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Diritto di critica | February 28, 2021

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Le ruspe rosicchiano le coste salentine. Scatta la rivolta - Diritto di critica

Le ruspe rosicchiano le coste salentine. Scatta la rivolta

I cittadini salentini stanno assistendo al cambiamento della loro terra e molti di loro non ci stanno. Le ruspe, sempre in movimento in pieno stile anni ’80, rosicchiano la terra per innalzare blocchi di cemento armato. Oggi, l’attenzione di tutta la penisola italiana si sta rivolgendo verso un piccolo pezzo di Puglia. In tutte le immagini e video che girano nel web, dinanzi al mare, si vede una riva fatta di mezzi meccanici, reti metalliche e uomini con in mano pale e picconi. Dopo? Come diventerà la costa che si affaccia sull’adriatico?

Agguerritissimi sulla rete, con petizioni e appelli, i sostenitori della terra pugliese chiedono chiarezza su quanto sta accadendo sulle coste di Porto Miggiano e su tutta Santa Cesarea Terme. Vogliono fermare la costruzione di queste opere di urbanizzazione e strutture extralberghiere previste. I lavori da fare sono ancora molti, e vanno dalla realizzazione di un vero e proprio nuovo paese sulla collina a nuove infrastrutture sotto la torre saracena.

Secondo i cittadini più nella lotta contro il cemento, un intero patrimonio dell’umanità sta per scomparire per far posto alla vecchia cultura del calcestruzzo. “Contro la speculazione selvaggia che sta distruggendo uno dei luoghi più belli del Salento– scrive il comitato costituitosi per difendere la terra pugliese – Contro la prevista nuova colata di cemento che stuprerà dopo la zona superiore al porto, la collina circostante, ed il progetto assassino di un porto turistico nell’insenatura di Porto Miggiano, la più bella del Salento. Contro l’idea che la zona più eccezionale di un parco naturale possa essere devastata in questo modo, per gli interessi privati”.

Porto Miggiano è una località costiera a sud del centro abitato di Santa Cesarea Terme. La costa è disseminata da piccole grotte abitate sin dalla preistoria. Nella località è presente l’omonima torre cinquecentesca. Le torri costiere, tutte costruite nel XVI secolo, furono volute da Carlo V per la difesa del territorio salentino dalle insidie provenienti dal mare. Santa Cesarea Terme è un comune di circa 3mila abitanti della provincia di Lecce, caratterizzata dalla presenza di sorgenti termali. E’ un bellissimo territorio della costa orientale della penisola salentina. Pianeggiante all’interno, con distese di uliveti secolari, e una fascia costiera stupenda.

Dall’ottobre 2006 parte del suo territorio rientra nel “Parco Costa Otranto – Santa Maria di Leuca” e “Bosco di Tricase” istituito dalla Regione Puglia allo scopo di salvaguardare la costa orientale del Salento, ricca di beni architettonici e di importanti specie animali e vegetali. “Bisogna chiedere a gran voce – dice il comitato su facebook – che Porto Miggiano (e il Villaggio Paradiso, pochi km più a nord) vengano fatti rientrare nel Parco “Otranto-Santa Maria di Leuca” , nato per tutelare le nostre coste”. Il Comitato di tutela per Porto Miggiano è un’associazione spontanea di cittadini, nata proprio a seguito dei lavori di cementificazione del territorio. Attraverso manifestazioni e sensibilizzazione, provano a difendere la sepoltura del territorio naturale. Per molti, Porto Miggiano è diventato il “vero e proprio simbolo della speculazione edilizia senza limiti e senza cervello, tenuto artificiosamente fuori dalla tutela del parco e incredibilmente svenduto dal comune di Santa Cesarea Terme nonostante il suo chiaro interesse storico e ambientale” dicono gli attivisti che si chiedono come mai proprio i luoghi più belli non sono tutelati e non fanno parte del Parco?

Comments

  1. Movis

    Mi viene da piangere.. Ricordo il Salento venti anni fa, ancora una perla rara di selvaggia bellezza.. Salentini.. opponetevi e resistete a tutto questo..

  2. Comitato Tutela Porto Miggiano

    Grazie per l’ottimo articolo. Purtroppo la situazione è già molto grave, il territorio di Porto Miggiano (Santa Cesarea Terme) è già stato sfregiato irrimediabilmente dalla realizzazione di progetti assassini che ne hanno mortificato il suo panorama, considerato da molti uno dei più belli della Puglia. La partecipazione straordinaria della gente, che inorridisce incredula davanti alle fotografie presenti nel gruppo Facebook del Comitato Tutela Porto Miggiano che evidenziano il “prima” e il “dopo” di questo angolo di paradiso è davvero intensa, segno di una reazione forte dei cittadini di fronte ad opere universalmente riconosciute come inaccettabili in un luogo del genere. E’ bellissimo vedere come migliaia di persone siano attaccate in maniera così viscerale ad un territorio capace di far innamorare allo stesso modo chi lo abita e chi lo ha visitato, da turista, anche solo una volta o anche solo attraverso i racconti e le immagini. I ricordi dei membri del gruppo, sotto forma di racconti, fotografie, commenti, sono un patrimonio per creare una memoria storica,dimostrare l’attaccamento al territorio e permettere che in futuro non si compiano ulteriori danni, così come previsti dai progetti devastanti ancora non realizzati, che trasformerebbero definitivamente il paese modificandolo in una distesa di cemento, centri commerciali e luci psichedeliche di parcheggi e discoteche, segno dello sfruttamento selvaggio di un territorio che al contrario fa delle sue risorse naturali e della sua incontaminatezza il suo segno distintivo sul mercato del turismo.

  3. Comitato Tutela Porto Miggiano

    Se volete darci una mano, vedere le immagini dello scempio e leggere i racconti di chi ama questi luoghi, venite a leggerli sul gruppo facebook del Comitato di Tutela per Porto Miggiano : https://www.facebook.com/groups/205671776123860/

    o guardate questo video:
    http://www.youtube.com/watch?v=z8UPL5WDtZg