Russia e Cina e la “licenza d’uccidere” in Siria
Il veto di Mosca e Pechino alla risoluzione ONU contro le violenze in Siria svela i loro interessi nel paese di Assad
Scritto da Emanuela De Marchi il 7 febbraio 2012 in Mondo
In 11 mesi, 6mila morti, di questi 384 bambini. Inoltre, 15mila prigionieri e più di 15mila rifugiati politici. Le torture sono all’ordine del giorno e sono note per la loro violenza, crudeltà ed inumanità tanto da spaventare anche le spie israeliane. Ma Pechino e Mosca, anziché condannare il regime di Assad lo proteggono incoraggiando il proseguimento dei massacri. Per gli oppositori siriani una vera e propria “licenza d’uccidere”.
Il doppio veto alla risoluzione dell’ONU. A finire nelle mani della polizia siriana non sono persone addestrate. Chiunque sia sospettato di essere un pericolo per lo Stato può andare incontro a trattamenti che vanno oltre qualsiasi immaginazione. Le atrocità giornaliere compiute in Siria non hanno però avuto alcuna influenza su Cina e Russia che hanno deciso di porre il veto alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU dello scorso sabato 4 febbraio. La risoluzione non era nient’altro che un testo simbolico di denuncia della violenta repressione perpetrata dal regime di Bachar Al-Assad per soffocare la rivolta popolare che non si ferma. Il testo non fa neanche riferimento alla vendita di armi alla Siria da parte di Mosca.
Gli interessi di Mosca e Pechino. Gli altri tredici membri del Consiglio hanno votato a favore della risoluzione. Tra questi, India, Sud Africa e Pakistan che, insieme a Russia e Cina, hanno fino adesso sempre costituito il fronte compatto dei paesi emergenti all’ONU. Offesi dal doppio veto russo-cinese invece, i Paesi del mondo arabo che hanno interpretato questo gesto in un unico modo: Mosca e Pechino “coprono” la repressione siriana. Dietro alla posizione di Russia e Cina una fitta rete di interessi. La Russia è una storica alleata della famiglia Al-Assad ed i suoi interessi in Siria sono enormi. Mosca non ha alcuna intenzione di rinunciare al ricco mercato della vendita di armi. Inoltre, possiede un’importante base nel Mediterraneo a Tartus. La Cina invece è sempre decisa a combattere qualsiasi forma di ingerenza negli affari interni di un paese. Ma ad unire i due paesi è soprattutto una ragione fondamentale: entrambi non tollerano in alcun modo l’idea che un popolo si ribelli alle autorità.
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