L’Italia dei “vabbuò!”
Scritto da Emilio Fabio Torsello il 11 febbraio 2012 in Editoriale
IL COMMENTO – “I passeggeri stanno salendo da soli sulle lance!” . “Vabbuò”.
La sintesi di una situazione d’emergenza gestita “all’italiana” (nel senso più deteriore del termine) è racchiusa in quell’espressione dal forte accento partenopeo – vabbuò – rifilata come risposta a un dramma come può esserlo il panico durante l’evacuazione di una nave da crociera come la Costa Concordia. Che l’abbia pronunciata il Comandante Schettino o qualcun’altro conta ben poco. E’ quella nota di menefreghismo – una sorta di “ecchissenefotte” – che colpisce prima ancora del “caos” riportato da molti giornali e che nei fatti non esiste né si verifica.
Il video diffuso dal Tg5 – se non fosse stato per quel “vabbuò” – avrebbe forse contribuito a spezzare una lancia a favore di Comandante e ufficiali della nave Costa Concordia, dipinti come una truppa in precipitosa fuga subito dopo lo schianto. Eppure, la risposta che si ascolta nella registrazione è esemplificativa di un certo modo di pensare e di agire tutto nostrano, un “vabbuò” che si potrebbe declinare in tutti gli ambiti: dall’educazione civica all’attenzione nei confronti di certa politica, fino al comportamento verso il vicino di casa.
Il “vabbuò” – qui ascoltato in napoletano ma perfettamente declinabile in tutte le cadenze italiane - è tipico di quanti sono abituati a curare solo il proprio orto e i propri interessi minimi, senza preoccuparsi di quanto gli accade in torno. Il “vabbuò” caratterizza i cittadini che non vanno a votare (salvo restare a guardare e lamentarsi comunque) con la scusa che tanto non cambia niente. Il “vabbuò” lo rifilano i partiti quando gli elettori pretendono di scegliere i loro rappresentanti. Il “vabbuò” è stato alla base di drammi come i crolli all’Aquila per il cemento impastato con la sabbia di mare o di sciagure ben prevedibili e causate dalla folle speculazione dell’uomo: “e se poi viene giù tutto?” “Vabbuò”. Più in generale, il “vabbuò” è la cifra stilistica del menefreghismo più becero e vuoto, capace solo di portare il Paese verso un nulla indefinito. E già su Facebook è comparsa la pagina per raccogliere tutti i possibili “vabbuò”.
La speranza, come ha sottolineato Simone Spetia su Twitter, è che per ogni “vabbuò” ci sia sempre un “vadaabordocazzo”.


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