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Diritto di critica | July 12, 2020

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Mario Monti e "la monotonia" del posto fisso - Diritto di critica

Mario Monti e “la monotonia” del posto fisso

L’EDITORIALE – «I giovani devono abituarsi al fatto che non avranno un posto fisso per tutta la vita. Tra l’altro, che monotonia il posto fisso. È meglio cambiare ma bisogna accettare le sfide», l’obiettivo del governo deve essere quello di «tutelare di più chi è schiavo del mercato del lavoro o non riesce proprio ad entrare».

Il problema, caro Presidente, non è la mancanza di un posto fisso ma la poca dignità delle occupazioni precarie. A stonare nel suo discorso è quell’unica espressione – “devono abituarsi” – quasi si trattasse di un vezzo, di un capriccio tardoadolescenziale dei ventenni e trentenni italiani. Le sfugge forse che i giovani già da anni si sono abituati a qualsiasi tipo di posto precario. E di solito si tratta di un’occupazione talmente sottopagata che ben poco si addice al concetto epico della “sfida” di cui Lei parla. Un lavoro che possa dirsi tale, infatti, anche se precario, è ben retribuito e soprattutto assicura una certa continuità pur nel cambiamento. La “sfida” di cui sopra, invece, oggi è una giungla di contratti e contrattucoli vari che tolgono qualsiasi certezza a quei giovani che dell’articolo 18 tanto caro ai sindacati non usufruiranno mai. Nonostante i suddetti Cgil, Cisl e Uil si riempiano ad ogni piè sospinto la bocca con la parola magica: “precariato”. Tanto che su Facebook è stata subito creata una pagina per raccogliere quanti quella monotonia forse la vorrebbero.

E Lei ha ragione quando dice che «l’Italia dispone di capitale pubblico ma dispone di grande capitale umano che non sempre è stato valorizzato», una risorsa però troppo spesso sperperata, sfruttata e poi gettata nel dimenticatoio, senza nemmeno la prospettiva di una pensione. 

Mi auguro dunque, caro Presidente, che la riforma del Lavoro da fare nei prossimi due-tre mesi sortisca davvero gli effetti sperati e che questo Paese riprenda a crescere in modo responsabile. Fino ad oggi, infatti, ad ogni riforma del lavoro ha corrisposto tutta una serie di escamotage da parte delle aziende per cui la flessibilità si è trasformata in sfruttamento e ricatto dei lavoratori. Con buona pace dell’articolo18.

Twitter@emilioftorsello

Comments

  1. MA COME SI FA’ AD ARGOMENTARE SU UN AFFERMAZIONE COSI’ STUPIDA 

  2. Carolus

    Cari Camusso, Landini, Bersani e compagni vari, eccovi serviti !

  3. Duilio Venturini

    se un uomo decide di affrontare la vita con la responsabilità di una famiglia il discorso cambia,il posto fisso può essere una noia,ma nella ricerca di un posto migliore è la base per per non far subire ai figli le conseguenze dei nostri appagamenti

  4. Graziella G.Polettini

    Buongiorno

    Lo scopo di un Governo tecnico, non eletto dai cittadini, a
    mio parere non e’ quello di cercare di essere popolare.  Con il tourn-over mediatico a dir poco
    esagerato e’ scontato scivolare sulle bucce di banana o su ciò che ci si deve “abituare
    “ come:

    Abolizione Art. 18 e posto fisso – pensioni per lavori
    usuranti a età inverosimili per correre dietro alla riforma -aumento delle accise
    che gravano sui carburanti e risalgono alla guerra in Eritrea del ventennio- rete
    a maglie larghe, decisa dall’UE, per i pescatori siciliani che si vedono
    sfuggire il pesce  piccolo ma maturo per
    essere pescato. Così sui mercati arrivano i pesci del Nord-africa perché la
    rete adoperata e’ più piccola come per alcuni paesi del Nord europa!

    E ieri oltre 600 persone bloccate in un treno al gelo e
    senza viveri; era questa la notizia principale e grave di cui si doveva
    occupare un governo!

    grazie

    2 febbraio 2012

    da Graziella G.Polettini web site
    http://www.alleanzapopolareitaliana.it
     

  5. Emilio hai dimenticato questo pezzo del discorso di Monti in trasmissione che dovrebbe fugarti ogni dubbio: “Ma soprattutto nella riforma in cui Fornero e il governo è impegnato la finalità principale è quella di ridurre la terribile apartheid che esiste nel mercato nel lavoro tra chi per caso o per età è già dentro e chi giovane fa una terribile fatica ad entrare o se entra lo fa in condizioni precarie. Vogliamo ridurre il divario tra questi due tipi di tutela”.

  6. Vale

    Posso accettare quella frase vergognosa solo in un sistema economico: quello in cui una banca concede un mutuo ad un giovane con contratto a tempo determinato.
    Siccome questo fatica ad accadere pure con alcuni contratti a tempo indeterminato ( i primi 2 anni di e non succede MAI a giovani lavoratori privi di posto fisso ( se non per poche migliaia di euro tramite finanziarie che propongono tassi allo “0,1% sotto al tasso di usura” ), questa frase fa capire la terribile malafede di un personaggio che bene o male avevo sempre evitato di giudicare, con la speranza che ogni provvedimento “impopolare” nascesse con un bene superiore.

    In questo caso l’unica giustificazione a quella frase sarebbe l’ignoranza del sistema bancario italiano…ma siccome sappiamo benissimo tutti la storia del personaggio, non resta che rimanere amareggiati, delusi ed arrabbiati.
    E se io – che sono sotto contratto a tempo indeterminato praticamente da sempre – mi arrabbio, un precario sarebbe giustificato se l’andasse a prendere a casa…