazione dell’abolizione del valore legale della laurea rappresenterebbe una vera e propria rivoluzione. Difficile da comprendere per i giovani italiani prima vittime dell’esperimento del 3+2, ora alle prese con una disoccupazione che li spinge verso i concorsi pubblici nei quali il numero di candidati aumenterebbe drasticamente e dove i loro sforzi accademici non sarebbero presi in considerazione. E su una pagina Facebook molti laureati o laureandi si ritrovano per commentare la notizia.

Comments

  1. Francesca

    ok, il prossimo passo sarà equiparare la laurea alla licenza elementare. Ma per favore.

  2. Francesca

    ok, il prossimo passo sarà equiparare la laurea alla licenza elementare. Ma per favore.

  3. Giusyciulla

    Andate tutti a quel paese e cercate di ragionarci sopra prima di prendere una decisone!!!!!!

  4. Giusyciulla

    Andate tutti a quel paese e cercate di ragionarci sopra prima di prendere una decisone!!!!!!

  5. le

    si commenta da solo..sono allibita!!

  6. le

    si commenta da solo..sono allibita!!

  7. Hayak

    Ma perché non risolviamo il problema alla radice: aboliamo le università e mandiamo a casa questa pletora di parassiti baroni accademici, di carriera dubbia e spesso discutibile.
    Risolveremmo due grossi problemi: contenimento della spesa pubblica; scongiuramento di ritrovarci nel futuro delle figure quali quelle che, da tecnici, oggi ci governano.
    Poi ai concorsi pubblici si accederà sulla base delle conoscenze… non quelle maturate con lo studio; no… quelle personali: l’amico politico di babbo, quell’assessore al quale mamma l’ha data l’estate scorsa, ecc. Come avviene ora.

    • Laura

      ma anche qui non facciamo di tutta l’erba un fascio. Si ci sono numerosi raccomandati ma ci sono anche numerose persone che passano i concorsi senza conoscenza. NO non è scontato che non abbia conoscenze non passi un concorso. C’èuna varietà di casi e se ne trovano numerosi di tutto.

  8. Hayak

    Ma perché non risolviamo il problema alla radice: aboliamo le università e mandiamo a casa questa pletora di parassiti baroni accademici, di carriera dubbia e spesso discutibile.
    Risolveremmo due grossi problemi: contenimento della spesa pubblica; scongiuramento di ritrovarci nel futuro delle figure quali quelle che, da tecnici, oggi ci governano.
    Poi ai concorsi pubblici si accederà sulla base delle conoscenze… non quelle maturate con lo studio; no… quelle personali: l’amico politico di babbo, quell’assessore al quale mamma l’ha data l’estate scorsa, ecc. Come avviene ora.

  9. certo che se ognuno vuole vedere solo quello che vuole vedere nelle cose…articolo e commenti tristissimi

  10. Itaca

    @Vittorio brun, tu che ci vedi meglio, illuminaci!

  11. Alfonsosilvestri

    Mai visto nulla di più cretino dell’abolizione del valore di titoli e voti.Una specie di quintessenza sel 68 più stupido,quello che,giustamente,viene da sempre criticato.Ma sono impazziti ?

  12. Antoniocacurio

    “in alcuni casi sia troppo facile rimediare un pezzo di carta per guadagnare senza sforzo un avanzamento di carriera”. ….

    Uno che ragiona in questa maniera è un deficiente . Invece di migliorare il sistema scolastico, un tempo di grande qualità, lui vuole insieme a questo gruppo che nessuno ha voltato, distruggere sacrifici di molte persone appiettendo l italia e dando potere a scuole private tipo la Bocconi.

    Ma complimenti….

  13. tez

    ma qua si sono bevuti seriamente il cervello??? il voto ok che non lo contino piu’ e valga direttamente l’esito del concorso ma che venga equiparata una triennale ad una specialistica proprio non esiste…ma il culo  che milioni di studenti si sono fatti fino ad oggi come lo ripagano???? e i soldi spesi?????

  14. Roberta

    l’ennesima porcheria!!!!e il bello è che per fare ste cose si mettono pure intorno ad un tavolo  a far finta di trovare una cosa innovativa!!!andate al diavolo e restituitemi gli anni di studio sprecati

  15. Gaussio

    Si ok, porcheria. Giusto che chi abbia studiato di più (3+2) rispetto a chi ha fatto solo la triennale conti di più. Giusto che chi abbia studiato meglio (110 e lode) rispetto a chi ha fatto solo la triennale conti di più. Ma CAPPERO a queste lauree triennale qualcuno pensi a dare un minimo di valore. Non possono essere messe allo stesso piano del diploma come non possono essere messe allo stesso piano della specialistica.

  16. Laura

    Abolire il voto non sono affatto contraria, siamo sempre lì..un 110 può avere carenze che un con 95 non ha. Anche il 95 ha una cultura, magari meno perfetta, ma può avere dei requisiti in più, mentre prima di dare un giudizio sull’accostamento triennale/specialistica, per ora, preferisco essere cauta perchè allo stato attuale potrei non prendere in considerazione delle cose. Certo che così facendo è come se non valesse il titolo specialistico spostando il suo valore sulla triennale, che in parole spicce vorrebbe dire che il valore ce l’ha la laurea triennale e non la specialistica. Sul riformare il valore della specialistica in favore della laurea triennale se può anche parlare..certo non sarebbe giusto rendere questa modifica retroattiva vanificando lo sforzo di chi ha fatto la specialistica appositamente, semmai può valere per chi si laurea in futuro, tramutando i due anni finali in corsi di formazione per il mondo del lavoro con annesso inserimento in determinate professioni (come accade per molti master).

  17. Pippo

    Certo che equiparare una laurea triennale ad una specialistica sembra una grande bestemmia, ma ci si deve ricordare che quando si studia e si incrementa la propria cultura lo si fa per sè stessi. Ci si arricchisce e si matura sia dal punto di vista prettamente tecnico che dal punto di vista sociale. Certamente chi più sa ha anche radici più profonde per fare un lavoro che piace e sia soddisfacente e remunerativo. E’ un falso problema quello dell’ingresso ai concorsi, perchè in quel caso si fa riferimento a requisiti minimi. Dopodichè, il vero problema è la meritocrazia, laurea o non laurea, titolo o non titolo, ma volta a verificare le effettive capacità del lavoratore per svolgere la mansione assegnata. Saluti